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Era il settembre del 2008, e nell’elaborare i report mensili per l’azienda per cui lavoravo all’epoca vidi tutti gli indicatori colare a picco. Era l’inizio della crisi che tuttora stiamo vivendo, di li a poco ci sarebbe stato il fallimento della Lehman Brothers evento da cui si fa iniziare tutto un po’ come il crollo dell’impero romano o la scoperta dell’America.

Una crisi che però è molto profonda e strutturale, un vecchio paradigma sta collassando ed uno nuovo sta emergendo, ma il passaggio ovviamente non è facile. C’è la necessità di una nuova visione delle cose. Quale è il nuovo paradigma? Lo chiamano con molti nomi, economia della condivisione, economia circolare, economia della felicità, quarta rivoluzione industriale, ma di fatto ci si riferisce ad una visione che ha al centro l’uomo, la comunità e l’ambiente.

Il paradigma emergente non è ne migliore ne peggiore di quello precedente è diverso e questo ovviamente può spaventare, perché probabilmente non siamo attrezzati ad affrontare queste nuove sfide, anche se in realtà nuove non sono. Nel cambio di paradigma è presente qualcosa che ci accompagna fin dall’antichità ovvero l’uomo, la comunità e l’ambiente. Molte degli elementi presenti nell’economia della condivisione o circolare in realtà sono sempre stati presenti nella storia dell’uomo, ora ne abbiamo maggiore consapevolezza.

Il miglior regalo che possiamo fare a noi stessi e alla nostra organizzazione per il nuovo anno è quella di essere consapevoli del cambio di paradigma in atto e di provare a guardare le cose con una nuova visione.

Come farlo? Iniziando con delle letture felici: La società a costo marginale zero (Rifkin), L’ordine politico della comunità (Olivetti), Laudato sii (Papa Francesco).

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