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Quanto vale il nostro magazzino? La risposta a questa domanda al di là degli obblighi di legge è molto importante per l’impresa e rappresenta uno dei riflessi finanziari più importanti dell’attività logistica. Il magazzino rappresenta all’interno del bilancio una voce dell’attivo circolante che presenta il più basso grado di liquidità, anche se una parte del valore del magazzino dovrebbe essere considerata come attivo immobilizzato ovvero quella parte di articoli che vengono considerati obsoleti. Valutare il magazzino significa valutare una parte delle attività dello stato patrimoniale e quindi avere indicazioni sullo stato di salute dell’impresa, tale valore non va considerato in maniera separata dagli altri indicatori e va letto nel suo andamento nel tempo. Valorizzare il magazzino significa tradurre le QT fisiche presenti ad una certa data in unità monetaria però tale valutazione non è semplicemente la moltiplicazione di una quantità per un prezzo, in quanto le quantità presenti in magazzino si sono formate nel tempo con prezzi differenti e soprattutto nel caso di beni fungibili non è agevole risalire a quale merce sia effettivamente presente a magazzino pertanto si ricorre a differenti metodi di valutazione che possono essere più o meno accettati dalla normativa fiscale e civile. Ogni metodo ha i suoi vantaggi e svantaggi e mette in evidenza i diversi fenomeni che si verificano nella dinamica della formazione dei prezzi e delle giacenze, poiché tale operazione è abbastanza elementare (una volta impostato l’algoritmo è possibile valutare anche migliaia di articoli con centinaia di migliaia di movimenti) può essere opportuno aldilà degli obblighi di legge valutare il magazzino con i principali metodi di valutazione.

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