Archivio per gennaio 2011 | Pagina di archivio mensile

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E’ stato presentato, a palazzo Zanca, il master pan della piastra logistico-distributiva del porto di Tremestieri nell’ambito del Programma innovativo in ambito urbano (Piau) ”Porti e Stazioni”, promosso con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in partnership con Regione, Provincia di Messina, Autorita’ portuale e Gruppo Fs. Il sindaco Giuseppe Buzzanca e l’assessore allo sviluppo economico Gianfranco Scoglio hanno sottolineato che per la progettazione nella zona compresa tra il torrente S. Filippo e il porto sud, il Comune ha programmato un nuovo modello di rigenerazione delle risorse territoriali, di coesione sociale e di mobilita’ urbana di Messina. ”Il progetto – ha detto Giovanni Di Fiore, direttore generale di Innova Bic, societa’ in house providing del Comune di Messina, cui e’ stata affidata l’analisi di fattibilita’ della piattaforma – individua per la zona ricompresa tra il torrente S. Filippo ed il Porto di Tremestieri, un’area con vocazione logistica”. A partire da febbraio, verranno organizzati dei forum con tutti gli attori istituzionali locali del mondo produttivo e della logistica al fine di rilevare i loro fabbisogni e interessi. Le indicazioni che emergeranno attraverso lo studio di Innova Bic serviranno anche per indirizzare il progetto preliminare della piastra il cui iter di affidamento e’ attualmente in corso. L’ufficio programmi complessi del Comune ha infatti, gia’ pubblicato la gara di affidamento di servizi per la redazione di un progetto preliminare per la realizzazione della piattaforma dell’importo di 120 mila euro.

Aigi.net

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www.aigi.net

Aigi.net è il sito istituzionale dell’ Associazione Italiana per la Gestione Industriale. L’AIGI è l’ associazione attualmente operante in Italia rivolta specificamente agli operatori della Gestione Industriale, dalla produzione alla logistica; nel corso degli anni è diventata in Italia il naturale punto d’incontro e di riferimento per i “produttivi”, offrendo ai soci la possibilità di un proficuo scambio d’esperienze, d’idee e attività. Il sito presenta le attività dell’associazione, le modalità d’iscrizione, i corsi offerti dall’associazione e le modalità per la certificazione. È presenta una sezione con le iniziative dell’associazione, le attività e la newsletters.

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Alla base delle nostre decisioni ci sono le informazioni, ed alla base delle informazioni ci sono i dati, ora possiamo considerare i dati come la materia prima di un processo produttivo che ha come output finale delle decisioni e poiché abbiamo bisogno di decisioni di qualità è necessario che anche la materia prima sia di qualità. Da un punto di vista strettamente materiale di dati possono essere contenuti su supporti diversi fondamentalmente distinguibili in supporti digitali o analogici, in questo post vedremo come ottenere il meglio dai dati digitali. Il primo problema che si trova ad affrontare chi opera con dei dati digitali è che i dati possono presentarsi in diversi formati e che quindi prima di poterli utilizzare è necessario convertili nel formato che serve ai nostri scopi. Per prima cosa bisogna distinguere se si tratta di un formato proprietario oppure di un formato libero, nel primo caso i dati saranno codificati secondo specifiche a cui non è possibile accedere. Attenzione a non confondere tra accessibilità dei dati ed accessibilità del formato, facciamo un esempio per meglio chiarire le differenze, consideriamo che i dati delle movimenti del nostro magazzino automatico siano registrare su un database SQL server in questo caso noi possiamo accedere al formato tramite una connessione ODBC se non siamo in possesso delle credenziali di autenticazioni non possiamo avere accesso ai dati. Quindi la prima operazione è l’identificazione del formato e delle sue specifiche, la seconda è quella di individuare le logiche di codifica dei dati. Consideriamo sempre il caso dei dati del magazzino automatico e supponiamo di voler analizzare i prelievi dobbiamo riuscire ad individuare in che modo è codificata questa informazione, infatti è possibile che per identificare i prelievi venga utilizzato il segno meno oppure la lettera P. In questi casi la soluzione migliore è quello di avere a disposizione la documentazione di chi ha sviluppato l’applicazione, ma nel caso non fosse possibile possiamo ricavare le nostre informazioni interrogando i dati dall’applicazione e confrontarli con quelli estratti. Excel ed Access mettono a disposizione diversi strumenti che consentono di importare ed elaborare i dati  ovvero di ripulirli e di renderli omogenei con altri dati proventi da altre fonti. Solitamente utilizzo Excel per operazioni estemporanee in cui c’è da estrarre e rielaborare i dati una sola volta, nel caso invece sia necessario effettuare questa operazione più spesso è preferibile utilizzare Access tramite l’utilizzo di macro e di codice VBA. Spesso volte le aziende hanno a disposizione molti dati dalle loro applicazioni ma non sanno come accedervi e quindi stampano questi dati per poi rielaborali è fondamentale quindi sapere in che modo vengono memorizzati i dati delle applicazioni software utilizzate in azienda ed in che modo accedervi (è quindi opportuno tener conto dell’accessibilità dei dati quando si valuta l’acquisto di un nuovo software).

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Gli indicatori di prestazione sono numeri, espressi sia in valore assoluto che in termini percentuali, che misurano lo stato del processo nel tempo e contribuiscono a verificare le condizioni correnti dell’attività, a correggere il corso, a individuare il punto di partenza di miglioramenti successivi. La frequenza della misura è rapportata alla velocità dei flussi e ai bisogni e ai bisogni di controllo e correzioni. Per flussi veloci, diciamo dell’ordine di ore o di giorni, la frequenza deve essere molto elevata e dello stesso ordine di grandezza, per flussi lenti, settimane o mesi, la frequenza può essere ridotta. Quale utilità possono avere questi indicatori per una PMI, ne vale la pena calcolarli? Per rispondere a questa domanda utilizziamo una metafora molto comune, ovvero quello del cruscotto di guida di un automezzo, esso infatti ci riporta alcune indicazioni fondamentali per prendere le decisioni relative alla conduzione del mezzo per raggiungere la nostra destinazione, diversamente se stiamo pilotando un boeing il cruscotto avrà decisamente molti più indicatori e spie luminose, quindi noi cosa stiamo guidando una panda o un boeing? rispondendo a questa domanda riusciamo a capire di quali indicatori abbiamo bisogno, nell’allegato vengo presentati 21 indicatori, ma non è necessario calcolarli tutti, ogni azienda costruirà il suo cruscotto in base alle sue esigenze ed alla situazione ambientale in cui si trova, infatti se stiamo guidando con scarsa visibilità o in un territorio sconosciuto avremo bisogno di più indicatori (anche a parità dello stesso tipo di mezzo che stiamo guidano) rispetto ad una situazione con cielo sereno e in una zona perfettamente conosciuta. Inoltre bisogna ricordare che se correttamente utilizzati gli strumenti informatici facilitano di molto la costruzione degli indicatori. Gli indicatori per la logistica sono raggruppati in cinque aree principali: Affidabilità, Tempi, Scorte, Produttività e Qualità.

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La distinta base è l’insieme dei materiali ed i loro legami necessari per realizzare un prodotto, ma tale struttura logica ed informativa può essere utile anche nelle imprese di servizi elencando i materiali necessari all’erogazione di un servizio. Il presupposto di base per poter utilizzare la distinta base in una impresa di servizi è che per l’erogazione del servizio sia necessario consumare dei materiali. Facciamo alcuni esempi per chiarire meglio l’utilizzo della distinta nelle imprese di servizi consideriamo una clinica in cui vengono effettuati analisi cliniche, visite mediche ed operazioni chirurgiche. La distinta di servizio sarà caratterizzata dal nome del servizio da erogare e dal materiale da utilizzare con i relativi coefficienti d’impiego. Consideriamo il servizio il caso del servizio Operazione chirurgica avremo come materiale nella distinta: garze, tamponi, filo di sutura, fisiologica, guanti, mascherina con visiera, camice, calzari e cosi via. Nel caso dei servizi andremo a codificare dei servizi base che utilizzano del materiale comune a tutti i servizi al quale si andranno ad aggiungere i materiali specifici del singolo servizio. Nel caso della clinica avremo la distinta del servizio operazione chirurgica ai legamenti crociati composta dal codice Operazione chirurgica più i materiali specifici. Altri esempi di servizi di base sono esami del sangue, esami radiologici, degenza in ospedale (in questo caso l’unità di misura del servizio base sono il numero di giorni, ovvero per un giorno di degenza sono necessari una serie di materiali che aumentano la loro quantità in base al numero di giorni di degenza). La distinta quindi permette di scaricare il materiale che viene utilizzato al momento dell’erogazione del servizio, consideriamo ad esempio che il paziente X effettui l’esame del sangue Y, l’esame radiologico Z, l’intervento chirurgico C, e rimanga N giorni di degenza nel reparto K, nel momento in cui vengono erogati tutti questi servizi grazie alla distinta base vengono scaricati i relativi materiali in modo che le giacenze di magazzino contabili risultano allineate con le giacenze fisiche.

La distinta base inoltre consente di effettuare previsioni sull’utilizzo dei materiali in modo da gestire gli ordini ai fornitori ed ottimizzare le scorte. Considerando l’esempio della clinica è possibile prevedere quante analisi cliniche verranno effettuate, quante operazioni chirurgiche e quanti giorni di degenza ci saranno in un determinato periodo, questa quantità verrà esplosa grazie alla distinta base nei fabbisogni dei materiali di consumo necessari per erogare i servizi nel periodo considerato.

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Il sistema sanitario si caratterizza dal punto di vista logistico per il notevole numero di luoghi di cura, quindi di nodi, per notevole flusso di materiali, di persone e di informazioni, pertanto nel sistema aziendale sanitario la logistica assume un ruolo molto importante. Le funzioni della logistica assumono una particolare rilevanza nell’economia complessiva aziendale in quanto alla logistica e’ assegnato un ruolo superpartes nella riprogettazione dei flussi fisici ed informativi inerenti le diverse tipologie di materiali, sia pure con modalità di interrelazione con gli ordinatori differenti a seconda della tipologia merceologica e delle responsabilità interessate di definire le metodologie di gestione delle scorte e dei processi di approvvigionamento e distribuzione dei materiali:

  • sanitari in transito consegnati direttamente agli utilizzatori
  • tecnici gestiti presso i magazzini di competenza

La funzione della logistica nelle aziende sanitarie ha i seguenti compiti:

  1. controllo diretto del magazzino ricevimento merci materiali sanitari in transito e dei magazzini tecnico economali
  2. corretta applicazione dei metodi di calcolo per la determinazione dei fabbisogni dei dispositivi medici, dei materiali sanitari e tecnico-economali sulla base:
  • della programmazione delle attività
  • delle verifiche dirette con gli utilizzatori, con la direzione sanitaria e con la farmacia per i materiali sanitari.

L’intera supply chain deve essere governata per ottenere l’ integrazione tra persone, processi e tecnologie all’interno delle aziende, l’integrazione tra informatica clinica e sistemi di controllo di gestione e qualità utilizzo delle informazioni al fine di ottimizzare l’analisi dei processi aziendali, la verifica delle relazioni (rapporti tra strutture interne, altre aziende, con fornitori) il potenziamento dei flussi informativi. Attualmente la logistica sanitaria presenta dei limiti riassumibili nei seguenti punti:

  • revisione dei processi organizzativi
  • resistenze al cambiamento
  • formazione a tutti i livelli aziendali
  • dimensioni della struttura ospedaliera e del layout delle componenti logistiche
  • scelta degli strumenti hw e sw
  • notevoli investimenti per nuove tecnologie.
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