Il caso Zalando

dic
2013
06

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Zalando è il noto sito e-commerce per la vendita di calzature e abbigliamento che ha ottenuto un discreto successo internazionale, facendo leva su due elementi chiave, la gestione logistica ed il sistema informativo.

In pochi mesi viene messa in funzione la piattaforma attraverso Magento, e in un seminterrato di Berlino di 180 mq stoccano la merce, preparano i pacchi e spediscono la merce. Il volume di spedizioni cresce e ben presto la strategia è quella di offrire un vasto assortimento di calzature,  con la possibilità di provare le calzature e di rispedirle entro 30 giorni se non sono di gradimento senza ulteriori costi. Per garantire tutto questo Zalando punta sulla logistica, facendo investimenti importanti affrontati gradualmente  e facendo divenire la logistica una delle competenze principali dell’azienda, sviluppando piattaforme distributive e ottimizzando la rete di provider. Nonostante la crescita esponenziale in circa 5 anni sono arrivati a più di mille dipendenti, l’impresa mantiene una struttura flessibile in grado di reagire ai cambiamenti improvvisi di mercato.

L’impresa si avvale di un sistema informativo in grado di scalare in base al volume gestito e di mappare per ogni articolo caratteristiche come dimensioni e colore nell’intero processo aziendale, dall’ordine allo stoccaggio e alla spedizione.

La strategia di Zalando sfrutta il modello economico chiamato coda lunga anche per beni materiali, gestendo quindi un vasto assortimento. Mentre per sfruttare i benefici della coda lunga per i beni immateriali è sufficiente avere un sistema informativo in grado di catalogare i beni e soprattutto di filtrarli attraverso parametri anche sofisticati, per i beni materiali è necessario fare leva anche sulla logistica, creando una rete in grado di rispondere alle mutevoli esigenze di mercato e permettendo un flusso veloce di materiale all’interno dei suoi nodi.

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