scritto da | on | Nessun commento

In un post precedente abbiamo visto in cosa consiste il metodo montecarlo ed i vantaggi della sua applicazione, in questo post vedremo come realizzarlo in pratica. Possiamo individuare tre passaggi fondamentali per la realizzazione del metodo montecarlo:

  1. Costruzione del modello
  2. Individuazione delle variabili di input e output
  3. Esecuzione della simulazione

Costruzione del modello: In questa fase impostiamo il modello costruito da varie equazione tra loro collegate, ad esempio un modello molto semplice è dato dall’equazione Prezzo X Quantità = Costo unitario X Quantità + Costi fissi. Si può partire da un modello molto semplice e poi approfondirlo piano piano aggiungendo altre variabili ed equazioni. In pratica nel foglio di calcolo andiamo ad inserire i dati e le varie formule, il modello può essere abbastanza semplice e rientrare in unico foglio oppure abbastanza complesso e quindi diviso in più fogli di lavoro per facilitarne la lettura e la manutenzione. È importante sottolineare che il modello è un qualcosa di vivo che cresce lentamente e che si arricchisce di particolari anche dopo che sono state realizzate le fasi successive.
Individuazione delle variabili di input e output: In questa fase si vanno ad individuare le variabili che devono essere stimate in quante non sono certe e non dipendono da decisioni da parte dell’azienda. Ad esempio se consideriamo il modello visto in precedenza possiamo considerare come variabile la quantità, in quanto non sappiamo quanto riusciamo a vendere in maniera esatta ma possiamo stimarlo, mentre potremmo considerare il prezzo come una variabile decisa dall’impresa. Una volta individuate le variabili è necessario associare ad ognuna una variabile casuale che meglio si adatta al fenomeno analizzata. Diversi plug in per Excel consentono di individuare la variabile casuale e stimarne i parametri a partire da alcuni dati campionari. Ad esempio possiamo considerare le quantità mensili vendute nei mesi precedenti e stimare la variabile casuale. Oltre alle variabili di input va individuata la variabile che si vuole monitore e sulla quale si prederanno le decisione, come ad esempio il profitto.
Esecuzione della simulazione: In questa fase avviamo la simulazione e come risultato otteniamo la variabile casuale della variabile di output individuata nel punto precedente e sulla quale prendere le nostre decisioni. Ad esempio la simulazione potrebbe indicarci che c’è una probabilità uguale al 5% che il nostro profitto sia di 10.000 euro, oppure c’è una probabilità del 60% che il profitto sia compreso tra 15.000 e 45.000 euro. È possibile poi variare alcuni parametri del modello e eseguire nuovamente la simulazione per costruire differenti scenari od opzioni differenti. Ad esempio potremmo valutare tre soluzioni differenti di magazzini automatici valutandone il tasso di occupazione o la velocità del prelievo, in questo caso il modello potrebbe essere sempre lo stesso ma per ogni soluzioni andranno variati alcuni parametri, oppure potrebbe essere necessario effettuare qualche piccola variazione al modello. Altra analisi importante e quella della sensitività ovvero andare ad individuare quali sono quelle variabile che impattano maggiormente sulla variabile di output.

Lascia un Commento

News