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L’esportazione introduce delle discontinuità nel processo logistico costituite dalle dogane e per i paesi più distanti geograficamente anche l’utilizzo di più vettori, generando maggiore complessità nella gestione del processo logistico. Molte imprese italiane rispondono a questa complessità con la vendita franco fabbrica ovvero l’intero processo logistico è a carico del cliente. Se questa è sicuramente una soluzione che presenta pochi costi e rischi a lungo andare può penalizzare la strategia di internazionalizzazione dell’impresa. L’impresa non presidiando l’intero processo logistico di esportazione lascia questa incombenza all’impresa cliente che non è detto sia esperta del prodotto che sta acquistando pertanto potrebbe scegliere i vettori non adeguati rischiando quindi che il prodotto arrivi danneggiato o in ritardo o non conoscendo le specificità del prodotto, questo potrebbe essere bloccato in dogana in quanto non accompagnato da documentazione adeguata.

Per le imprese che vogliono quindi attuare una strategia di internazionalizzazione soprattutto nei paesi emergenti è buona cosa presidiare il processo logistico dell’esportazione in modo da garantire un adeguato livello di servizio al cliente ed evitare disservizi che potrebbero causare la perdita del cliente. Soprattutto nelle piccole imprese però mancano figure in grado di presidiare in maniera competente questo processo e quindi le imprese ripiegano sulla soluzione franco fabbrica, anche le piccole imprese però possono riuscire a presidiare il processo di esportazione, grazie ad esempio al supporto delle camere di commercio, dei consorzi export o dell’istituto per il commercio estero (queste istituzioni offrono consulenza e formazione per presidiare il processo di esportazione), oppure possono affidare a terzi la logistica delle esportazioni attraverso un provider di servizi logistici.

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