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In autunno il Governo avvia un piano da 100 miliardi di euro per il Sud. Lo rivela il ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto, che contestualmente annuncia una verifica su tutti i progetti non realizzati con le risorse già stanziate.

INFRASTRUTTURE

Priorità alle infrastrutture. Per l’ammodernamento, la messa in rete e la creazione di nuovi canali di collegamento per il trasporto di merci e persone è previsto l’investimento più consistente.

Nel progetto del Governo c’è un riferimento preciso alle connessioni interregionali, un sistema di logistica e trasporti che deve garantire al Mezzogiorno una posizione dominante nell’ambito del Mediterraneo e la funzione di porta d’ingresso verso l’Europa continentale. “Questa volta non possiamo sbagliare – dice Fitto – perché la crisi sta annullando anche le ultime prospettive di sviluppo dell’economia meridionale”.

IMPRESE

Fari puntati sulle imprese, che però stavolta a differenza di quanto accaduto in passato verranno coinvolte direttamente nelle decisioni del Governo. “Abbiamo già intrapreso contatti con Confindustria – rivela il ministro degli affari regionali – per trovare insieme un sistema di incentivazione che possa realmente produrre benefici per le aziende del Sud, è una misura necessaria dopo il fallimento della politica dei sostegni finanziari a pioggia”. L’investimento, che in lire avrebbe la gigantesca dimensione di 220 mila miliardi, sarà accompagnato da una revisione dei procedimenti e una razionalizzazione degli interventi a supporto dell’economia e dell’occupazione.

Un’operazione per certi versi chirurgica. “Il dialogo con le realtà produttive, le parti sociali e le istituzioni locali è il fondamento del nostro piano” sostiene Raffaele Fitto che premia tra l’altro l’opera di Stefano Caldoro, il presidente della Regione Campania. “Sta lavorando – dice – per creare un coordinamento delle Regioni meridionali al fine di agevolare il dialogo, la distribuzione delle risorse e la definizione rapida dei progetti. E’ un atteggiamento collaborativo – aggiunge Fitto – che condivido ed apprezzo molto”.

Elemento fondante del Piano per il Sud sono i 40,5 miliardi di fondi Fas destinati alle realtà del Mezzogiorno.

FONDI FAS

I soldi, oggetto di una polemica feroce nell’ultimo anno, saranno finalmente restituiti al loro utilizzo originario (lo sviluppo delle aree sottoutilizzate, nda).

“Accanto a queste risorse – ricorda il ministro Fitto – ci sono anche 31,5 miliardi di fondi comunitari a valere sul Por ed una massa di vecchi finanziamenti mai utilizzati dagli enti locali o sfruttati solamente in parte”.

E qui torna il discorso del monitoraggio e della collaborazione istituzionale perché negli anni gran parte delle risorse non hanno raggiunto la destinazione finale rimanendo incastrate nei meccanismi arrugginiti della burocrazia o smarrite per ignoranza sulla loro esistenza. “La Corte dei Conti – chiarisce Raffaele Fitto – ha stabilito che soltanto il 7 per cento delle risorse assegnate alle Regioni nell’ambito del Por 2007-2013 sono state impegnate per cui dobbiamo cambiare metodo e farlo in fretta perché non si può continuare su questa strada della dispersione di fondi”. I tempi di realizzazione saranno rapidissimi. “Il presidente Berlusconi ci ha chiesto di fare in fretta perché punta molto sul rilancio economico del Sud” racconta Fitto prima di tornare dietro la scrivania per proseguire il lavoro.

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