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Il foglio di calcolo Excel offre diversi strumenti utili per la statistica, o meglio quando dobbiamo fare ricorso agli strumenti della statistica per prendere delle decisioni Excel ci fornisce quanto necessario a tradurre le formule apprese a scuola in informazioni utili liberandoci dal peso di effettuare calcoli a volte ripetitivi. In commercio esistono diversi testi molto validi sia in lingua italiana che in inglese che trattano l’argomento, in questo post cercherò di dare alcuni suggerimenti dettati dall’utilizzo quotidiano dello strumento.

Excel fornisce un notevole elenco di funzioni statistiche che può essere ampliato installando il componente aggiuntivo Strumenti di analisi (oltre alle funzionalità specifiche per la statistica il componente aggiuntivo rende disponibile diverse altre funzioni molto utile, in particolare le funzioni sulle date e sui giorni lavorativi), difficilmente però che si occupa della gestione logistica utilizzerà tutto il campionario delle funzioni ma si limiterà ad alcune funzioni principali come la media, la deviazione, il minimo, il massimo, la correlazione, la tendenza o le funzioni legate alla normale. La facilità d’utilizzo delle funzioni non deve però farci dimenticare la teoria che c’è dietro in fatti molte volte capita di utilizzare il dato fornito dalla media senza però leggerlo insieme ad altri indicatori statistici come ci suggerisce la teoria. Consideriamo un semplice esempio per chiarire il concetto, supponiamo di avere sul nostro foglio Excel gli ordini per il prossimo anno di un nostro cliente che ci chiede di tenere una scorta. Avremo una serie di righe per ogni articolo in ordine dal cliente e una colonna per ogni mese dell’anno con la QT ordinata, se ci limitiamo a fare la media per ogni riga non avremo un dato corretto da utilizzare, in quanto come ci dice la teoria statistica la media è indicatore non robusto, ovvero è soggetto a valori estremi della distribuzione, ecco perché si rende necessario calcolare altri due indicatori: la deviazione standard e il coefficiente di variabilità. La deviazione standard la calcoliamo con una funzione di Excel (Facciamo attenzione a non utilizzare la deviazione standard campionaria, a meno che i nostri dati non siano un campione, utilizziamo quindi la funzione DEV.ST.POP), mentre il coefficiente di variabilità lo calcoliamo come rapporto tra la deviazione standard e la media. A questo punto abbiamo tutti i dati per valutare la bontà dell’indicatore della media infatti il coefficiente di variabilità ci indica di quanto variano i dati rispetto alla media, pertanto se questo valore è molto elevato non possiamo considerare attendibile il valore delle media in quanto siamo in presenza di valori anomali che vanno analizzati, in questo caso potrebbe esserci un valore molto elevato o molto basso degli ordini in un determinato mese, pertanto dobbiamo valutare se considerare o meno tale valore ai fini della nostra analisi. Sempre nell’esempio considerato bisogna fare attenzione al fatto che la funzione media effettua la media solo delle celle selezionate che contengono dei valori quindi se abbiamo una situazione del tipo GEN 10 FEB NULLO MAR 5 se applichiamo la funzione media a questa tre celle avremo come valore 7,5 che è la media dell’ordinato che è differente dalla media mensile che è uguale a 5, in questo caso abbiamo due possibilità o sostituiamo il valore nullo con zero o sommiamo le tre celle e dividiamo per tre.

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