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Hub logistico naturale e una crescente specializzazione in settori come agri-business, industria auto e aeronautica, moda pronta e pacchetti turistici ad hoc: sono questi i punti di forza che costruiranno sempre di più la specificità dell’area dei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo. E’ quanto emerge da un’analisi sugli impatti della crisi in Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Autorità palestinese, Siria e Tunisia e Turchia, prodotta dall’osservatorio di Anima, una piattaforma che coordina Invest in Med, un programma triennale finanziato dalla Commissione europea attivo nei nove Paesi partner. Rispetto all’agri-business, che include tutti gli affari legati alla produzione di cibo, la sponda Sud del Mediterraneo può contare su alcuni vantaggi, a cominciare dall’ottima fama a livello gastronomico di Libano, Marocco e Siria. Secondo gli esperti di Anima, la regione ha manodopera a buon mercato ed eccellenti produttori come l’Egitto, oggi piazzato all’ottavo posto nel mondo in termini di produzione di frutta e vegetali, che oggi punta alla conquista del terzo posto. Poi c’e’ il Marocco, dove il 60% della popolazione e’ attivo, in maniera diretta o indiretta, nel comparto della produzione agricola, ma anche la Siria, dove il settore primario rappresenta il 25% del Pil (la Nestlè’ vi si e’ stabilita da oltre un secolo). Diversi Paesi stanno sviluppando le industrie di trasformazione dei prodotti (Giordania, Tunisia, Marocco, Siria, Egitto), oltre a quelle dell’imballaggio per rilanciare l’export (Egitto, Marocco, Libano). Altro capitolo in crescita e’ quello dei settori auto e aeronautica. A partire dal subappalto per gli impianti elettrici in Tunisia e modelli low cost in Turchia e Marocco, l’industria dell’auto e’ fiorente nel Bosforo o nella regione mediterranea di Tangeri, con l’assemblaggio di importanti linee di produzione. Anche l’aeronautica sta mettendo radici fra Tunisia, Marocco e Turchia. Posizione geografica e altri fattori giocano invece a favore della sponda Sud del Mediterraneo come hub logistico, in particolare per aziende interessate al mercato Euromed e del Medio Oriente. Diversi i porti già attrezzati che ricevono grandi spedizioni, come Tangeri (Marocco), Port Said (Egitto), La Valletta (Malta), Enfidha (Tunisia) e Cap Djinet (Algeria), con industrie nelle vicinanze (come quella dell’auto). Altro fattore e’ la presenza di materie prime, dai prodotti agricoli e della pesca, fino a minerali e idrocarburi. Il Sud del Med conta poi su una domanda in crescita, a differenza della sponda Nord. Di fatto, un quarto del traffico di petrolio e il 30% del traffico di container nel mondo passa già attraverso Gibilterra e il Canale di Suez. Secondo l’analisi di Anima, l’area Med si configura inoltre come mercato importante per lo sviluppo delle piccole e medie imprese in tutti i campi dell’Information e communication technology (Ict), dal web alla telefonia. Altro settore in salita e’ quello della moda, per la tintura, assemblaggio di vestiti pronti per l’export e produzione di filati. Come area di sviluppo sembra promettente la moda pronta, mentre marchi come Zara e Benetton hanno già capacità produttive nel Sud del Med e lasciano il design alla sponda Nord. Intanto alcuni marchi locali, come vestiti turchi o jeans marocchini, stanno invece entrando nei mercati della sponda Nord. L’offerta turistica infine, punto di forza tradizionale della regione, si affina: turismo sanitario in Tunisia, turismo d’affari in Giordania, golf in Marocco e diving e natura in Egitto. Mare e cultura sono una risorsa classica per la regione, che potrebbe assistere anche allo sviluppo del turismo interno

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