Archivio per Novembre 2010 | Pagina di archivio mensile

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Per movimentazione di carichi si intendono tutte quelle operazioni svolte dal personale per spostare delle masse. A seconda del tipo di movimento da realizzare si possono avere azioni di:

  • Spinta o traino
  • Sollevamento
  • Ribaltamento

L’abituale movimentazione manuale di oggetti dovrebbe essere evitata per aumentare la sicurezza, ricorrendo a sistemi automatizzati o, quando ciò non sia fattibile, dotando il posto di aiuti meccanici (per esempio, sollevatori semiautomatici che consentono di spostare un carico senza fatica). Quando si deve ricorrere alla movimentazione manuale i carichi vanno manipolati senza movimenti bruschi del corpo e senza torsioni del tronco e senza assumere posizioni instabili. Se questo non è possibile va rivista l’organizzazione del lavoro al fine di limitare la movimentazione di carichi particolarmente gravosi, anche fornendo al personale tutti i sistemi possibili (aiuti manuali o supporti meccanici) per limitare lo sforzo. La forma e l’ingombro degli oggetti da spostare possono influenzare la movimentazione tanto quanto il peso, di questo andrebbe sempre tenuto conto nella corretta definizione del packaging. Ogni azione di movimentazione manuale comprende in sé uno sforzo da parte dell’operatore. Gli elementi che determinano l’entità dello sforzo sono:

  • Caratteristiche dell’oggetto: Peso e volume, ingombro, instabilità del carico, distanza dal corpo, rischio di lesioni, oggetti pericolosi.
  • Organizzazione del lavoro: Frequenza dello sforzo, recupero insufficiente, distanze eccessive, abiti da lavoro
  • Condizioni ambientali: Pavimentazione irregolare, posizioni scomode, dislivelli, spazio insufficiente per il movimento, instabilità del pavimento, temperatura, umidità ricambio d’aria.

Gli oggetti movimentati vanno tenuti, compatibilmente con le necessità della produzione, puliti e non scivolosi e devono disporre di opportuni elementi che permettano la presa in condizioni di sicurezza. Se gli oggetti non hanno una base di appoggio stabile si devono adoperare dei supporti che ne accrescano la stabilità. Nella movimentazione manuale dei carichi è possibile misurare il carico di lavoro fisico della mansione attraverso un metodo denominato NIOSH.

Lean production

Nov
2010
02

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La lean production è un insieme di tecniche e strumenti volti alla diminuzione dei costi. La lean production, nata  similmente alla produzione di massa, dal mondo dell’automotive, è una “filosofia” produttiva applicata, che si è contrapposta dalle sue primissime attuazioni come un’alternativa efficace ed efficiente alle teorie fordiste. Quello che cambia completamente è il punto di vista, si muove l’attenzione dalla mera produttività alle necessità del cliente; il segreto è cambiare il punto di osservazione, guardare con gli occhi del cliente.

L’obiettivo della produzione snella è l’eccellenza che passa tramite l’ottimizzazione produttiva, l’efficienza, la qualità, l’eliminazione di costi nascosti, riducibile etimologicamente a “un’enorme caccia agli sprechi”. Quello che cerca di raggiungere la lean è l’emersione del valore aggiunto, ovvero: quello che il cliente è disposto realmente a pagare, nella pratica il solo momento della trasformazione della materia (anche noto come il “tempo truciolo”), tutto il resto sono sprechi o attività senza valore aggiunto, ma necessari, per questo devono essere sviluppati e attuati al meglio, riducendone il più possibile sprechi e inefficienze. la lean production è utile nel processo evolutivo delle Micro e PMI ed è applicabile solo con una grande conoscenza del sistema produttivo di tipo snello e con una forte capacità di adattamento, sia delle tecniche, ma soprattutto nell’attuazione del progetto di cambiamento. In questo periodo di crisi la lean production può essere con le dovute distinzioni un buona exit strategy.

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Il Distretto Logistico Pugliese cui il Comune di Molfetta è promotore insieme alla Confindustria di Taranto ha ricevuto il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia. È l’undicesimo distretto deliberato dalla giunta regionale dopo la valutazione positiva del nucleo tecnico per la carica innovativa e allo stesso tempo la fattibilità dei progetto. Il provvedimento individua, di fatto, nei territori di Molfetta e Taranto un sistema logistico con due poli regionali di riferimento, geograficamente distinti ma econo- micamente perfettamente integrati, con l’obiettivo di massimizzare la produttività delle imprese, favorire la loro internazionalizzazione verso i mercati dell’Est Europa e l’area del Mediterraneo, attrarre gli investimenti pubblici e privati per lo sviluppo economico dell’intero territorio regionale. Il distretto oggi riunisce 158 imprese, più associazioni di categoria, sindacati, enti locali, università ed istituzioni pubbliche tra cui la Società Porto Molfetta spa. Tutti saranno protagonisti di una “rete” (omogenea in termini settore operativo) che, col supporto delle istituzioni pubbliche, potrà promuovere progetti di ricerca e innovazione in comune, azioni di comarketing e ovviamente potrà candidarsi a finanziamenti regionali, statali o europei.
Nel programma di sviluppo del distretto logistico tra gli obiettivi compaiono competitività, innovazione tecnologica e riorganizzazione operativa, internazionalizzazione. Obiettivi da raggiungere attraverso la formazione del personale tecnico e manageriale, ma anche con significative innovazioni tecnologiche come lo sviluppo di software dedicati alla logistica che mettano in connessione info-telematica le imprese da un lato e gli operatori del trasporto e della logistica dall’altro. Sul fronte dell’internazionalizzazione, si punta più specificatamente all’aggregazione in consorzi per offrire servizi integrati sui mercati esteri a costi più contenuti e competitivi. Tutti progetti finalizzati ad una crescita della quota di mercato nazionale pari al 10% e di mercato internazionale del 30% e anche ad un incremento dell’occupazione del 5% in tre anni.
Nel 2008 il Comune di Molfetta sottoscrisse un protocollo d’intesa che unificò in un unico progetto due distinte proposte di distretto logistico presentate alla Regione. La sede legale del nuovo distretto sarà ubicata presso la Confindustria Taranto nel capoluogo ionico, mentre la sede secondaria sarà presso il Comune di Molfetta.

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