Archivio per novembre 2009 | Pagina di archivio mensile

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L’azienda ALTRA logistica nuovamente nel Lodigiano. Questa volta però con l’obiettivo espressamente richiesto dagli enti  locali e ricercato dagli imprenditori, di interfacciarsi di più con la «modalità rotaia» e ridurre l’impatto sull’ambiente. Il gruppo Federtrasporti con sede a Bologna ed aggregazione di 60 imprese di autotrasporto con un parco circolante di circa 4mila veicoli, ha inaugurato ieri mattina in grande stile alla periferia di Secugnago (in direzione Brembio), il Polo Logistico Milano Sud, vasto magazzino da 20mila metri quadrati già realizzati, cui nei prossimi anni se ne andranno ad aggiungere altri 30mila. La scelta del gruppo è caduta sul Lodigiano per la sua posizione strategica. «Siamo nel cuore produttivo dell’Italia, a 40 chilometri da Milano, a 12 da Lodi, vicinissimi alla Autostrada del Sole, alla Torino-Piacenza, a Malpensa ed a 40 chilometri da dove passerà da qui a qualche anno il “corridoio 5 Lisbona-Kiev”, importantissima via di comunicazione europea», ha spiegato l’azienda. Il presidente di Federtrasporti Emilio Pietrelli ha sottolineato che in un primo momento avverrà a Secugnago il trasferimento di 12 dipendenti attualmente in forza in una sede di Lodi, ma che potenzialmente il Polo Milano Sud apre prospettive di impiego per addirittura 200 persone. «Anche se al momento – ha precisato – questo numero va un po’ ridimensionato»

rfidlab.unipr.it

nov
2009
28

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www.rfidlab.unipr.it

Il sito presenta le attività del laboratorio di ricerca dell’universtià di Parma dedicato alla tecnologia RFID. Il sito si apre con una sezione news contenente le novità su quanto svolto dal laboratorio, poi vi è una pagina dedicata alla presentazione della mission dell’ente, ed una sezione in cui è possibile trovare le attività di ricerca e le pubblicazioni relative. Il sito contiene due pagine dedicate al Global RF lab alliance e del International journal of RF Technologies. Infine sono presenti delle pagine contenenti i servizi svolti dal laboratorio in modo particolare sulle attività di formazione.

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Per poter verificare se una merce è di origine preferenziale o meno bisogna controllare per la tariffa doganale quale regola utilizzare per il calcolo. In questo esempio consideriamo una regola semplice ovvero il valore dei componenti che costituiscono il prodotto finito di origine non preferenziale deve essere inferiore ad una certa percentuale. La base di partenza per questo calcolo è di aver richiesto ai fornitori un certificato di origine nel caso non disponessimo del certificato la merce va considerata di origine non preferenziale. Partiamo dalla seguenti tabelle:
Anagrafica: CODICE, COS, ACQ, DOG
Codici: CODICE, CLIENTE
Origine: CODICE, PREF
Distinta: PADRE, FIGLIO, COEF

La procedura prevede l’esplosione dei codici e l’esecuzione in cascata delle query che calcolano la percentuale di codici con origine non preferenziale.
Esplodi distinta

SELECT [CODICI].CODICE, DISTINTA.FIGLIO AS C1, DISTINTA_1.FIGLIO AS C2, DISTINTA_2.FIGLIO AS C3, DISTINTA_3.FIGLIO AS C4, DISTINTA_4.FIGLIO AS C5, DISTINTA.COEF AS CO1, DISTINTA_1.COEF AS CO2, DISTINTA_2.COEF AS CO3, DISTINTA_3.COEF AS CO4, DISTINTA_4.COEF AS CO5, [CODICI].CLIENTE INTO [distinta eslposa]
FROM [CODICI] LEFT JOIN ((((DISTINTA LEFT JOIN DISTINTA AS DISTINTA_1 ON DISTINTA.FIGLIO = DISTINTA_1.PADRE) LEFT JOIN DISTINTA AS DISTINTA_2 ON DISTINTA_1.FIGLIO = DISTINTA_2.PADRE) LEFT JOIN DISTINTA AS DISTINTA_3 ON DISTINTA_2.FIGLIO = DISTINTA_3.PADRE) LEFT JOIN DISTINTA AS DISTINTA_4 ON DISTINTA_3.FIGLIO = DISTINTA_4.PADRE) ON [CODICI].CODICE = DISTINTA.PADRE;

Padri

SELECT [distinta eslposa].CODICE, IIf([C5] IS NOT NULL,[C5],IIf([C4] IS NOT NULL,[C4],IIf([C3] IS NOT NULL,[C3],IIf([C2] IS NOT NULL,[C2],IIf([C1] IS NOT NULL,[C1],[CODICE]))))) AS FIGLIO, IIf([CO1] IS NULL,1,[CO1]*nz([CO2],1)*nz([CO3],1)*nz([CO4],1)*nz([CO5],1)) AS COEF, [distinta eslposa].CLIENTE INTO CODEXP
FROM [distinta eslposa];

AGG CT00

SELECT CODEXP.CODICE, CODEXP.FIGLIO, CODEXP.COEF, CODEXP.CLIENTE, [Anagrafica].COS AS C2P, [Anagrafica].ACQAS CAP, [ANA ARTICOLI].COS AS C2F, [ANA ARTICOLI].ACQAS CAF INTO CT00
FROM (CODEXP INNER JOIN [Anagrafica] ON CODEXP.CODICE = [Anagrafica].CODICE) INNER JOIN [ANA ARTICOLI] ON CODEXP.FIGLIO = [ANA ARTICOLI].CODICE;

AGG CT01

SELECT CT00.CODICE, CT00.FIGLIO, CT00.COEF, CT00.CLIENTE, IIf([CAP]=0,[C2P],[CAP]) AS [COSTO P], IIf([CAF]=0,[C2F],[CAF]) AS [CO UNIT F], [CO UNIT F]*[COEF] AS [COSTO F] INTO CT01
FROM CT00;

AGG CT02

SELECT CT01.CODICE, CT01.FIGLIO, CT01.CLIENTE, CT01.[COSTO P], CT01.[COSTO F], IIf([PREFE] IS NULL,"NC",[PREFE]) AS PREF INTO CT02
FROM CT01 LEFT JOIN [ORIGINE] ON CT01.FIGLIO = [ORIGINE].CODICE;

AGG CT03

SELECT CT02.CODICE, CT02.CLIENTE, CT02.[COSTO P], CT02.PREF, SUM(CT02.[COSTO F]) AS [TOT COMP] INTO CT03
FROM CT02
GROUP BY CT02.CODICE, CT02.CLIENTE, CT02.[COSTO P], CT02.PREF;

CT04

SELECT CT03.CODICE, CT03.CLIENTE, CT03.[COSTO P], CT03.PREF, CT03.[TOT COMP], [TOT COMP]/[COSTO P] AS PPRE, IIf([PREF]="NC","N",[PREF]) AS TP
FROM CT03
WHERE (((CT03.[COSTO P])<>0 AND (CT03.[COSTO P]) IS NOT NULL));

CT05

SELECT CT04.CODICE, CT04.CLIENTE, CT04.TP, SUM(CT04.PPRE) AS PCOMP
FROM CT04
GROUP BY CT04.CODICE, CT04.CLIENTE, CT04.TP;

NN

SELECT CT05.CODICE, COUNT(CT05.TP) AS N
FROM CT05
GROUP BY CT05.CODICE;

AGG FINALE01 (Sostituire VALORE con la soglia definita dalla regola doganale)

SELECT CT05.CODICE, CT05.CLIENTE, IIf([PCOMP]
 
AGG FINALE
<pre lang="SQL">SELECT FINALE1.CODICE, FINALE1.CLIENTE, FINALE1.ORIGINE, FINALE1.[COD DOG], FINALE1.PCOMP INTO FINALE
FROM FINALE1
WHERE (((FINALE1.E)=1));

CPFR

nov
2009
26

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Il flusso dei materiali e delle informazioni attraversa l’impresa ma passa anche attraverso altre imprese, in modo particolare nelle supply chain. L’EDI e l’e-commerce tentano di ridurre le discontinuità nel flusso delle informazioni tra diversi sistemi, ma è possibile ridurre ulteriormente le discontinuità attraverso il CPFR (Collaborative Planning, Forecasting, and Replenishment) ovvero lo scambio di consuntivi e stime di vendita tra i partner di un’impresa commerciale. Per implementare questi scambi di informazioni si utilizza molto spesso la rete internet. Il software CPFR rielabora i dati in possesso e permette di mettere in allerta nel caso che rilevasse alcune eccezioni alle regole precedentemente stabilite. La realizzazione di questi scambi richiede la definizione di standard e linee guide che sono definite dalla Voluntary Interindustry Commerce Standards (VICS) Association che sono consultabili sul sito dell’associazione. Il CPFR richiede una stretta collaborazione tra le imprese della filiera ed un sistema informativo efficiente, inoltre si pone come base per la sincronizzazione dei processi all’interno della supply chain. A fronte di questi costi, i benefici dell’implementazione del CPFR sono notevoli e riguardano la riduzione delle scorte, una maggiore rapidità di risposta alle variazioni del mercato, una riduzione degli sprechi.

ALLEGATI

CPFR03
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CPFR02
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CPFR01
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Liste di prelievo

nov
2009
25

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Nel caso di una gestione automatizzata dei prelievi con un magazzino automatico abbiamo a disposizione dei dati da poter utilizzare per analisi della nostra attività. La prima operazione è individuare la tipologia di database che il software che gestisce il magazzino utilizza, a questo punto se il database non è un formato proprietario è possibile creare il collegamento ODBC alle tabelle per estrarre i dati in access. Le tabelle che ci interessano sono quelle con la testata ed il dettaglio delle liste di prelievo, individuate le tabelle estraiamo i dati in una tabella con le seguenti informazioni:
LISTA, ARTICOLO, DATA INIZIO, DATA FINE, DURATA
A questo punto raggruppiamo per lista in questo modo:

SELECT LISTE.LISTA, LISTE.[DATA INIZIO] AS DATA, COUNT(LISTE.ARTICOLO) AS [NUM RIGHE], LISTE.DURATA
FROM LISTE
GROUP BY LISTE.LISTA, LISTE.[DATA INIZIO], LISTE.DURATA;

Questa tabella rappresenta la base di partenza per le successive analisi, utilizzando la metodologia DFM possiamo individuare questo schema:
FATTO: Prelievo
ATTRIBUTI: Lista, Data creazione, Tipo lista
MISURE: N righe, Durata
Una prima problematica si presenta per le liste con mancanti ovvero quelle liste che presentano uno o più codici mancanti e che pertanto risultano essere state chiuse diversi giorni dopo il primo prelievo, in questo caso bisogna isolarle ed analizzarle diversamente.

Just in time

nov
2009
24

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Il JIT è uno strumento che rientra nel più ampio framework della produzione snella, adottata per la prima volta dalla Toyota. Il JIT prevede una scorta molto ridotta ottenuta grazie alla gestione di lotti molto ridotti, all’eliminazione degli sprechi ed al miglioramento della qualità dei prodotti. La realizzazione di tale politica richiede una reingegnerizzazione dei processi in modo da rendere il flusso dei materiali il più fluido e veloce possibile evitando soste inutile. Se consideriamo le scorte come il livello dell’acqua in un recipiente, il JIT riducendo il livello dell’acqua mette in luce tutti gli ostacoli che rallentano la navigazione, pertanto una parte delle scorte elevate era determinata per coprire malfunzionamenti dei processi produttivi, è chiaro che un livello minimo d’acqua deve rimanere onde evitare la nave rimanga in secca, ovvero fuor di metafora la scorta deve servire a coprire quella parte (ridotta) che i processi disegnati dall’azienda non riescono a gestire (esempio uno sciopero improvviso, un ritardo fisiologico del fornitore ecc).

ALLEGATI

JIT02
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JIT01
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