scritto da | on , , | Nessun commento

Chris Anderson scrisse la prima edizione di questo libro nel 2006 godendo da subito di un notevole successo di pubblico e critica.

Il volume mette in discussione uno dei “capisaldi” del marketing, quello relativo alla regola dell’80/20, la cosiddetta “legge di Pareto”, secondo la quale pochi prodotti (circa il 20%) di un assortimento, anche ampio, rappresentano la maggior parte di un fatturato (solitamente circa l’80%).

In statistica, la regola è rappresentata da un grafico “a campana” caratteristico di una distribuzione cosiddetta appunto “normale” o “gaussiana”, dal nome del suo “scopritore” Carl F. Gauss.

L’autore, attraverso alcuni esempi nel settore libri (Amazon), musica (Rhapsody) e film (NetFlix) descrive come, grazie alle forze caratteristiche dell’era tecnologica digitale, sia non solo possibile soddisfare ma, addirittura, auspicabile servire la “coda lunga” dei clienti, ossia, una serie molto ampia di “nicchie” contrapposte ai mercati “di massa” tipici dell’economia “non digitale”.

Si cita l’esempio di un colosso della distribuzione mondiale come Wal-Mart che, vincolato dai limiti di spazio fisico dei propri punti vendita, grandi anche decine di migliaia di mq, può solo offrire un numero relativamente modesto di prodotti, scelti tra quelli più “popolari”, rispetto a realtà distributive operanti su internet che hanno assortimenti potenzialmente “infiniti”.

Anderson descrive le forze alla base di questa “rivoluzione”:

  • la “democratizzazione” degli strumenti di produzione;
  • l’assenza di costi di stoccaggio o, in generale, di magazzino;
  • la riduzione al minimo dei costi di distribuzione grazie all’uso di internet a banda larga;
  • la creazione di reti di collegamento tra i consumatori.

In sintesi, un buon libro con spunti di riflessione interessanti che, però, non raggiunge l’eccellenza a causa della ripetitività, in alcuni punti, degli stessi concetti che lo rendono un po’ noioso alla lettura.

Lascia un Commento

News