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Al termine delle operazioni inventariali ( sia esso un inventario totale o parziale) abbiamo una mole di dati che ci può essere utile per avere informazioni sulla nostra gestione logistica, quindi che tipo di analisi è possibile fare? Per prima cosa bisogna definire il set di dati su cui effettuare le analisi ovvero l’elenco dei codici rettificati per ognuno dei quali avremo questi dati: CODICE, DEPOSITO, UBICAZIONE, TIPO MATERIALE, COSTO, QT CONTABILE, QT FISICA, QT RETTIFICATA, SEGNO RETTIFICA. Questi sono i dati fondamentali ai quali è possibile aggiungercene altri a seconda delle nostre esigenze di analisi e a seconda dei dati presenti a gestionale. Partendo da questi dati grezzi è possibile effettuare le seguenti elaborazioni:

  1. Depurazione delle rettifiche sbagliate
  2. Errore per ubicazione
  3. Errore per tipologia di articolo
  4. Errore per processo

La prima operazione da fare è individuare eventuali rettifiche sbagliate analizzando i movimenti degli articoli con il valore più alto di rettifica ( in modo particolare i movimenti dei giorni precedenti e successivi all’inventario, infatti potrebbe capitare che un DDT di entrata od uscita non sia stato registrato quindi vi sia stata una rettifica sbagliata), altra verifica che è possibile fare se si gestiscono più depositi è il confronto tra le rettifiche tra i vari depositi, infatti se su due depositi abbiamo una rettifica di uguale quantità ma di segno opposto è probabile che manchi un DDT di trasferimento.
Una volta purificati i dati è possibile analizzarli per capire perché si sono prodotti questi errori nell’attività logistica dell’impresa individuando i punti in cui intervenire per migliorare il processo. Per prima cosa possiamo individuare l’area o i depositi in cui si sono verificati la maggior parte degli errori, successivamente passiamo ad individuare le categorie di articoli per cui si sono verificati la maggior parte degli errori (ad esempio per articoli che sono soggetti a lavorazioni come il taglio è normale aspettarsi un disallineamento tra valori fisici e contabili in quanto vi è un fisiologico scarto nella lavorazione se però tale differenza è notevole è necessario fare ulteriori indagini per capirne la motivazione) infine un’ultima analisi è relativa al processo, per effettuare la quale è necessario avere individuato attraverso l’analisi degli schemi di flusso a quale processo ogni articolo appartiene (ad esempio se la maggior parte degli errori si verifica nel processo entrata in acquisto ed uscita in produzione è possibile che ci siano degli errori nel prelievo del materiale destinato alla produzione)

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