Archivio per giugno 2010 | Pagina di archivio mensile

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In seguito all’emissione o alla registrazione di una fattura, è possibile emettere una nota di credito allo scopo di diminuire l’imponibile e la relativa Iva . Ciò può avvenire per vari motivi :

  • Abbuoni o sconti previsti contrattualmente.
  • Mancato pagamento da parte del cliente, a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive rimaste infruttuose.
  • Variazione in seguito ad accordi sopravvenuti tra le parti.
  • Resi di merce.
  • Altri errori nella fatturazione.

In tutti questi casi il cedente del bene può recuperare la maggior imposta versata, mediante l’emissione di una nota di credito nei confronti del cessionario. La nota di credito è dunque, il documento di rettifica redatto dal venditore per stornare totalmente o parzialmente, importi precedentemente fatturati ad un cliente.

La nota di debito è il documento emesso dal venditore quando ha necessità di integrare gli importi esposti in una fattura emessa in precedenza. Nel caso che successivamente all’emissione o alla registrazione della fattura si riscontri un fatto (errore, diverso accordo sopravvenuto, ecc) che comporti un aumento dell’imponibile o dell’Iva, il cedente deve emettere o registrare un’apposita fattura integrativa (nota di debito) per il maggior importo da addebitare al cliente. La nota di debito deve essere emessa qualunque sia la causa della variazione in aumento. Le note di debito devono essere registrate nel registro delle fatture emesse.

Dal punto di vista logistico le note di debito e di accredito si verificano quando si riscontra una QT fisica diversa da quella fatturata, o quando è stato spedito un codice diverso da quello richiesto. Possiamo analizzare i casi a seconda che la differenza si presenti in ingresso od in uscita. Nel primo caso riceviamo la merce con il relativo DDT dal nostro fornitore e ci accorgiamo che per uno o più codici vi siano delle differenze delle QT emettiamo una segnalazione al fornitore avendo le seguenti possibilità:

  • QT DDT è superiore alla QT fisica: storno del DDT e richiesta della merce mancante al fornitore per la quale emette nuovo DDT
  • QT DDT è inferiore alla QT fisica: Nel caso la QT in più ci serve chiediamo al fornitore un DDT di integrazione per la QT mancante, nel caso la merce non ci serva la rispediamo al fornitore come reso per eccedenza.

Nel caso sia stata emessa già la fattura o nel caso non vi sia DDT ma solo fattura accompagnatoria per risolvere la differenza è necessario fare ricorso alle note di debito o di credito. Quando la QT fatturata è superiore alla QT riscontrata il fornitore emette una nota di accredito nel caso in cui non sia stato stornato il DDT e non sia stato emesso il DDT per la merce mancante (In questo caso nella contabilità di magazzino dovrò comunque scaricare la QT errata caricata con il DDT), nel caso la QT fatturata è inferiore alla QT riscontrata il fornitore emette una nota di debito. Specularmente a quanto visto per la merce in ingresso avviene per la merce in uscita.

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La gestione delle scorte nelle imprese commerciali e di produzione è un testo classico di logistica, scritto dalla professoressa Tinarelli, che associa al rigore scientifico delle spiegazioni matematiche il taglio pratico dei problemi che quotidianamente deve affrontare il gestore delle scorte. Il primo capitolo introduce il problema della gestione delle scorte dando la definizione principali  e descrivendo i problemi tipici di gestione e organizzazione. Il secondo capitolo di taglio pratico esamina i problemi connessi alla gestione degli articoli in magazzino come la loro classificazione e codificazione, ed infine l’analisi abc e l’indice di rotazione. Il terzo capitolo è dedicato alla contabilità di magazzino sia tradizionale che automatizzata, descrivendo le diverse procedure. Il quarto capitolo affronta le problematiche relative alla gestione delle scorte classificando i modelli di gestione presentati nei capitoli successivi.  Il capitolo quinto analizza i modelli di gestione delle scorte per articoli a domanda regolare descrivendo la politica (Q,S) e (T,S), tale analisi prosegue nel capitolo successivo affrontando alcune ipotesi particolari. Il capitolo settimo è dedicato alla analisi dei modelli per articoli a domanda non regolare. Il capitolo ottavo esamina i problemi organizzativi e di gestione del magazzino come la spazio da riservare alle merci e la loro collocazione nel magazzino. Gli ultimi due capitoli sono dedicati ai sistemi MRP e JIT.

Generalità – Gli articoli di magazzino – Organizzazione e contabilità nella gestione delle scorte – Il controllo delle giacenze – Articoli a domanda regolare – La gestione degli articoli a domanda regolare in talune ipotesi particolari – Articoli a domanda non regolare – Alcuni problemi organizzativi e di gestione – Articoli a domanda dipendente MRP – JIT la produzione a scorte zero.

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Prosegue il tour dei vertici della Consulta per l’autotrasporto e la logistica nelle regioni italiane in vista della preparazione del nuovo Piano Nazionale della Logistica. Dopo la Liguria ieri è stata la volta della Campania. Il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino, presidente della Consulta –organismo reso pienamente operativa qualche settimana fa-, è stato affiancato ieri dal neo coordinatore scientifico Rocco Giordano.

“La logistica è il motore dello sviluppo del Paese, il suo petrolio – ha sottolineato Giachino – Il Mezzogiorno d’Italia ha una doppia funzione: verso l’Europa e verso i Paesi del Nord Africa. Abbiamo perso la sfida della globalizzazione. Ora ci attende quella della globalizzazione di ritorno dai Paesi dell’Est, diventati la fabbrica del mondo. Dobbiamo riuscire ad intercettare parte delle merci che transita per il Canale di Suez e smistarle in Europa attraverso l’Italia”.

Sulla situazione nella Regione Campania si è soffermato Rocco Giordano, che ha sottolineato come la delocalizzazione del comparto manifatturiero sia avvenuta negli anni senza una politica infrastrutturale, a partire da quella ferroviaria. Per questo il nuovo Piano Nazionale della Logistica deve partire dai grandi nodi già esistenti: l’interporto di Nola (foto), quello di Marcianise, i porti di Salerno e Napoli.

Sergio Vetrella, assessore ai Trasporti della Regione Campania, ha quindi chiesto tempi brevi per l’approvazione dei progetti e correzioni alla manovra economica in grado di sostenere la Regione in queste scelte. Tra gli altri interventi, quelli dei principali operatori portuali di Napoli e Salerno: dal presidente dell’Autorità Portuale di Napoli, Luciano Dassatti, ad Agostino Gallozzi, presidente di Confindustria Salerno e tra i principali operatori italiani, a Pasquale Legora de Feo (Conateco), ad Umberto Masucci (vicepresidente della Federazione del Mare).

subfor.net

giu
2010
26

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www.subfor.net

Subfor.net è il portale nazionale delle imprese che offrono servizi di subfornitura, la prima banca dati telematica che informa su tutte le attività di subfornitura italiana. La consultazione è disponibile in italiano, inglese e tedesco. L’accesso è libero. La consultazione della banca dati delle imprese di subfornitura è semplice. Cliccando su www.subfor.net si apre un sito dedicato a tutte le migliori realtà della subfornitura italiana con informazioni specifiche, dettagliate e controllate dall’apposito Comitato Network Subfornitura secondo un esigente parametro di qualità.

In particolare www.subfor.net  fornisce i dati e le informazioni più utili per conoscere e operare con oltre 6826 imprese della subfornitura italiana nei principali settori: meccanico, elettronico, tessile, maglieria e confezioni, plastica e gomma, legno. Un panorama completo e aggiornato sulle evoluzioni del mercato con uno sguardo sempre rivolto agli interessi di chi opera nel settore, come cliente e come fornitore.

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Una volta definiti i sistemi di stoccaggio ed il loro layout, scelti i mezzi di movimentazione è necessario definire quanti mezzi di movimentazione utilizzare nel processo logistico. Tale dimensionamento può essere definito semplicemente come la divisione tra il carico di lavoro e la potenzialità del mezzo di movimentazione. Andiamo però ad indagare cosa si nasconde dietro questa semplice frazione, per prima cosa entrambi i termini devono essere espressi nella stessa unità di misura ovvero UDC/ore, scendendo più nel dettaglio possiamo calcolare il carico di lavoro come somma tra UDC in ingesso e UDC in uscita. Possiamo reperire questo dato dai DDT di entrata ed uscita della merce, questo però è un dato storico, per la nostra analisi è necessario effettuare una previsione in quanto dobbiamo decidere quanti mezzi utilizzare non sulla base di quello che avvenuto in passato ma sulla base di quello che si presuma avvenga in futuro. Per risolvere questo problema abbiamo due possibilità:

  • Previsione sulla base della serie storica di UDC movimentate
  • Individuazione di una variabile collegata con le UDC movimentate

Nel primo caso possiamo utilizzare la varie tecniche di previsione quali media mobile, smorzamento esponenziale ecc. Nel secondo caso dobbiamo effettuare una analisi di correlazione tra le UDC movimentate ed una serie di variabili che potrebbero essere Numero di DDT, Numero di Ordini, Articoli per ordine, Articoli per DDT ecc. Una variabile che sicuramente è strettamente collegata con le UDC movimentate è il volume dell’articolo (dato che però non sempre è disponibile a sistema), in questo caso basta dividere il volume dell’UDC per il volume dell’articolo per sapere quanti articoli approssimativamente ci sono su una UDC e moltiplicare questo valore per la QT ordinata dell’articolo ai fornitori e dai clienti per conoscere la movimentazione di UDC in ingresso ed uscita.
Analizziamo adesso il secondo elemento della nostra divisione, la potenzialità del mezzo di movimentazione viene definita come la quantità trasporta nel ciclo di lavoro del mezzo data dalla somma delle seguenti operazioni: carico, trasferimento, scarico, attesa (eventuali interferenze, code). Per calcolare il tempo di tali operazioni è necessario consultare la scheda tecnica del sistema di movimentazione, per il carico e lo scarico basta prendere il valore della velocità di sollevamento e discesa, mentre per il trasferimento bisogna moltiplicare la velocità di marcia per il percorso medio, infine per l’attesa utilizzeremo una variabile casuale normale. Più complicato rimane da calcolare il percorso medio, una soluzione potrebbe essere quella di dividere i metri percorsi per il numero di prelievi in una arco temporale.

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Il metodo del simplesso è una procedura algebrica utilizzata per la risoluzione di problemi di programmazione lineare, é stato il primo algoritmo pratico per la risoluzione di problemi di PL ed é tuttora il più usato e uno dei più efficienti in pratica. Il Metodo del Simplesso si applica a problemi di Programmazione Lineare “in forma standard”,ovvero a problemi che presentano una particolare struttura adatta ad essere sfruttata da un punto di vista algoritmico. Il metodo del simplesso si basa su un processo iterativo di calcolo del valore della funzione obiettivo nei vertici della soluzione ammissibile, fino a quando si trova il valore ottimale (o si verifica che tale valore non esiste). E importante notare come esso non prende in considerazione tutte le soluzioni ammissibili di base, che, anche se in numero finito, possono essere numerose, ma si limita a considerarne alcune e si arresta quando trova quella ottimale. Quando il valore ottimale esiste ed è finito, il procedimento consiste nello spostarsi ripetutamente da un vertice all’altro adiacente al primo, in modo da ottenere un valore di Z (funzione obiettivo) maggiore di quello ottenuto in un precedente vertice. La ricerca termina non appena si trova che in nessun vertice adiacente la funzione obiettivo assume un valore maggiore: in questo caso si è raggiunta la soluzione ottimale. La soluzione così trovata è ottimale per le proprietà dell’insieme delle soluzioni ammissibili e per la linearità della funzione obiettivo. In genere questo tipo di procedimento consente di determinare il valore ottimale della funzione obiettivo in un numero limitato di passi, in quanto il vertice successivo è sempre scelto in modo che accresca il valore della funzione obiettivo: così facendo è impossibile ritornare su un vertice già esaminato. Tanto più che, tra tutti i vertici, si determina sempre quello che incrementa maggiormente la funzione obiettivo. Il problema è dunque quello di tradurre un procedimento prettamente geometrico in un procedimento analitico. L’implementazione informatica dell’algoritmo passa attraverso la sua risoluzione in forma matriciale, è possibile reperire in rete diverse librerie alcune delle quali opensource che implementano l’algoritmo come http://www.gnu.org/software/glpk/, www.coin-or.org, http://sourceforge.net/projects/lpsolve/.

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