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Questo articolo è a cura di Giovanni Moccia, esperto di finanziamenti alle imprese

Negli ultimi anni, direi per fortuna, si parla sempre di più di sostenibilità e di sviluppo sostenibile, intravedendo nel concetto non solo un’accezione etica ma anche un’opportunità di sviluppo molto importante per i territori.

Ma che cos’è sostenibilità?  La sostenibilità è un modello di vita che punta a preservare le risorse attuali per le generazioni future, sia ambientali che non, affinché possano essere utilizzate anche in futuro allo stesso modo di quella attuale. La sostenibilità, dunque, è  sì ambientale ma anche economica e sociale (parliamo di fonti rinnovabili e materiali ecocompatibili ma anche di finanza etica, di responsabilità sociale delle imprese, di turismo sostenibile, agricoltura sostenibile, consumo sostenibile, moda sostenibile  e altro ancora).

Di conseguenza, lo sviluppo sostenibile è quel processo finalizzato al raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale, economico, sociale ed istituzionale, sia a livello locale che globale. Sotto questo profilo, dunque, la sostenibilità può e deve essere opportunità di sviluppo. Questo nel momento in cui ipotizziamo attività e servizi improntati a questa cultura proprio negli ambiti di cui abbiamo accennato e la nascita di nuove professioni, le cosiddette green jobs. L’opportunità è per tutte le organizzazioni oltre che per le imprese, ma assume una particolare rilevanza in quelle pubbliche e destinate al no profit dove è evidente che la connotazione di sostenibilità è quasi “naturale”. Nel no profit, le formule imprenditoriali con cui portare avanti tali attività sono molteplici, in alcuni casi va bene sviluppare tali attività con le forme societarie classiche (srl, sas..) in altri casi assume particolare valenza invece farli con la formula della cooperativa sociale, sia di tipo A che di tipo B.  In alcune zone addirittura questi servizi vengono sviluppati in forma aggregata attraverso più Comuni con lo strumento dell’Unione dei Comuni (servizi sociali, trasporti etc) attraverso società o cooperative organizzate dall’Unione.

Inoltre, particolare di non poco conto, i fondi europei, anche quelli previsti per il periodo 2014-2020, sono in gran parte orientati a finanziarie progetti “sostenibili” proprio perché sono considerati il futuro dello sviluppo e dell’economia.

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