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Business no packaging: è la novità degli ultimi tempi. Piacciono i negozi che vendono detersivi, pasta, olio, profumi e ad altro tutto rigorosamente sfuso. Senza confezione. I vantaggi? Prezzo al cliente inferiore anche del 50-60% e milioni di imballaggi in meno nell’ambiente. Si va verso forme di distribuzione senza imballaggio. Meno packaging significa costi inferiori per tutti. Le piccole imprese possono battere la concorrenza della grande distribuzione con l’ampio assortimento, sfruttando la coda lunga. Un piccolo negozio che vende prodotti sfusi riesce ad avere almeno 20 tipi tra detersivi e prodotti per l’igiene della persona, 10-15 formati di pasta, legumi e cereali e tutta la frutta secca con guscio.

Le imprese di produzione possono avere notevoli riduzione di costi nella gestione logistica, minori tempi di spedizioni, minore referenze da gestire a mazzino, nessun imballaggio a acquistare e stoccare.

La creazione di una filiera senza imballaggi richiede una diversa configurazione della infrastruttura logistica, ad esempio nel settore dei detersivi, non servono scaffali per stoccare le confezioni, ma cisterne, non servono autoarticolati ma cisterne, il sistema informativo non deve più gestire unità discrete di articoli ma litri. Chiaramente una certa suddivisione va mantenuta per ottenere una tracciabilità di prodotto. È pertanto necessario verificare i costi della riconversione della propria infrastruttura logistica per riuscire a valutare i vantaggi di una passaggio ad una filiera senza imballaggi.

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