Archivio per maggio 2010 | Pagina di archivio mensile

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Partiamo da una metafora abbastanza semplice e forse già nota ma che spiega con grande efficacia i benefici della sincronizzazione snella. Consideriamo un fiume con degli scogli sul fondo e delle imbarcazioni che devono navigarlo, in questo caso la profondità dell’acqua impedisce alle imbarcazioni di vedere gli scogli ma è essi sono ugualmente presenti e rallentano il flusso delle acque e creano turbolenza, diminuire il livello delle acque consente di evidenziare gli scogli e di rimuoverli. Fuor di metafora gli scogli sono le problematiche relative alle operations mentre il livello dell’acqua è il livello delle scorte, ridurre il livello delle scorte e rimuovere le problematiche relative alle operations consente di aumentare la velocità del flusso e renderlo sincrono, ovvero assicurare ai clienti ciò che vogliono, nella quantità richiesta, quando serve e dove serve. Sincronizzare significa far si che i flussi si muovano nello stesso momento in modo da evitare che si creino delle scorte lungo il flusso principale. Come si ottiene la sincronizzazione dei flussi?
La sincronizzazione si ottiene attraverso le seguenti attività

  1. Razionalizzazione dei flussi
  2. Flessibilizzazione dei processi
  3. Minimizzazione della variabilità

La razionalizzazione dei flussi si ottiene con la mappatura dei processi , assicurando la visibilità dei processi tramite il layout, utilizzando tecnologie di processo su scala ridotta. La flessibilità si assicura riducendo i tempi di attrezzaggio, infine la minimizzazione della variabilità si ottiene livellando il più possibile i programmi di produzione e delle consegne.

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L’Interporto del Gruppo Barletta ha siglato un accordo di collaborazione con Movimoda, società specializzata nella logistica per le imprese della moda che andrà ad occupare un capannone di 40.000 mq presso l’Interporto di Marcianise Caserta, 20 maggio 2010 – Interporto Sud Europa, società controllata del Gruppo Barletta, ha siglato un importante accordo di collaborazione con Movimoda, impresa leader specializzata nella logistica per imprese di abbigliamento, calzaturiere e di accessori.

Movimoda stoccherà i prodotti delle più importanti griffe italiane destinate al mercato europeo nel capannone che è stato recentemente realizzato presso l’ISE, sfruttando una superficie di 40.000 mq.

Soddisfazione è stata espressa dai vertici aziendali dell’Interporto Sud Europa: “Questo importante accordo di collaborazione conferma l’importanza strategica e le grandi potenzialità dell’Interporto Sud Europa. Qualità che già grandi aziende ci riconoscono e che vengono riconfermate da nuovi operatori della logistica che vedono in noi un partner affidabile capace di rispondere alle loro esigenze. L’acquisizione di questo cliente è il risultato di una strategia aziendale che nei prossimi mesi porterà ISE ad aprirsi ancora di più al mercato, diventando un punto di riferimento per il settore della logistica in Italia ed in Europa. Il crescente interesse dimostrato dagli operatori esteri nei nostri confronti è un ulteriore stimolo a incentivare piani di sviluppo che prevedano nuove joint venture con gruppi internazionali. Proprio in questa ottica la nostra partecipazione al SIL di Barcellona vuole essere un’occasione importante per dare la massima visibilità al nostro Interporto ed esportare all’estero un esempio di eccellenza imprenditoriale italiana “.

Dal 25 al 28 maggio l’Interporto Sud Europa sarà presente al SIL – Salone Internazionale della Logistica e della Manutenzione di Barcellona, una manifestazione considerata la fiera di settore più importante dell’Europa meridionale che vedrà la partecipazione dei principali operatori della logistica a livello internazionale.

CNSD.id

Mag
2010
22

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www.cnsd.it

CNSD.it è il sito istituzionale del consiglio nazionale degli spedizionieri doganali l’organo preposto al coordinamento, controllo e formazione degli Spedizionieri Doganali (o “Doganalisti”) iscritti nel relativo Albo professionale. I Doganalisti sono definiti dalla legge ”esperti in materia doganale, fiscale, merceologica, valutaria, e in quant’altro si riferisce al commercio internazionale”. Il sito presenta le attività del consiglio e  la sua composizione, viene descritta la professione dello spedizioniere doganale, le procedure di nomina, le norme deontologiche e la normativa di riferimento. Sono presenti due ricche sezioni dedicate rispettivamente alla normativa europea ed italiana riportando gli estratti dalle gazzette, le circolare delle agenzie delle dogane e delle entrate e la giurisprudenza europea. Nella sezione guide e manuali è possibile scaricare documenti relativi alle spedizioni ed alle dogane, la sezione pubblicazioni permette di scaricare la rivista dell’associazione e di visualizzare i principali libri pubblicati.

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Consideriamo il caso di un laboratorio di falegnameria che realizza arredo per la casa in un laboratorio con annesso magazzino per lo stoccaggio dei materiali. L’azienda lavora principalmente per commessa anche se realizza dei semilavorati che stocca in magazzino per velocizzare le operazioni di realizzazione delle commesse. Il sistema di identificazione deve consentire di identificare le materie prime ed i semilavorati necessari alla realizzazione della commessa. Il magazzino può essere diviso in tre parti: una area dedicata allo stoccaggio del legno, una zona per la conservazione delle altre materie prime (Vernici, colle, viti ecc) ed infine una zona dedicata alla conservazione degli utensili. Per la zona dedicata allo stoccaggio del legname è opportuno utilizzare scaffalature cantilever che si adatta particolarmente allo stoccaggio di carichi lunghi ed oggetti ingombranti. Questo sistema di magazzinaggio consiste in bracci orizzontali fissati a sostegni verticali. Per quanto pesante possa essere il carico, il braccio fissato resta mobile e flessibile e si sposta nel caso di un impatto con merci o carrelli elevatori, evitando così che il braccio o la merce vengano danneggiati. I sostegni dei bracci hanno un passo di aggancio ogni 100 mm e possono così adeguarsi alle esigenze del Suo magazzino; inoltre per la regolazione dei bracci non è necessario l’impiego di alcun attrezzo. Il cantilever può essere utilizzato sia monofronte che bifronte: sono possibili molte variazioni.

Sempre per l’area legno sono opportune anche delle rastrelliere o delle scaffalature per stoccaggio verticale di pannelli. Per l’area materie prime è opportuno utilizzare delle normali scaffalature e delle cassettiere per riporre la minuteria, infine per l’area stoccaggio utensili è opportuno utilizzare scaffalature ed armadi.  È bene mantenere le tre aree separate con tre accessi verso la zona dedicata alla produzione ed un accesso per lo scarico delle merci in entrata. La merce sarà codificata utilizzando il codice del fornitore per quanto riguarda le materie prime, mentre per il legno verrà apposta una etichetta con il codice dell’azienda, è bene prevedere una zona cuscinetto tra la produzione ed il magazzino utile alla preparazione del materiale necessario per la realizzazione della commessa. Nella zona produzione è bene prevedere un piccolo magazzino di reparto su scaffalatura per riporre il materiale di consumo comune alle varie commesse. Per le materie prime e ed il legno il prelievo avviene a seguito di un ordine di produzione e se è prevista un lettore di codice a barre il materiale viene scaricato nel momento in cui viene prelevato.

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Analizzare in dettaglio le caratteristiche dei processi logistici si rivela di grande utilità, in quanto descrivere la mappa con cui le informazioni ed i materiali si muovono contribuisce ad avere una visione più chiara delle attività aziendali in modo da poter individuare i punti in cui intervenire per poter razionalizzare l’intera gestione logistica. L’analisi dei processi esistenti è di fondamentale importanza per le imprese che sono cresciute rapidamente in quanto i processi si sono sviluppati nel tempo senza essere mai formalmente codificati, mettere nero su bianco i propri processi aziendali aiuta ad individuare i punti su cui migliorare, è anche vero che le imprese in crescita sono prese da molte attività, ma trovare il tempo per mappare i propri processi significa garantirsi la crescita per i prossimi anni. E se l’impresa sta vivendo un periodo di crisi? Anche in questo caso ritagliarsi del tempo per mappare i processi può rivelarsi utilie al fine di uscire dalla crisi. In concreto cosa significa mappare i processi ? di quali strumenti abbiamo bisogno ? è una attività dispendiosa ?
Mappare i processi significa svolgere le seguenti attività:

  • Identificare i diversi tipi di attività che operano durante il processo
  • Evidenziare il flusso dei materiali e delle informazioni che attraversano il processo

Per svolgere questa attività abbiamo bisogno di carta, penna, un software per il disegno di diagrammi, eventuale documentazione aziendale (nel caso non ci fosse è necessario intervistare direttamente gli operatori coinvolti nel processo). In una piccola impresa tale attività richiede l’utilizzo di una persona dedicata alla mappatura per circa 32 ore lavorative

ALLEGATI

Processi02
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Processi01
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Gestione imballaggi

Mag
2010
19

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Gestire gli imballaggi significa sostanzialmente gestire il piano imballi e la gestione delle scorte. Il piano imballi consiste nell’associare ad ogni codice gli imballaggi necessari, per gestire la quale sono possibile diverse soluzioni come quello di inserire gli imballi nella distinta base del codice che deve essere spedito oppure creare un nuovo codice con il suffisso che indica il confezionamento dell’articolo. La seconda soluzione consente la gestione di confezioni differenti per lo stesso codice prevedendo diversi imballaggi. Consideriamo il prodotto 140-680 che può essere venduto in confezioni da 6, 12 e 24, avremo le seguenti distinte base:

CODICE PADRE CODICE FIGLIO COEFFICIENTE
140-680.06 140-680 1
140-680.06 SCATOLA06 1
140-680.06 POLISTEROLO 1
140-680.12 140-680 1
140-680.12 SCATOLA12 1
140-680.12 POLISTEROLO 1
140-680.24 140-680 1
140-680.24 SCATOLA24 1
140-680.24 POLISTEROLO 1

Nel caso in cui la confezione non sia fissa l’imballo va gestito tramite il coefficiente d’impiego che va arrotondato per eccesso. Nel caso precedente se nelle scatole ci vanno 6 pezzi del codice considerato avremo la seguente distinta:

CODICE PADRE CODICE FIGLIO COEFFICIENTE
140-680.CNF 140-680 1
140-680.CNF SCATOLA 0,166667
140-680.CNF POLISTEROLO 1

Una volta definita la distinta con l’imballaggio è necessario inserire un ciclo di produzione per quanto riguarda la produzione del codice imballato, tale ciclo sarà costituito dalla operazione di imballaggio più eventuale operazione di etichettatura.

Il piano imballi dovrà tenere conto delle esigenze dei clienti e delle modalità di trasporto, pertanto è necessario scegliere gli imballi che facilitino gli spostamenti e la movimentazione considerando quindi anche gli imballaggi ausiliari.

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