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L’opera, profondamente rinnovata e arricchita rispetto all’edizione precedente, si propone di verificare il contributo che la scelta dell’outsourcing strategico può offrire allo sviluppo delle imprese nell’attuale scenario competitivo.

 In mercati sempre più complessi, infatti, è necessario che le aziende dispongano di strutture organizzative flessibili, deverticalizzate e siano disposte a implementare strategie di sviluppo “esterno” mediante il ricorso ad accordi di collaborazione con altri operatori e l’adozione di forme organizzative di tipo reticolare, soprattutto da parte di imprese minori. In questa prospettiva, il ricorso all’outsourcing garantisce alle imprese vantaggi in termini di rapidità di applicazione delle innovazioni, condivisione degli investimenti e quindi frazionamento dei rischi, elasticità dei costi e disponibilità di risorse finanziarie da destinare allo sviluppo del core business. Occorre, tuttavia, considerare anche i rischi connessi alla perdita del controllo del know-how dei processi esternalizzati, alla perdita di sinergie tra processi aziendali, a comportamenti opportunistici dei partner ai maggiori costi rispetto a quelli preventivati.

 Ciò considerato, l’obiettivo dello studio è stato, in primo luogo, quello di approfondire le caratteristiche tecniche e le modalità operative di questa forma evoluta di cooperazione tra imprese valutandone l’impatto strategico, organizzativo e operativo sulla gestione aziendale, così come si rileva dall’osservazione empirica. In secondo luogo, considerata la necessità di inquadrare le singole iniziative di outsourcing nel più generale processo di pianificazione e gestione strategica delle imprese, si è cercato di pervenire a un modello teorico-prescrittivo volto a descrivere le fasi critiche del processo decisionale. Nell’ultima parte del volume si analizza l’applicazione dell’outsourcing strategico nelle aziende bancarie.

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