Reti di petri

nov
2010
30

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Le Reti di Petri, proposte nel 1962 da Carl Adam Petri, sono uno strumento per la modellizzazione di processi ed in particolare per la modellizzazione delle comunicazioni e delle interazioni fra processi paralleli. Nella descrizione di un processo (produttivo, organizzativo, ecc.) spesso si ha la necessità di rappresentare sottoprocessi o attività che possono essere eseguite contemporaneamente, in parallelo fra loro, ma non indipendentemente l’una dall’altra: potrebbe accadere che un determinato passaggio o una certa fase del processo non possa verificarsi o non possa essere attivata fintanto che altre fasi o attività non siano concluse o fino al verificarsi di determinate condizioni. Per chiarire meglio questo aspetto diciamo che, ad esempio, situazioni di questo tipo non possono essere descritte mediante un diagramma di flusso, come quelli utilizzati correntemente per la descrizione di un algoritmo nell’ambito della programmazione strutturata. In un diagramma di flusso le attività sono rigidamente serializzate: due rami distinti di un diagramma di flusso non vengono mai “percorsi” contemporaneamente, ma rappresentano due strade alternative scelte secondo un criterio rigidamente deterministico dipendente dall’esito della valutazione di una espressione booleana. Con le Reti di Petri questo limite (la serializzazione dei passi del procedimento) viene superato, ma viene anche introdotto un formalismo grafico e semantico che permette di aggiungere una “dimensione” ulteriore alle Reti di Petri rispetto ai diagrammi di flusso. Le reti di Petri infatti non solo permettono di rappresentare e di descrivere globalmente un processo, ma consentono anche di seguirne l’evoluzione permettendo di visualizzare lo stato in cui si trova in un certo istante la rete.

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