Archivio per aprile 2010 | Pagina di archivio mensile

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La supply chain esiste e muove i materiali all’interno di uno spazio geografico che è necessario conoscere per valutare i suoi vincoli ed opportunità. In questo post andremo a rappresentare su una cartina geografica una supply chain utilizzando il software MapPoint. La prima operazione da effettuare  è l’individuazione dei nodi della rete, in questo caso noi rappresenteremo i fornitori (unicamente quelli legati al core business), i siti produttivi (sia interni che subfornitori), i magazzini ed i punti di distribuzione (in questo caso utilizziamo i punti di distribuzione in quanto abbiamo ipotizzato che la supply chain fornisca un bene di consumo di massa, pertanto non avrebbe senso rappresentare i clienti che sarebbero miglia di nodi). Una volta individuati i nodi andremo a compilare in un foglio excel le seguenti informazioni:ID NODO, LOCALITA, PROVINCIA, TIPO, PROPRIETA, VALORE FLUSSO, VOLUME FLUSSO, DIMENSIONE.
ID NODO, LOCALITA e PROVINCIA sono informazioni reperibili in anagrafica clienti fornitori, mentre per tipo intendiamo Fornitore, Produzione, Magazzino, Distributore, mentre con proprietà intendiamo se il nodo è di proprietà dell’azienda oppure no. Per gli altri dati dobbiamo effettuare una elaborazione statistica sui movimenti di magazzino per i quali consideriamo gli ultimi dodici mesi. Per i fornitori il valore del flusso è dato dal valore della merce acquistata, mentre per i siti produttivi il valore del flusso è dato dalla differenza del valore delle materie prime utilizzate e quello dei prodotti o semilavorati realizzati, per i magazzini i valore è uguale alla differenza della merce in ingresso con quello della merce in uscita, infine per i distributori il valore è uguale alla merce venduta. Analogamente andiamo a definire il volume del flusso utilizzando in questo caso non la moltiplicazione tra QT e COSTO ma tra QT e VOLUME (nel caso non fosse disponibile l’informazione del volume unitario, basterà considerare il volume totale indicato nel DDT)
Per dimensione intendiamo la giacenza media a valore del materiale conservato nel nodo nel corso degli ultimi dodici mesi, tale informazione ha senso per i magazzini e per i siti produttivi. A questo punto abbiamo tutte le informazioni necessarie e possiamo quindi importare i dati del foglio excel su una cartina di MapPoint ed analizzare la distribuzione dei nodi sul territorio, la distribuzione dei flussi in volume ed in valore.

Rappresentazione di tipologia dei nodi della Supply Chain

Rappresentazione di tipologia dei nodi della Supply Chain

 

Proprietà dei nodi della supply chain

Proprietà dei nodi della supply chain

Flusso di valore nei nodi della supply chain

Flusso di valore nei nodi della supply chain

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Come per tutti i settori anche per la logistica è previsto uno standard per la qualità denominato in questo caso ILS (International Logistic Standard). Lo standard IFS Logistic si applica alle aziende di servizi di logistica e trasporti marittimi e intermodali, spedizionieri nazionali e internazionali, e quindi a tutto quello che concerne l’outsourcing della logistica dei trasporti.
E’ stato redatto con l’obiettivo principale di poter monitorare quanto succede tra la produzione e la distribuzione. L’IFS Logistic è applicabile ai prodotti alimentari e non, e copre tutte le attività di trasporto, stoccaggio, distribuzione, carico/scarico. Si applica a tutti i tipi di logistica: consegna via strada, ferrovia o nave; trasporto refrigerato/congelato o senza raffreddamento.
Gli obiettivi dello standard sono:

  • Stabilire uno standard uniforme e un sistema di valutazione
  • Nominare enti di certificazione e auditor accreditati e qualificati
  • Rendere trasparente e comparabile l’intera catena produttiva
  • Ridurre i costi per i dettaglianti e fornitori, compresi quelli di servizi logistici.

IFS Logistic Standard è suddiviso in due parti:
Una parte generale applicabile a tutti i soggetti indipendentemente dall’attività svolta;
Una parte di dettaglio specifica per le attività:

  1. di stoccaggio/distribuzione
  2. di trasporto

In particolare, i capitoli descritti nella parte generale riguardano:

  • Gestione del sistema qualità
  • Responsabilità della direzione
  • Gestione delle risorse
  • Realizzazione del servizio
  • Misurazioni, analisi, miglioramento

I capitoli trattati nella parte di dettaglio, invece, sono relativi a:

  1. per le attività di stoccaggio e distribuzione: gestione dell’igiene, illuminazione, controllo degli infestanti, manutenzione, tracciabilità, misurazione e taratura…
  2. per le attività di trasporto: gestione dell’igiene e del rischio, la gestione dello stock (FIFO), il controllo della temperatura, di igiene e pulizia e tracciabilità.

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Quando movimentiamo la merce all’interno del magazzino è necessario che vi sia un documento che accompagni questo movimento in modo particolare se il movimento genera una variazione della giacenza. La maggior parte di questi movimenti sarà accompagnato da una lista di prelievo collegato ad un ordine (Cliente, di produzione o di lavorazione). Nel caso non vi sia un ordine con una lista di prelievo collegata è necessario ai fini fiscali (per superare la presunzione di cessione o acquisizione in nero della merce) prevedere un documento interno che accompagni tali movimenti. Si rende necessario questo documento in modo particolare quando non vi sono documenti esterni collegati al movimento (ma anche in questo caso è bene prevedere un documento ai fini gestionali). Ad esempio se preleviamo della merce come campionatura avremo il DDT in uscita che attesta la diminuzione della giacenza ai fini fiscali, in questo caso prevediamo un documento interno solo per dare l’indicazione al magazzino di prelevare il materiale. Diverso è il caso in cui preleviamo del materiale per la produzione per il quale non è previsto un ordine di produzione (è il caso di materiale di consumo non inserito in distinta e che pertanto non verrebbe scaricato) in questo caso il documento è necessario a vincere la presunzione di cessione in nero della merce, discorso analogo vale per le rettifiche delle giacenze. In questi casi tali movimentazioni devono essere residuali in termini di valori rispetto alle movimentazioni totali, ovvero non possiamo gestire gli scarichi di produzione in questa maniera ma devono sempre essere collegati ad un ordine di produzione che si rifà ad una distinta di produzione. Altro tipo di movimento che può essere gestito in questo modo è il giro codice ovvero quando un articolo che aveva un determinato codice viene cambiato in un altro è necessario scaricare la giacenza del primo codice e caricare la giacenza del secondo, tale operazione è possibile se il primo ed il secondo codice hanno un valore simile. In questi casi è bene prevedere un documento interno che abbia le seguenti caratteristiche:
TESTATA numeratore documento, data documento, ente o persona che autorizza il documento, Causale del documento.
RIGHE: Codice articolo, Ubicazione (utile per il prelievo fisico, non ha senso per le rettifiche ed il giro codice), QT, note.

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La logistica nell'economia senza frontiereIl testo scritto da professionisti con una lunga esperienza nella logistica si rivolge prevalentemente a logistici già navigati, ovvero chi la logistica l’ha vissuta ed analizzata ed è alla ricerca di metodologie e spunti di riflessione per adattare i propri atteggiamenti agli scenari futuri. Il testo estremamente schematico, snello e di facile lettura rappresenta una razionalizzazione delle esperienze degli autori. Nella prima parte viene affrontata la strategia della logistica, ovvero la sua definizione, gli scenari della competizione ed i modelli logistici. Il libro poi passa ed esaminare il valore della logistica per i clienti analizzando l’importanza del servizio ai clienti ed in che modo offrire il servizio. La seconda parte entra nella operatività descrivendo le problematiche dell’approvvigionamento e della produzione per poi affrontare il tema della gestione delle scorte e del material handling, successivamente l’attenzione si sposta sulla distribuzione fisica e sulle problematiche legate ai trasporti, infine vengono affrontati i problemi della terziarizzazione della logistica ed il controllo di gestione. L’ultima parte è dedicata al contesto infrastrutturale descrivendo all’inizio lo spazio geografico su cui opera la logistica, ed esaminando successivamente gli scenari futuri riguardanti la mobilità in Europa, infine viene affrontato l’importanza dell’impatto ambientale della logistica.

Alcuni interrogativi sulla logistica – Aspetti della competizione in atto – Una pluralità di modelli logistici – Come ascoltare la voce del cliente – Fornire il servizio – La miniera d’oro del sourcing – La rivoluzione della produzione – Un ripasso non ozioso di gestione dei materiali… – Alcuni aspetti dell’handling logistico – Il trasporto merci, un tema spesso sottovalutato – La distribuzione fisica – Terziarizzazione, terziarizzazione… – Come realizzare un outsourcing logistico – Logistica e post-vendita – Controllare la gestione logistica – Logistica e infrastrutture – Alcuni scenari europei sulla mobilità – Logistica e ambiente – Come affrontare un sistema logistico – Una mappa di orientamento per i logistici.

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Sabato 24 aprile è venuta a mancare Giulia Urgeletti Tinarelli, figura di riferimento della logistica italiana, che in quarant’anni ne ha attraversato la storia vivendola da protagonista nelle aziende, nelle università e nelle associazioni: ‘Per me la logistica è mestiere e passione’, diceva, parlando della disciplina di cui si è sempre occupata.
Nata a Parma il 16 dicembre 1937, dopo la maturità classica si è laureata presso la facoltà di Economia dell’Università di Parma con una tesi dal titolo ‘La teoria della sostituzionalità tra impianto e scorta nelle imprese a produzione stagionale’.
Dopo una breve esperienza in Barilla, entra all’Università di Parma come assistente del prof. Levi, titolare della cattedra di Matematica Finanziaria.
Dal 1969 al 1986 diventa docente di Ricerca Operativa, poi dal 1986 titolare della cattedra di Matematica Generale.
Dal 1970 diviene membro e tesoriere dell’AMASES (Associazione della Matematica Applicata alle Scienze Economiche e Sociali), e dal 1977 al 1991 è membro del consiglio direttivo dell’AIRO (Associazione Italiana di Ricerca Operativa).
Dal 1984 fa parte del consiglio direttivo dell’AILOG, di cui ricopre la carica di vicepresidente dal 1995 al 1997 e presidente per il biennio 1998-2000.
Durante la sua attività professionale è stata responsabile scientifico di unità operative del CNR, ha svolto attività di consulenza per aziende nei più diversi settori, ha tenuto corsi di formazione aziendale ed è autrice di oltre 60 articoli a carattere scientifico pubblicati su riviste nazionali e internazionali. E’ autrice del volume ‘La gestione delle scorte nelle imprese commerciali e di produzione EOQ, MRP, JIT’, edito per i tipi di Etas Libri, considerato uno dei testi fondamentali della logistica contemporanea.

Non ho conosciuto di persona la professoressa Urgelletti Tinarelli, ma ho apprezzato moltissimo il suo libro sulla gestone delle scorte che ha rappresentato il mio punto di riferimento quando ho iniziato ad occuparmi di logistica, avuto modo di ascoltarla in un convegno a Parma sui magazzini nel settembre del 2006.

supplychain.mit.edu

apr
2010
24

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www.supplychain.mit.edu

supplychain.mit.edu è il sito che raccoglie gli studiosi ed i manager che si occupano di logistica con l’obiettivo di costruire insieme una supply chain migliore aiutando i membri della comunità ad individuare le relazioni tra la loro supply chain e le loro strategie aziendali. Nel sito è quindi presente una sezione dedicata alle ricerche portate avanti dagli accademici che hanno argomenti come la supply chain globale o la gestione dell’RFID. È poi presente una sezione dedicata alle risorse ad uso degli iscritti e che comprendono casi di studio, le presentazione dei convegni, una completa recensioni di libri riguardanti la logistica, ed alcuni simulatori come quello del beer game. Completa il sito la sezione notizie ed eventi che riporta il calendario delle attività organizzate dalla comunità.

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