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L’ultima recessione ha reso ancora più evidente che il processo produttivo dei Paesi è legato in modo determinante alla organizzazione logistica. Spesso l’unica possibilità di ottenere dei margini sulla produzione e l’unica possibilità di essere competitivi è legata alla capacità di ottimizzare proprio il processo distributivo. L’Italia, come noto, non può certo vantare primati positivi in questo ambito: al contrario, secondo una stima della Banca d’Italia, l’inefficienza della logistica costa al nostro paese 40 miliardi di euro l’anno e costituisce uno dei maggiori motivi di perdita di competitività della nostra economia. Per questo motivo il Governo ha ufficialmente presentato il nuovo Piano nazionale della logistica, messo a punto e approvato dalla Consulta dell’autotrasporto e della logistica. Il documento si basa sui lavori che portarono alla approvazione, da parte del Cipe nel marzo 2006, del precedente Piano, ma è stato rielaborato alla luce dei grandi cambiamenti prodotti dalla crisi economica e dai nuovi equilibri economici mondiali.

Secondo il Piano l’inefficienza logistica italiana è determinata dai pesanti gap infrastrutturali, dai tanti veti posti sui dragaggi e sulle grandi opere (come la Tav) ai tanti colli di bottiglia che rallentano l’accesso ai centri urbani, al costo dell’attraversamento delle Alpi, alla maggiore congestione del traffico. Preoccupa inoltre che la quota dei vettori italiani nell’interscambio con l’estero sia scesa nel corso del tempo al di sotto del 30%, ampliando il passivo della bilancia commerciale di settore ad oltre 6 miliardi all’anno negli ultimi tre anni. Il Piano si pone l’obiettivo di ridurre il costo dell’inefficienza logistica di 10 punti l’anno dal 2011 (equivalente 4 miliardi) e, al tempo stesso, di aumentare la capacità di attrazione di nuovi flussi di traffico. La stima complessiva è di 5-7 miliardi di euro all’anno (comprensivi delle nuove quote di trasporto

«Siamo convinti – ha dichiarato il sottosegretario ai Trasporti e presidente della Consulta, Bartolomeo Giachino – che il miglioramento dell’efficienza logistica,dai porti agli interporti, dalla distribuzione urbana delle merci alla riduzione dei tempi di attesa al carico e allo scarico, unito a un più convinto ricorso a forme di comodalità (grazie anche al ferrobonus e alla prosecuzione dell’ecobonus per le autostrade del mare) ci consentirà di attrarre nuovi volumi di traffico che oggi scelgono la maggiore efficienza dell’organizzazione logistica del Nord Europa e aiuterà il nostro Paese a crescere da 0,3 a 0,5 punti di Pil in più l’anno. È un lavoro che il Paese non può rinviare, se non vuole continuare a pagare un prezzo elevato in termini di minore competitività e di minore crescita economica».

Di qui la scelta di un Piano operativo, articolato in 10 linee strategiche che comprendono le prime 51 azioni (metodo Attali) già individuate e che saranno portate avanti dalla Consulta della logistica. Per raggiungere gli obiettivi, accanto a molti interventi a costo zero, saranno necessarie misure infrastrutturali nella logica di “rete” e di “rete dei corridoi”. Tra le misure attuative prospettate c’è il miglioramento dei tempi delle dogane, una riforma portuale virtuosa e l’incentivazione delle aggregazioni di imprese di autotrasporto e/o servizi anche attraverso contratti di rete. Inoltre, nell’ottica del Piano, i porti del Nord Tirreno e del Nord Adriatico devono puntare ad attrarre i 2 milioni di container diretti verso il nord Italia, la Svizzera e l’Austria e che per le nostre inefficienze scelgono i porti del Nord Europa e le locali imprese di logistica. Questo singolo obiettivo vale almeno 3 miliardi di euro di benefici. Secondo il Governo il miglioramento dell’efficienza logistica di 10 punti l’anno potrà comunque essere raggiunto soltanto con il pieno coinvolgimento di tutta l’organizzazione logistica del Paese, delle Regioni, degli enti locali, degli operatori logistici pubblici e privati.

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La Giunta della Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato alcune delibere per il sostegno al trasporto intermodale ed alla logistica. Nel primo caso, la Regione FVG stanzia 1.200.804 euro per le imprese che intendono organizzare servizi di combinato strada-rotaia con origine e destinazione presso uno scalo ferroviario o centro intermodale situato in Friuli Venezia Giulia.

Autostrada viaggiante – Inter-Rail ha ricevuto 194.304 euro per la promozione e gestione servizio autostrada viaggiante tra Ludwigshafen ed il Polo logistico di Trieste Campo Marzio Rive, mentre Alpe Adria ha ottenuto 1.006.500 euro per l’organizzazione e la gestione operativa del servizio autostrada viaggiante sulla tratta Trieste-Salisburgo-Trieste.

Intermodalità – Una seconda delibera approva il piano di riparto dei contributi per interventi per lo sviluppo del trasporto combinato, a favore dei soggetti privati che operano nel settore dei trasporti, dei traffici e della movimentazione delle merci, con esclusione del conto proprio, aventi almeno una sede effettivamente operante in Friuli Venezia Giulia. In questo caso, i beneficiari sono Francesco Parisi, che riceve 300mila euro, e Codognotto, che ottiene 100mila euro. Tali contributi sostengono investimenti di 5.750.000 di euro.

Mare e rotaia – Una terza delibera prevede la concessione di aiuti alle imprese logistiche che intendono organizzare servizi di trasporto marittimo e ferroviario, sulle relazioni nazionali e internazionali che interagiscono sul territorio regionale e che interessano i poli logistici interni, portuali e di confine. Il testo approva contributi per un totale di 400 mila euro, così distribuiti: 236.940 euro alla Mar-Ter per l’organizzazione servizio ferroviario per il trasporto di cellulosa con partenza Monfalcone e destinazione Novara-Rovereto-Verona-Falconara-Lubiana (Slovenia); 63.060 euro ad Alpe Adria per l’organizzazione e la gestione del servizio ferroviario nelle tratte Trieste-Villaco, Trieste-Monaco, Trieste-Budapest.

Rotte adriatiche – La Regione Friuli Venezia Giulia ha anche stanziato contributi alle imprese logistiche che vogliono organizzare servizi di trasporto ferroviario intermodale e nuovi servizi di trasporto marittimo. Questi ultimi devono avvenire sulle rotte da e per i tre porti del Friuli Venezia Giulia, verso le altre destinazioni portuali del bacino Adriatico e Ionio, sia nazionali che comunitarie e internazionali, limitatamente alle direttrici marittime per le quali sia possibile anche il trasporto stradale. In questo caso, la somma stanziata è di 500mila euro, che va alla Tradax di San Giorgio di Nogaro per il servizio marittimo di trasporto di bramme fra il Porto di Trieste e Porto Nogaro (250 mila euro) e la Midolini di Udine per il servizio marittimo di trasporto di bramme tra il Porto di Monfalcone e Porto Nogaro 250 mila euro

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Manifestazioni davanti ai sei ingressi allo scalo di Genova e La Spezia. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati di categoria per protestare contro il rifiuto delle associazioni datoriali di firmare il contratto della logistica scaduto dal 2008. Gli autotrasportatori aderenti ai sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti stanno bloccando i varchi portuali di Genova e della Spezia. A Genova sono bloccati i sei varchi portuali e l’area di parcheggio a Voltri mentre alla Spezia è bloccato il varco portuale degli Stagnoni. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati di categoria per protestare contro il rifiuto delle associazioni datoriali di firmare il contratto della logistica scaduto da 27 mesi. A Genova sono garantiti gli accessi solo ai privati e le lunghe file di camion creano problemi al traffico locale. “Chiediamo – hanno detto alcuni rappresentanti sindacali – che tutte le associazioni datoriali firmino l’ipotesi di accordo siglata a Roma il 10 dicembre e riconoscano di conseguenza le legittime rivendicazioni dei lavoratori”.

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La logistica al servizio della portualità italiana, con particolare riferimento anche alla Liguria. E’ il messaggio lanciato dal sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino, che ha presentato il Piano della Logistica: “Con le 51 azioni che abbiamo concordato con gli operatori di tutto il paese e con le Autorità portuali – ha detto Giachino -, vogliamo tagliare di 10 punti l’anno il costo dell’inefficienza logistica, per un valore di 4 miliardi di euro. Siamo convinti che, aumentando l’efficienza logistica del paese attrarremo più volumi di traffici merci ai nostri porti, che sono il punto centrale di questo piano”.
Nel piano, ha spiegato Giachino, “si parla 47 volte dei porti, proprio a dimostrare l’importanza che diamo a questo comparto. Nel documento diciamo che quello che va bene ai porti va bene al Paese. Ma, nel piano della logistica, diciamo una cosa molto importante per la crescita: mentre l’autonomia finanziaria dei porti è in discussione, tra Parlamento e Governo noi sottolineamo come, per gli scali strategici nel 2011 dovremo trovare risorse per farli crescere di più”.
Il piano, prima di essere presentato al ministro Matteoli, sarà limato con alcuni suggerimenti, non ultimi quelli della stessa Confindustria. “Questo piano serve al Paese – ha concluso Giachino -, lo aiuterà a crescere di più e mi aspetto da Genova, che in questo periodo ha aiutato molto con i suggerimenti di Autorità portuale, spedizionieri, terminalisti, parlamentari ed enti locali, un ulteriore contributo”.

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“L’inefficienza logistica del nostro Paese, grazie a chi ci ha impedito di dragare i porti e di fare le reti infrastrutturali, costa 40 miliardi di euro l’anno, che sono considerati da qualcuno, giustamente, una tassa sul sistema economico italiano. Noi, con le azioni del Piano Nazionale della Logistica, gran parte delle quali sono azioni che non costano, puntiamo ad aumentare l’efficienza logistica del Paese di 10 punti l’anno, che vuol dire 4 miliardi di euro, quasi mezzo punto di Pil”. Lo ha dichiarato il sottosegretario ai trasporti Bartolomeo Giachino, citando i dati del Ministero e della Banca d’Italia, a margine dell’inaugurazione di Port&ShippingTech, forum internazionale sull’innovazione tecnologica per lo sviluppo sostenibile del sistema logistico portuale e dello shipping, oggi e domani a Palazzo Ducale a Genova. “”La Logistica, come le infrastrutture – ha aggiunto Giachino – non e’ ne’ di destra, ne’ di sinistra, ma serve al paese per ritornare a crescere. Grazie all’azione del Governo, l’Italia e’ uno dei Paesi che ha resistito meglio alla crisi. Oggi dobbiamo pensare a crescere: nell’attesa che vengano realizzate le nuove infrastrutture di trasporto, Terzo Valico in primis, abbiamo bisogno di lavorare all’efficienza logistica del Paese già dal primo gennaio 2011. Con la maggiore efficienza, noi contiamo di riuscire ad acquisire nuovi traffici ai nostri porti, ai nostri valichi. L’obiettivo del Piano Nazionale della Logistica – ha spiegato Giachino – sarà quello di conseguire nel prossimo decennio una crescita aggiuntiva di mezzo punto di Pil a quella che il sistema ha già. Noi stiamo crescendo da 10 anni alla media di circa un punto di Pil all’anno: e’ troppo poco. Dalla logistica dei trasporti, se il mondo della logistica dei trasporti e’ in grado di fare squadra mettendo da parte le polemiche, noi possiamo dare un contributo aggiuntivo alla crescita e creare nuovi posti di lavoro. Parlando di mondo della logistica dei trasporti, Genova e’ il nostro punto più importante essendo il nostro porto più importante”. A questo proposito, il sottosegretario ha citato l’esempio della Germania dove, negli ultimi 10 anni, si e’ puntato molto sulla logistica e oggi, all’uscita dalla crisi, “si cercano, come posti di lavoro, prima gli ingegneri (34mila), e, al secondo posto, 30mila autisti. Quindi la logistica e’ in grado di creare lavoro. Dobbiamo crederci, lavorare, renderla più efficiente, sbloccare i punti dove e’ inefficiente, a partire dai controlli doganali nei porti e così via, lavorando sugli interporti, mettendo in piedi una piattaforma telematica unica nazionale da offrire al sistema logistico, quindi il discorso che facciamo qui oggi a Genova, mettere insieme la piattaforma di Uirnet con quella del Sistri e con quella dell’Albo nazionale dell’autotrasporto. Non ci costa nulla – ha concluso il sottosegretario – perché sono tutte e tre piattaforme già pagate dallo Stato”

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Polo logistico: potrebbe essere la volta buona, ma non per merito di forze locali, bensì di GF group che ha acquistato il 100 per cento di Tecnolog, azienda cesenate di trasporti.GF è un colosso mondiale della logistica e l’acquisizione di Tecnolog sta a significare la volontà di entrare in Romagna da protagonisti. Fanno parte della partita anche Apofruit di Cesena e Cpr Sistem di Ferrara, due aziende che sono entrate nella società. “Quello della logistica e dei trasporti – ha detto Antonio Orsero, titolare di GF – è un mondo frastagliato e composto da migliaia di operatori. Acquistando Tecnolog abbiamo acquisito una ditta forte e organizzata che ci permetterà di creare un polo qui in Romagna, nello snodo viario fra importanti arterie di comunicazione”. “Guardiamo con grande interesse e abbiamo aderito a questa iniziativa imprenditoriale – ha affermato Renzo Piraccini, direttore generale di Apofruit – non solo perché Tecnolog è il nostro più importante fornitore nell’area dei trasporti, ma perché attorno a questa società si può costruire un polo logistico nel settore dell’ortofrutta nell’area romagnola. Inoltre abbiamo da anni rapporti con il gruppo GF di cui conosciamo serietà e professionalità”. Il sindaco Paolo Lucchi ha espresso soddisfazione per la scelta di Orsero. Fra l’altro, non va trascurato il fatto che per realizzare il polo servirà un’ampia zona fabbricabile e così potrebbero essere ceduti lotti che attualmente risultano invenduti, sempre nella zona di Pievesestina.“La logistica, per essere efficiente – ha aggiunto Orsero – deve far viaggiare i camion sempre pieni, sia all’andata che al ritorno. In questo dobbiamo lavorare e migliorare. Circa l’ipotesi di mettersi al servizio del settore avicolo per aumentare le efficienze e le masse critiche, tutto va valutato con attenzione. Al momento, ci concentreremo sull’ortofrutta”. GF è un gruppo internazionale con sede ad Albenga. Nel porto di Vado Ligure tutti i terminal del settore fanno parte a GF, così come in alcuni porti europei, ad esempio in Francia e Spagna. In pratica, tutta la frutta di importazione proveniente via mare da Americhe e Africa viene intercettata da GF. Il gruppo ha un fatturato di oltre un miliardo di euro e 4000 dipendenti.

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