scritto da | on , | Nessun commento

C’è una simulazione per computer chiamata “life”, realizzata negli anni 70 che cerca di simulare la vita attraverso semplici regole, si sviluppa su una griglia di celle quadrate ciascuna delle quali può assumere due stati (viva-morta), in relazione allo stato delle otto celle confinanti. Benché gli elementi del sistema siano abbastanza semplici, emergono proprietà interessanti come particolari figure che non era possibile prevedere sulla base delle semplici regole iniziali.

Se consideriamo una colonia di insetti o il volo di uno stormo di uccelli, notiamo che sono composti da numerosi elementi molto simili che interagiscono tra di loro passandosi delle informazioni, da poche interazioni locali viene determinato l’evoluzione dell’intero sistema.

Una supply chain è un sistema complesso formato da numerosissime componenti che interagiscono tra di loro, governare tale sistema è molto complicato se seguiamo una logica gerarchica, pertanto invece di imbrigliare il sistema in uno schema rigido, possiamo sfruttare una delle proprietà dei sistemi complessi, ovvero la capacità di autorganizzarsi senza la necessità di una gerarchia, semplicemente attraverso l’interazione delle singole componenti.

L’operazione che possiamo fare per gestire una supply chain è definire delle regole di interazione locale e lasciar fare al sistema costruendo tramite le regole un sistema resiliente e reattivo alle mutevoli condizioni ambientali.

In una moderna supply chain non hanno senso di esistere una pianificazione quinquennale centralizzata stile vecchia unione sovietica, ma è necessario definire una serie di regole di interazione locale e lasciare che il sistema si autorganizzi.

Lascia un Commento

News