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 Una delle caratteristiche più comuni dell’ambiente in cui le imprese operano è rappresentata dalla turbolenza ed instabilità (ovviamente ci sono dei mercati che sono stabili e poco mutevoli ma nella stragrande maggioranza dei casi la turbolenza è all’ordine del giorno). Un improvviso calo o aumento di ordini, una nuova richiesta dei clienti in termini di servizio, una variazione di una normativa sono tutti cambiamenti a cui una impresa deve reagire. Questa reazione può essere tempestivo e quindi fare in modo che l’impresa non venga travolta dalle circostanze se l’impresa è dotata di processi flessibili, processi in grado di adattarsi in diverse situazioni.

Progettare processi flessibili significa definire processi che abbiano queste caratteristiche:

  • Modularità
  • Interfacce definite
  • Flussi fluidi

Modularità: Scomporre un processo in moduli autonomi permette di cambiarlo e di configurare nuovi processi molto più velocemente. Ad esempio se suddivido il processo di spedizioni in moduli autonomi quando devo cambiarlo mi basta aggiungere, togliere o spostare un modulo per adattarlo alla nuova situazione.

Interfacce definite: Per interfacce si intendono i punti di comunicazione tra due moduli di un processo, per poter ricombinare insieme diversi moduli è necessario che questi abbiano delle interfacce chiare che possano essere collegate ad altri moduli, ad esempio nel modulo “caricamento automezzo”, può essere rappresentato dal DDT che permette l’avvio del modulo, quindi tutti gli altri moduli che vogliono comunicare con il modulo “caricamento automezzo” lo fanno tramite il DDT.

Flussi fluidi: Quando andiamo a combinare i vari moduli tra di loro dobbiamo fare in modo che non ci siano “intoppi” nel flusso di informazioni e di materiali e bisogna monitorare i tempi di attraversamento delle informazioni per individuare eventuali colli di bottiglia. Se  gli ordini clienti sono inseriti nel sistema mediamente dopo quattro giorni che sono arrivati, oppure che il materiale è ubicato dopo tre giorni che è arrivato bisogna verificare in che modo ridurre queste latenze del sistema per evitare di trovare la cura quando il paziente è già in fin di vita.

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