Archivio per la Categoria ‘Infrastrutture’ Category

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E’stata acquisita in data 13 luglio, la registrazione da parte della Corte dei Conti della delibera del CIPE del 18 novembre 2010 afferente il progetto definitivo per la realizzazione del complesso di opere denominate Piastra Portuale di Taranto, per un valore complessivo di oltre 210 milioni di euro.

Superato, quindi, l’ultimo adempimento di carattere burocratico, siamo pronti per procedere finalmente con le attività tecniche ed operative. La società concessionaria presenterà in tempi brevissimi il progetto esecutivo e, successivamente, si darà il via libera alla cantierizzazione delle opere.

Si chiude così un percorso lungo e complesso che ha visto l’impegno costante da parte di tutti i vertici che si sono succeduti alla guida dell’Autorità Portuale di Taranto sin dal 2003, anno della prima approvazione da parte del CIPE della proposta presentata dal Soggetto Promotore. || Continua a leggere

Porto di Genova

feb
2011
21

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Il sasso nello stagno l’ha lanciato l’ex sindaco Giuseppe Pericu. «Perché – si è chiesto, in una lettera aperta alla città pubblicata dal Secolo XIX lo scorso 15 febbraio – si parla tanto del nuovo superbacino del porto di Genova? Siamo sicuri che quell’opera serva? Non possiamo rispolverare, piuttosto, l’Affresco di Renzo Piano?».

Una provocazione accolta con freddezza da Claudio Burlando («osservazioni stimolanti, ma adesso pensiamo a realizzare il bacino»), con distacco da Alessandro Repetto («sono sempre stato scettico sulla fattibilità dell’Affresco»), con sarcasmo dai sindacati e con un pizzico di irritazione da Luigi Merlo, presidente dell’Autorità portuale, che a Pericu ha ricordato che un porto competitivo non può esistere senza una struttura all’interno della quale riparare le navi di grande stazza.

«Mi sento di affermare sin d’ora – è la posizione di Merlo – che è sufficiente analizzare il quadro attuale dell’armamento mondiale, dal punto di vista delle dimensioni delle navi, per verificare che senza un bacino di quelle dimensioni nell’arco di pochi anni Genova sarà costretta a rinunciare al settore delle grandi riparazioni navali ritagliandosi un ruolo esclusivo nel settore degli yacht». E ancora: «Per avere una prima indicazione dell’impatto occupazionale è sufficiente fare una fotografia dell’esistente per rendersi conto dell’imponente numero di persone che lavorano nel settore: le aziende autorizzate sono ottanta e gli addetti diretti più di duemila. Ciò senza considerare l’imponente indotto generato dalle attività principali che nel caso di importanti allestimenti e trasformazioni navali raggiunge il rapporto di tre/quattro addetti per ogni diretto».

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E’ stato presentato, a palazzo Zanca, il master pan della piastra logistico-distributiva del porto di Tremestieri nell’ambito del Programma innovativo in ambito urbano (Piau) ”Porti e Stazioni”, promosso con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in partnership con Regione, Provincia di Messina, Autorita’ portuale e Gruppo Fs. Il sindaco Giuseppe Buzzanca e l’assessore allo sviluppo economico Gianfranco Scoglio hanno sottolineato che per la progettazione nella zona compresa tra il torrente S. Filippo e il porto sud, il Comune ha programmato un nuovo modello di rigenerazione delle risorse territoriali, di coesione sociale e di mobilita’ urbana di Messina. ”Il progetto – ha detto Giovanni Di Fiore, direttore generale di Innova Bic, societa’ in house providing del Comune di Messina, cui e’ stata affidata l’analisi di fattibilita’ della piattaforma – individua per la zona ricompresa tra il torrente S. Filippo ed il Porto di Tremestieri, un’area con vocazione logistica”. A partire da febbraio, verranno organizzati dei forum con tutti gli attori istituzionali locali del mondo produttivo e della logistica al fine di rilevare i loro fabbisogni e interessi. Le indicazioni che emergeranno attraverso lo studio di Innova Bic serviranno anche per indirizzare il progetto preliminare della piastra il cui iter di affidamento e’ attualmente in corso. L’ufficio programmi complessi del Comune ha infatti, gia’ pubblicato la gara di affidamento di servizi per la redazione di un progetto preliminare per la realizzazione della piattaforma dell’importo di 120 mila euro.

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L’ultima recessione ha reso ancora più evidente che il processo produttivo dei Paesi è legato in modo determinante alla organizzazione logistica. Spesso l’unica possibilità di ottenere dei margini sulla produzione e l’unica possibilità di essere competitivi è legata alla capacità di ottimizzare proprio il processo distributivo. L’Italia, come noto, non può certo vantare primati positivi in questo ambito: al contrario, secondo una stima della Banca d’Italia, l’inefficienza della logistica costa al nostro paese 40 miliardi di euro l’anno e costituisce uno dei maggiori motivi di perdita di competitività della nostra economia. Per questo motivo il Governo ha ufficialmente presentato il nuovo Piano nazionale della logistica, messo a punto e approvato dalla Consulta dell’autotrasporto e della logistica. Il documento si basa sui lavori che portarono alla approvazione, da parte del Cipe nel marzo 2006, del precedente Piano, ma è stato rielaborato alla luce dei grandi cambiamenti prodotti dalla crisi economica e dai nuovi equilibri economici mondiali.

Secondo il Piano l’inefficienza logistica italiana è determinata dai pesanti gap infrastrutturali, dai tanti veti posti sui dragaggi e sulle grandi opere (come la Tav) ai tanti colli di bottiglia che rallentano l’accesso ai centri urbani, al costo dell’attraversamento delle Alpi, alla maggiore congestione del traffico. Preoccupa inoltre che la quota dei vettori italiani nell’interscambio con l’estero sia scesa nel corso del tempo al di sotto del 30%, ampliando il passivo della bilancia commerciale di settore ad oltre 6 miliardi all’anno negli ultimi tre anni. Il Piano si pone l’obiettivo di ridurre il costo dell’inefficienza logistica di 10 punti l’anno dal 2011 (equivalente 4 miliardi) e, al tempo stesso, di aumentare la capacità di attrazione di nuovi flussi di traffico. La stima complessiva è di 5-7 miliardi di euro all’anno (comprensivi delle nuove quote di trasporto

«Siamo convinti – ha dichiarato il sottosegretario ai Trasporti e presidente della Consulta, Bartolomeo Giachino – che il miglioramento dell’efficienza logistica,dai porti agli interporti, dalla distribuzione urbana delle merci alla riduzione dei tempi di attesa al carico e allo scarico, unito a un più convinto ricorso a forme di comodalità (grazie anche al ferrobonus e alla prosecuzione dell’ecobonus per le autostrade del mare) ci consentirà di attrarre nuovi volumi di traffico che oggi scelgono la maggiore efficienza dell’organizzazione logistica del Nord Europa e aiuterà il nostro Paese a crescere da 0,3 a 0,5 punti di Pil in più l’anno. È un lavoro che il Paese non può rinviare, se non vuole continuare a pagare un prezzo elevato in termini di minore competitività e di minore crescita economica».

Di qui la scelta di un Piano operativo, articolato in 10 linee strategiche che comprendono le prime 51 azioni (metodo Attali) già individuate e che saranno portate avanti dalla Consulta della logistica. Per raggiungere gli obiettivi, accanto a molti interventi a costo zero, saranno necessarie misure infrastrutturali nella logica di “rete” e di “rete dei corridoi”. Tra le misure attuative prospettate c’è il miglioramento dei tempi delle dogane, una riforma portuale virtuosa e l’incentivazione delle aggregazioni di imprese di autotrasporto e/o servizi anche attraverso contratti di rete. Inoltre, nell’ottica del Piano, i porti del Nord Tirreno e del Nord Adriatico devono puntare ad attrarre i 2 milioni di container diretti verso il nord Italia, la Svizzera e l’Austria e che per le nostre inefficienze scelgono i porti del Nord Europa e le locali imprese di logistica. Questo singolo obiettivo vale almeno 3 miliardi di euro di benefici. Secondo il Governo il miglioramento dell’efficienza logistica di 10 punti l’anno potrà comunque essere raggiunto soltanto con il pieno coinvolgimento di tutta l’organizzazione logistica del Paese, delle Regioni, degli enti locali, degli operatori logistici pubblici e privati.

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