Archivio per maggio 2010 | Pagina di archivio mensile

Potere di una email

Mag
2010
12

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In diversi post abbiamo più volte evidenziato come la logistica si occupi di gestire flussi di materiali e di informazioni ed abbiamo visto diversi strumenti utili a velocizzare e rendere più efficienti questi flussi. In questo post voglio parlarvi di uno strumento non particolarmente complicato, accessibile e di basso costo che nonostante tutti questi vantaggi diverse piccole imprese non utilizzano, una semplice email. Consideriamo una piccola impresa artigiana con meno di dieci dipendenti, possiede alcune attrezzature, un piccolo capannone, lavora come fornitore per diverse imprese della propria regione , ha un telefono ed un fax, ma non un indirizzo di posta elettronica. Quali vantaggi avrebbe con un indirizzo email? Quanto gli costerebbe ? Iniziamo la nostra analisi costi – benefici partendo dall’elenco dei costi che una microimpresa deve sostenere per avere un indirizzo di posta elettronica:

  1. Computer 210 €
  2. Monitor 80 €
  3. Tastiera e mouse 15 €
  4. Modem ADSL 30 €
  5. Multipresa 10 €
  6. Windows 180 €
  7. ADSL flat 720 € (per tre anni)
  8. Open office 0 €
  9. Client Evolution 0 €
  10. Pdf creator 0 €

TOTALE 1.245 €

  • Vediamo ora quali sono i vantaggi derivanti dallo strumento email:
  • riduzione costi emissione e ricezione ordini
  • riduzione costi emissione e ricezione DDT e Fatture
  • riduzione dei tempi di trasmissione delle informazioni
  • aumento delle informazioni trasmissibili
  • aumento del servizio al cliente

In che modo è possibile utilizzare lo strumento email per ottenere i vantaggi prima elencati ? è possibile inviare l’ordine al fornitore che potrà processarlo più velocemente, potete informare il cliente sullo stato di evasione degli ordini, quando effettuate una spedizione potete creare un pdf del DDT ed inviarlo al cliente, se siete un subfornitore potete inviare le informazioni sul materiale in conto lavoro del vostro cliente, potete inviare le segnalazioni di non conformità ai vostri fornitori. Vediamo adesso alcuni suggerimenti per rendere questo strumento più efficiente:

  • Quando inviamo più 5/6 righe di dati non è opportuno inserirli nel testo della mail ma come allegato.
  • Utilizziamo per l’invio dei dati un foglio elettronico senza formattazioni, permette di dare una struttura ai dati e di essere facilmente elaborabile.
  • Quando i dati non possono essere inviati come foglio elettronico utilizziamo un file PDF, ed in caso vi sia una parte dei dati in formato di righe prevediamo per essi un foglio elettronico.
  • Utilizzare nell’oggetto della mail i riferimenti ai documenti (numeratori fatture, ordini ecc) in modo da velocizzare la ricerca.

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Se si vuole che i materiali e le informazioni fluiscano senza interruzioni all’interno delle reti di subfornitura è necessario attuare delle tecniche di pianificazione e controllo della supply chain. In modo particolare il controllo ci permette di capire come fluiscono materiale ed informazioni nella rete e se lo stanno facendo secondo quanto pianificato. A partire dal sistema informativo è possibile costruire il pannello di controllo della supply chain, un insieme di pochi indicatori che a colpo d’occhio ci indicano il flusso dei materiali e delle informazioni. Quali indicatori e come costruire questo pannello di controllo non è uguale per tutte le supply chain pertanto giungere ad avere questo strumento è un lavoro che richiede del tempo e delle risorse, e qui sorge la domanda: Quali utilità può avere questo strumento ? e quante risorse sono necessarie? L’utilità è dovuta al fatto che una rete di fornitura è una realtà complessa per la quale non è pensabile una navigazione a vista, sarebbe come fare manovra con un Boing affacciandosi dal finestrino, estremamente rischioso !!!. Le risorse necessarie sono sostanzialmente quelle umane e quelle software per le quali è possibile reperire soluzioni a costi non elevati. Per quanto riguarda le risorse software esistono diversi strumenti che si occupano di business intelligence e reportistica di tipo open source (ad esempio SpagoBi, progetto italiano o Pentaho) che possono essere considerati di buon livello. Per quanto riguarda le risorse umane è bene affidarsi ad esperti esterni in quanto le competenze richieste per questo tipo di attività non sono facilmente possedute all’interno della supply chain.

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Martedì 25 maggio 2010, dalle 14.30 alle 16.30 si svolgerà l’incontro E-MOBILITY: Infomobilità e Mobilità Sostenibile per Merci, Persone, Sicurezza, Ambiente e Territorio. L’E-Mobility è uno dei sei temi della terza edizione di TOSM, Torino Software and Systems Meeting, l’evento dell’Information e Communication Technology che dal 25 al 27 maggio radunerà al Lingotto Fiere di Torino il top del settore con convegni, workshop e circa 5000 partecipanti attesi.

Nel contesto dell’economia globalizzata e della Società sempre più Mobile, le organizzazioni di qualsiasi tipo e dimensione devono aumentale la loro capacità di sviluppare ed ottimizzare la Mobilità per operare, agire, decidere sempre più rapidamente, abbattendo i tempi di latenza e comprimendo i tempi morti, anche grazie ad una più profonda collaborazione con i Partner lungo la catena del valore, siano essi clienti, fornitori o cittadini, trasformandosi in realtà mobili.

Lo sviluppo delle soluzioni di Infomobilità si inserisce peraltro in uno scenario tecnologico in continua e rapida evoluzione che vede nell’Innovazione delle Tecnologie Digitali e nel rilascio di sempre nuovi servizi digitali alla Persona, all’Organizzazione, al mezzo, il delinearsi di sempre nuove frontiere, che incidono positivamente sui temi del trasporto, della logistica, dell’ambiente e della sicurezza. E con una interpretazione ancora più estensiva ed avanzata, l’Infomobilità permette di sviluppare in azienda nuovi modelli operativi e nuovi vantaggi, generando al contempo nuovi impatti organizzativi. Obiettivo del workshop è di trasferire ai partecipanti idee e opportunità su come fruire concretamente della Infomobilità per trarre vantaggio nel proprio quotidiano e disegnare nuovi modelli e nuovi processi in ottica di recupero del vantaggio competitivo della Persona, della singola Impresa ed Organizzazione, del Territorio, del Sistema Paese.

Airo.org

Mag
2010
08

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www.airo.org

Airo.org è il sito della associazione italiana di ricerca operativa, una associazione scientifica che ha per obbiettivo quello di sviluppare metodi e strumenti che consentono di prendere decisioni sbagliando il meno possibile. Nella sezione associazione viene presentata l’associazione, i suoi obbiettivi, la modalità d’iscrizione, la storia, la struttura e le pubblicazioni dell’associazioni. La sezione gare presente tutte le informazioni sulle gare rivolte agli studenti universitari sulla ricerca operativa, poi è presente una sezione relativa al regolamento per i premi di laurea, una sezione dedicata ai libri e le pubblicazione delle associazione, un calendario con gli eventi, i link ai gruppi di ricerca su internet. Infine è presente una sezione documenti scaricabili dove è possibile scaricare, corsi, conferenze e workshop, articoli scientifici e materiale associativo.

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La base per poter definire i cicli di lavorazione è quello di aver definito i centri di lavoro e le operazioni elementari come definito in un post precedente, in questo post vedremo cosa occorra fare per definire un ciclo di lavorazione. Nella definizione di un ciclo di lavorazione è necessario indicare le seguenti informazioni:

  • Codice articolo: Codice del prodotto o semilavorato per il quale si sta definendo il ciclo di lavorazione.
  • Sequenza: Indica la sequenza in cui vengono eseguite le operazioni del ciclo.
  • Operazione:Codice della lavorazione necessaria per la costruzione del prodotto/ parte. Se indicato il codice operazione deve essere stato precedentemente codificato nell’anagrafica operazioni.
  • Descrizione Operazione: Può essere digitata in modo specifico, ma nel caso non venga immessa, è possibile avere una decodifica automatica della descrizione. Se si usano i codici operazione e la descrizione è in bianco verrà acquisita dall’anagrafico operazioni.
  • Centro di lavoro:E’ il codice del Centro di lavoro dove l’operazione viene effettuata.
  • Tempo macchina: Rappresenta il tempo macchina necessario a svolgere l’attività. Può rappresentare un tempo per ‘n’ pezzi o un numero di pezzi per unità di tempo in funzione dell’unità di misura dei tempi.
  • Tempo lavoro:Rappresenta il tempo di manodopera necessario a svolgere l’attività. Può rappresentare un tempo per ‘n’ pezzi o un numero di pezzi per unità di tempo in funzione dell’unità di misura dei tempi.
  • Tempo di attrezzaggio: E’ il tempo di attrezzaggio necessario a preparare l’attività e fa riferimento, in generale, ad un lotto standard. E’ sempre espresso in ore.
  • Numero Atterzzisti:E’ il numero di addetti che partecipano contemporaneamente alla fase di attrezzaggio di una macchina.

Unità di misura dei tempi: Indica l’unità di misura in cui sono espressi i tempi macchina e lavoro.
Analogamente a quanto detto per le distinte base è possibile gestire cicli generici dai quali attingono informazioni ( fasi di lavorazione ) i singoli prodotti finiti o semilavorati ad esse relazionati.
In estrema sintesi è possibile affermare che un unico ciclo di lavorazione è in grado di dare origine a più cicli di lavorazione di prodotto finito o semilavorato in relazione a condizioni di validazione o meno dei componenti presenti nel ciclo di riferimento.
Una seconda modalità operativa per i cicli di lavorazione è rappresentata dalla gestione dei cicli alternativi. La gestione dei cicli alternativi prevede la presenza nel medesimo ciclo di fasi di lavorazione fra loro alternative in riferimento al tipo ciclo che in quel preciso momento si rende opportuno utilizzare. A differenza delle varianti opzioni che selezionati i componenti validi generano il ciclo di lavorazione con le sole operazioni necessarie, la gestione dei cicli alternativi porta sempre in gestione le possibili alternative affinché dinanzi a situazioni particolari ( rottura utensile, indisponibilità del centro di lavoro ) si possa cambiare repentinamente il centro su cui effettuare la lavorazione.

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È possibile classificare le imprese a seconda delle problematiche e delle esigenze della funzione logistica con l’obiettivo di individuare gli strumenti e le tecniche più adatte alla tipologia d’impresa. In diversi post abbiamo visto come ci siano diverse tecniche di gestione delle scorte, diversi modi di gestire il magazzino, diversi modi di gestire la distribuzione, e non tutti sono adatti a tutte le imprese, ecco perché ha grande importanza capire quale tipologia di impresa dal punto di visto logistico è la nostra azienda. Possiamo individuare essenzialmente 5 modelli:

  1. Aziende a prevalente vocazione distributiva
  2. Aziende con prevalenti problemi di gestione dei materiali
  3. Aziende con problemi logistici completi
  4. Aziende commerciali e della grande distribuzione
  5. Aziende che forniscono servizi di distribuzione

Aziende a prevalente vocazione distributiva, sono sostanzialmente imprese con produzioni di processo il cui problema principale è quello di consegnare i prodotti, con elevate esigenze di servizio, ai numerosissimi clienti distribuiti su aree molto vaste. Esempi: Impresa produttrice di latticini, impresa produttrice di camicie.
Aziende con prevalenti problemi di gestione dei materiali, sono aziende che fabbricano prodotti completi di alto valore, prevalentemente su commessa il cui problema principale è quello di far arrivare alle unità di produzione i materiale ed i componenti necessari. Esempi: Produzione di imbarcazioni, imprese edili.
Aziende con problemi logistici completi, sono aziende che producono prodotti in grande serie, nelle quali si si sommano sia il problema di garantire alle linee di produzione la grande varietà di componenti sia la distribuzione dei prodotti finiti ad una clientela molto distribuita. Imprese auto motive, produzione di elettronica di consumo.
Aziende commerciali e della grande distribuzione, sono aziende che non hanno la fase di produzione, il cui problema principale è quello di dover gestire un notevole numero di articoli differenti, tra di loro molto disomogenei. Esempi: Super mercati, Grossisti
Aziende che forniscono servizi di distribuzione, sono le imprese che si occupano delle attività logistiche per conto di altre imprese, il cui problema principale è quello dell’ottimizzazione su vasta scala delle operazione di trasporto e stoccaggio. Esempi: Corrieri espressi, Spedizionieri.

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