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scorte

E=mc^2 una formuletta semplice, ma che dietro nasconde un intero universo, è l’equazione fondamentale per chi si occupa di fisica. Esiste una altra formula semplice ma forse un po’ bistrattata che è l’equazione fondamentale per chi si occupa d’impresa P=R-C ovvero Profitto=Ricavi-Costi, elementare nella sua formulazione ma di grande importanza quando bisogna gestire un’impresa, eppure molte volte non viene considerata quando si parla di gestione d’impresa.

Ha senso discutere, teorizzare, argomentare sulle scorte? Ebbene, se le scorte hanno un qualche impatto sull’equazione fondamentale d’impresa ha senso parlarne ed in questa ottica va intesa la loro funzione.

Le scorte hanno impatto sui costi in quanto è necessario consumare risorse per acquisirle, per immagazzinarle e per gestirle. Le scorte hanno impatto sui ricavi perché fanno aumentare o diminuire il livello di servizio per il cliente.

Al di là delle filosofie orientali zero scorte (anche se il modello non parla di zero scorte in assoluto) è necessario chiedersi quale livello di scorte mi permette di minimizzare i costi e massimizzare i ricavi? Ovvero, come faccio a mantenere in equilibrio l’equazione fondamentale P=R-C? Che è poi in sostanza il compito di chi amministra l’impresa.

La risposta a questa domanda va data valutando diverse variabili che in una piccola impresa possono anche essere gestite a vista (ma poiché la strumentazione per gestirle in maniera sistematica non è eccessivamente costosa anche le piccole imprese possono gestire le scorte in maniera più razionale.

Per intenderci un piccolo artigiano o una piccola attività commerciale possono gestire le scorte con un foglio di Excel, mentre in una media e grande impresa gestire le scorte a vista significherebbe pilotare una nave container affacciati al finestrino.

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