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All’interno di una supply chain viaggiano materiali ed informazioni, sulla base delle quali i nodi all’interno della rete prendono delle decisioni sul trasferimento e produzione dei materiali. E se queste informazioni non fossero affidabili ? proprio come in una rete di computer le informazioni non affidabili si propagherebbero come un virus provocando danni più o meno ingenti. Ad esempio se dalla rete vendita arriva un segnale di rallentamento del mercato e la supply chain reagisce immediatamente riducendo le scorte può accadere che se l’informazione non è corretta la supply chain vede sfumare diverse vendite.

È perché è opportuno che la supply chain si doti di un sistema di “antivirus” che possa intercettare eventuali informazioni non corrette. Un primo antidoto è quello di creare relazioni di fiducia all’interno dei nodi della supply chain, poi è necessario prevedere dei controlli sulle informazioni trasmesse, solitamente si tratte delle righe d’ordine che vengono trasferite da un nodo all’altro.

Chiaramente in una supply chain abbastanza complessa vengono trasmesse centinaia di migliaia di righe d’ordine pertanto è ovvio che questo controllo non può essere fatto sulla singola riga d’ordine, ma bisogna fare delle macro analisi per intercettare le anomalie, le modifiche nell’andamento dei flussi, ragionando per macro categorie e non per singoli prodotti. Ecco perché è opportuno dotare la supply chain di un sistema di business intelligence, che progettato in maniera corretta diventa l’antivirus della supply chain.

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