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La corretta definizione di una sistema di stoccaggio delle merci nel magazzino è uno degli elementi che consente l’ottimizzazione dei prelievi, infatti obiettivi di un sistema di ubicazione sono:

  • Ridurre i tempi per la collocazione ed il prelievo
  • Ridurre gli spazi inutilizzati
  • Permettere l’accesso a tutti gli articoli
  • Permettere una naturale rotazione degli articoli.

Possiamo individuare due tipi di ubicazioni: statica ed una dinamica. Nel caso dell’ubicazione statica le merci sono stoccate secondo la regola ogni un posto per ogni cosa, mentre nel caso dell’ubicazione dinamica ogni articolo può essere ubicato, volta per volta dove si trova spazio disponibile ad accoglierlo. Entrambi i sistemi presentano dei vantaggi e svantaggi infatti l’ubicazione statica richiede uno spazio maggiore ma consente di ridurre i tempi di prelievo e stoccaggio, viceversa l’ubicazione dinamica richiede minore spazio ma aumenta i tempi di prelievo e stoccaggio. In questo post viene suggerita una soluzione intermedia che possiamo definire come ubicazione dinamica a fasce, ovvero per ogni articolo viene definita un’area preferenziale dove collocare l’articolo in base alle sue caratteristiche per consentire una maggiore velocità di prelievo e stoccaggio. Per utilizzare tale sistema è necessario effettuare le seguenti operazioni:
Suddividere gli articoli in tre classi di movimentazione (alta, media e bassa)
Suddividere le ubicazione in tre classi di accessibilità (alta, media, e bassa)
Assegnazione ad ogni articolo di una fascia di magazzino.
Per realizzare la prima operazione è necessario reperire per ogni articolo le seguenti informazioni: CODICE, N PRELIEVI, QT PRELEVATA. Per ognuna delle due variabili effettuiamo una analisi ABC e costruiamo una matrice N prelievi e QT prelevata e suddividiamo gli articoli in tre classi: A( AA,BA,AB); B(CA,BB,AC); C(CB,BC,CC).
Per suddividere le ubicazione in tre classi bisogna calcolare per ogni ubicazione l’indice di accessibilità orizzontale e verticale, con il primo intendiamo la distanza dell’ubicazione dai punti d’ingresso ed uscita del magazzino, mentre per accessibilità verticale intendiamo la distanza dell’ubicazione rispetto al suolo (consideriamo ad esempio una scaffalatura a 6 ripiani, possiamo definire come più accessibili verticalmente i ripiani intermedi, mentre meno accessibili i ripiani a piano terra o quelli più alti). A questo punto procediamo all’analisi ABC delle due distanze e costruiamo la matrice ABC per individuare le tre classi.
Come punto finale associamo ad ogni codice la classe di movimentazione con la relativa classe di accessibilità di ubicazione, in questo caso il sistema gestionale suggerirà di ubicare gli articoli di classe A di movimentazione nelle ubicazioni libere della fascia A.

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