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Nel caso di esportazioni di parti di ricambio bisogna porre attenzione circa le possibili criticità relative alla dichiarazione di origine preferenziale delle parti di ricambio per le quali l’azienda esercita una mera attività di commercializzazione.
I protocolli degli accordi di libero scambio contenenti le disposizioni relative all’origine della merce prevedono infatti quanto segue:
Gli accessori, i pezzi di ricambio e gli utensili che:

  • vengono consegnati con un’attrezzatura una macchina, un apparecchio o un veicolo
  • fanno parte del suo normale equipaggiamento
  • il cui prezzo è compreso nel prezzo di questi ultimi o che non sono fatturati separatamente

si considerano un tutto unico con l’attrezzatura, la macchina, l’apparecchio o il veicolo in questione.
Per quanto sopra abbiamo come conseguenza che:

  • Le parti di ricambio, se spedite separatamente al macchinario di cui costituiscono l’equipaggiamento, sono da considerare in maniera autonoma e pertanto per poterne dichiarare l’origine preferenziale sarà necessario richiedere e ottenere dal fornitore una dichiarazione di origine preferenziale.
  • Le parti di ricambio, se spedite assieme al macchinario di cui costituiscono l’equipaggiamento, sono da considerare come una componente dello stesso e pertanto è molto probabile che le stesse NON influenzino l’origine del macchinario (il loro valore è in genere molto ridotto se rapportato a quello del macchinario).

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