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La distinta base descrive la composizione del prodotto in termini di materiali e/o semilavorati con le relative quantità di impiego. Lo sviluppo della distinta base tiene sempre presente il processo di fabbricazione e di assemblaggio poiché è orientata a risolvere i problemi della produzione, della pianificazione e dei vari settori aziendali che ad essa fanno riferimento. Possiamo individuare due tipi di distinte la distinta standard e la distinta effettiva. La distinta standard viene utilizzata per la definizione di un codice generico utile in fase di programmazione e come modello per la creazione dei codici effettivi. La composizione di una distinta generica rappresenta in modo completo i materiali e/o i semilavorati necessari alla costruzione di prodotti simili. La distinta generica è riferita ad un codice articolo di comodo. La distinta generica va differenziata dalla distinta variabile, è una distinta la cui composizione varia in base ai valori assunti dal codice articolo, dal codice disegno oppure dal codice configuratore. Può essere utilizzata per la composizione di prodotti simili o che possono essere personalizzati sulle richieste del cliente. La composizione può essere condizionata tramite funzioni che portano ad una variazione del codice componente, oppure che abilitano la validità del legame.  La distinta generica consente di risparmiare nella codifica delle distinte, ad esempio se consideriamo un codice che presenta 4 caratteristiche, ognuna delle quali ha 4 opzioni, sarebbe necessario codificare 256 distinte, con la distinta generica basta codificare una sola distinta.

Nel disegnare la distinta si pone la domanda di cosa inserire nella distinta o meglio quali tipologie di articoli inserire. Una prima problematica riguarda gli imballaggi per il quale si possono presentare due soluzione: Inserire l’imballaggio in distinta, oppure creare un nuovo codice che contiene il codice più l’imballo (in questo caso avremo una distinta di spedizione). La prima soluzione viene utilizzata sicuramente per gli imballi primari, la seconda è utilizzata per gli imballi secondari ad esempio se abbiamo un codice che viene confezionato in quantità di 6, 12 e 24, avremo il codice  450-120 e le scatole con i codici IM06, IM12, IM24 avremo i seguenti codici 450-120.C06, 450-120.C12, 450-120.C24. La seconda problematica riguarda se inserire o meno il materiale di consumo in distinta, nel caso di produzioni in cui è difficile quantificare il coefficiente è bene inserire il materiale di consumo nella distinta di progettazione, ma non in quella di produzione, in questo caso il materiale di consumo non va gestito con l’MRP ma con il punto di riordino.

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