Archivio per luglio 2009 | Pagina di archivio mensile

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Nel caso parte della produzione venga realizzata da subfornitori è necessario gestire il flusso del materiale ovvero l’invio delle materie prime necessarie alla lavorazione e la ricezione del semilavorato o del prodotto finito. A fronte di un invio di materiale è necessario che vi sia un ordine di lavorazione che può essere di due tipi:

  1. Realizzazione di nuovo codice :In questo caso vengono inviati i materiali per la lavorazione e viene restituito il prodotto finito.
  2. Lavorazione sullo stesso codice: In questo caso vengono inviati i materiali che al termine della lavorazione vengono restituiti con lo stesso codice o meglio con un lotto di riferimento indicante che il codice ha subito la lavorazione.

Inoltre gli ordini di lavorazione possono essere aperti o chiusi, i primi si riferiscono ad uno stesso codice che viene più volte prodotto dallo stesso terzista, mentre nel secondo caso per ogni lotto viene emesso un ordine di lavorazione diverso.
Per quanto riguarda l’invio di materiale possono presentarsi due casi:

  1. Materiale contato: Viene inviato al terzista la quantità necessaria per evadere le commesse
  2. Materiale a dotazione: Viene inviato al terzista periodicamente un lotto del materiale in base agli impegni sul suo deposito (solitamente materiale di basso valore che viene utilizzato in diverse lavorazioni o materiale d’imballaggio)

Oltre all’invio delle materie prime ed alla ricezione dei prodotti finiti potrebbe essere necessario gestire altre operazioni come il reso non lavorato (materiale non più utilizzato e reso all’azienda), reso di difettosi (materiale che presenta dei difetti e non può essere usato per la lavorazione e quindi reso all’azienda), invio per rilavorazione (prodotti finiti che presentano delle non conformità e che vengono inviati nuovamente al terzista per essere rilavorati) entrata con mancanti (prodotti finiti che arrivano in azienda ma a cui mancano dei pezzi da assemblare e che verranno montati in azienda, a volte in caso di mancanza di materiale è più veloce farsi inviare il finito parziale dal terzista e terminare la lavorazione in azienda).
Altra cosa necessaria è definire le politiche di alimentazione dei terzisti ovvero rispondere alle seguenti domande:
Quali articoli inviare a dotazione ? con che frequenza? In che misura ?
Gestire ordini aperti o chiusi ?
Con che frequenza inviare il materiale contato ?
Come gestire il materiale mancante ?
Come bilanciare i magazzini dei terzisti ?
È necessaria una scorta minima nei depositi dei terzisti ?
A queste domande cercherò di dare risposta nei vari post di questo blog.

Punto di riordino

lug
2009
30

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Il punto di riordino è una tecnica di gestione delle scorte in base alla quale quando un articolo raggiunge una certa qt è necessario effettuare un ordine per reintegrare il codice a magazzino, tale tecnica è applicabile ad articoli a domanda indipendente. Esistono due modelli del punto di riordino uno deterministico (che presuppone una perfetta conoscenza della domanda) ed uno stocastico (fa uso di variabili casuali). Il modello più applicabile è chiaramente il secondo in quanto difficilmente si ha una perfetta conoscenza della domanda di un articolo. Definito il punto di riordino possiamo avere due differenti politiche:

  1. Politiche di riordino a quantità fissa: il riordino avviene in lotti noti a priori, ma in istanti non noti a priori.
  2. Politiche di riordino a periodo fisso: il riordino avviene in quantità non note a priori, ma in istanti determinati a priori.

In questo modello data la aleatorietà della domanda e dei tempi di consegna è necessario determinare una scorta di sicurezza determinata in funzione della deviazione standard della domanda e dei tempi di consegna e dal livello di servizio (ovvero il livello di domanda che si vuole soddisfare senza incorrere in stock out)

Confrontando il punto di riordino con la giacenza e gli ordini possiamo individuare le azioni da compiere per ogni articolo:

  1. Giacenza>ROP e QT in ordine =0 nessuna azione
  2. Giacenza>ROP e QT in ordine>0 Annullare ordine o posticipare
  3. Giacenza<ROP e QT in ordine=0 Ordinare
  4. Giacenza<ROP e QT in ordine>0 Sollecitare.

Esay label

lug
2009
30

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Easylabel è un software che consente la creazione e la stampa di etichette o di lotti di etichette. Il software consente di definire la dimensione dell’etichetta e successivamente di inserire diversi tipi di campi: Testo, forme, codice a barre e immagini. Per i campi testo è possibile definire un origine dati da cui prelevare i dati che può essere fisso o scelto in fase di stampa oppure è possibile riferirsi ad un file progressivo in cui vengono registrati i dati ad ogni stampa di etichette
.easy01

Per quanto riguarda i codici a barre è possibile inserire qualsiasi tipi di codice a barre ed inoltre è possibile gestire un file di report in cui vengono registrate le stampe che vengono effettuate per tenere traccia del lavoro svolto. Il software inoltre può dialogare con altri programmi grazie ai controlli ActiveX inserendo il software all’interno di una applicazione più grande.

easy02

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Questa analisi serve ad individuare i codici obsoleti ovvero quei codici che non partecipano più al processo di creazione del valore aziendale. Definiamo obsoleti quei codici che non sono movimentati da n periodi, con giacenza diversa da zero ed impegno nullo. Il periodo dopo il quale un codice diventa obsoleto dipende molto dal settore in cui opera l’azienda, per il nostro esempio consideriamo 3 anni ovvero articoli non movimentati dal 31/12/2006. Per prima cosa determiniamo la data dell’ultimo movimento (non consideriamo per questa analisi le rettifiche inventariali perchè non generano valore) :

SELECT MOVIMENTI.CODICE, MAX(MOVIMENTI.DATA) AS UM
FROM MOVIMENTI
WHERE (((MOVIMENTI.CAUSALE)&lt;&gt;"R+" AND (MOVIMENTI.CAUSALE)&lt;&gt;"R-"))
GROUP BY MOVIMENTI.CODICE;

A questo punto filtriamo i codici obsoleti

SELECT [Ultimo movimento].CODICE, [Ultimo movimento].UM, Giacenze.GIACENZA, Giacenze.IMPEGNO
FROM [Ultimo movimento] INNER JOIN Giacenze ON [Ultimo movimento].CODICE = Giacenze.CODICE
WHERE ((([Ultimo movimento].UM)&lt;=#12/31/2006#) AND ((Giacenze.GIACENZA)&gt;"0") AND ((Giacenze.IMPEGNO)=0));

Partendo dalla data dell’ultimo movimento per ogni articolo è possibile effettuare una analisi della stratificazione del magazzino valorizzando le giacenze e raggruppandole per anno di ultimo movimento ottenendo un grafico simile.analisi obsoleti

La fase successiva consiste nell’individuare perché si sono formati questi obsoleti, facendo ricorso alla analisi dello schema di flusso possiamo individuare a quale processo aziendale appartengono i codici, successivamente si individueranno le possibile azioni per ridurre la qt ( svendite, rivendita ai fornitori, modifiche ecc)

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L’algoritmo di calcolo dell’MRP ha bisogno di tre set di input per effettuare le elaborazioni per determinare il piano degli approvvigionamenti:

  1. La domanda
  2. La distinta base
  3. Le giacenze degli articoli

Cosa accade se un di questi dati è errato? In questo primo post parlerò del caso di giacenze errare ovvero quando la giacenza fisica è differente da quella contabile. Si possono avere due ipotesi la giacenza fisica è superiore a quella contabile oppure il caso contrario. Nel primo caso l’MRP potrebbe suggerire di ordinare altro materiale quando in realtà in magazzino c’è materiale sufficiente, nel secondo caso potrebbe essere necessario ordinare altro materiale ma l’MRP non lo suggerisce in quanto la giacenza a sistema copre gli impegni. Un disallineamento tra giacenze fisiche e contabili quindi può causare sia dei problemi di overstock che di stock out pertanto è necessario ridurre al minimo questo disallineamento.

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L’associazione italiana di logistica e supply chain managment organizza per il 16 ottobre un convegno dal titolo LOGISTICA E WEB 2.0: la persona torna protagonista. Il tema del convegno risulta di estrema attualità in quanto tratta di una infrastruttura logistica di grande importanza e che rappresenta la strada per una produzione snella in quanto fa viaggiare ad una velocità maggiore i flussi informativi. Esempi di applicazioni web 2.0 in ambito logistico sono  una gestione coordinata e puntuale degli approvvigionamenti e delle scorte, un sistema di relazioni dirette e veloci fornitore cliente, la predisposizione di nuovi sistemi di magazzinaggio sviluppati a partire dalle effettive necessità questo ed altro saranno i temi trattati dalla quinta edizione del convegno internazionale sulle nuove tecnologie.

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