La stella danzante

dic
2016
17

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Affrontare il contesto attuale fatto di volatilità, incertezza, complessità ed ambiguità non è certo facile. Sicuramente comprendere ad accettarne le sue coordinate è già un primo passo, bisogna poi attrezzarsi per affrontarlo, sia come singoli che come organizzazioni.

Le organizzazioni hanno creato nel tempo metodi e strumenti per contrastare queste criticità: flessibilità per imbrigliare la volatilità, data analitycs per contrastare l’incertezza, approccio sistemico per governare la complessità. Ma l’ambiguità si ostina a non essere controllabile, riducibile. Anzi crea disagio e ricompare dove meno la si aspetta. Ma è un dato di sistema e, se ben intesa, è fonte di ricchezza informativa. Ma gestire, anzi alimentarsi, di ambiguità non è più un tema di strumenti e metodi: è un tema di mentalità e attitudine.

L’obiettivo è dunque saper trasformare la contraddizione in contrasto, l’ambiguità in ambivalenza o maniera più semplice non provare a eliminare l’ambiguità, ma conviverci, attraversarla, abitarla.

In particolare l’ambiguità non va ignorata ma utilizzata proprio perché è ricchissima di informazioni. Ha osservato il filosofo Gustave Thibon che uno dei segni della mediocrità di spirito è vedere contraddizioni laddove ci sono soltanto contrasti, e cioè una tensione feconda tra poli diversi e complementari fra loro. Friedrich Nieztsche ha notato con straordinaria profondità poetica che “bisogna avere un caos dentro di sé, per generare una stella danzante”.

Siete pronti a generare la vostra stella danzante?

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