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Il termine “Catena del Freddo”, o “Logistica del freddo”, indica la continuità di mezzi impiegati in sequenza per assicurare la conservazione a bassa temperatura di derrate deperibili dalla fase di produzione al consumo finale. La catena del freddo indica pertanto il percorso obbligato che determinate tipologie di prodotti alimentari devono compiere affinché possano giungere al consumo finale mantenendo lo standard qualitativo iniziale.

Oggi, grazie al freddo artificiale, è possibile rifornire di derrate alimentari fresche i grandi agglomerati urbani, spesso collocati in posti molto lontani dai centri di produzione. Il trasporto a grande distanza consente la formazione di scorte, il consumo differito di prodotti stagionali deperibili quali frutta, verdura, ortaggi, evitando gravi carenze alimentari, tanto frequenti nei secoli passati. I fattori che nel mondo occidentale hanno portato ad un notevole incremento di questo mercato sono, ad esempio, il sempre minor tempo disponibile per la preparazione dei pasti quotidiani, la crescente ricerca di comodità da parte del consumatore, l’aumento del numero di donne impegnate in attività lavorative fuori casa. Altri elementi di crescita di questo mercato sono da ricercare nei cambiamenti sociali ed in particolare nell’aumento dei nuclei familiari composti da una o due persone. In tale settore la logistica diventa elemento di criticità, dovendo basarsi su una efficiente organizzazione della rete distributiva e delle infrastrutture e soprattutto su tecnologie all’avanguardia e strumenti adeguati per la registrazione della temperatura. Essa rappresenta l’anello di congiunzione tra il mondo dei produttori e quello dei consumatori, nel rispetto dei requisiti di servizio e qualità e delle stringenti normative di legge.

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