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Il seminario sugli scambi logistici tra Puglia e Olanda che si è svolto questa mattina in Fiera del Levante si è trasformato in un incontro orientato all’azione che ha fissato già una missione commerciale olandese sulla logistica nella nostra regione dal 9 all’11 novembre. «La logistica è un pilastro del futuro della Puglia – ha spiegato l’assessore regionale alle infrastrutture strategiche Guglielmo Minervini intervenendo all’incontro – Stiamo cercando di mettere in campo una strategia agile nella rapidissima evoluzione dei mercati. Immagino in questo senso una Puglia corsara in grado di intercettare e consolidare il suo ruolo al centro delle direttrici di traffico del Mediterraneo e in questa prospettiva con l’ambasciatore olandese c’è stato un confronto niente affatto retorico, abbiamo subito registrato una bella effervescenza con un interlocutore qualificato sul carattere nevralgico della sfida della logistica per il nostro territorio».

Alla tavola rotonda oltre all’ambasciatore dei Paesi Bassi in Italia, Alphonsus Stoelinga era presente anche il direttore del porto di Rotterdam, il più grande scalo d’Europa. «Abbiamo ancora tanto da imparare – ha aggiunto Minervini – ma la Puglia ha ormai preso coscienza che il trovarci qui e ora non costituisca un ostacolo ma una risorsa, l’essere una naturale piattaforma logistica tra due mari ci porta ad avere una strategia flessibile orientata al mercato che guarda in più direzioni, ai traffici nord-sud dei quali Taranto è una naturale porta e all’altra direttrice quella verso i Balcani e l’est europeo che ha nei porti di Bari e Brindisi importanti approdi. Abbiamo una buona dotazione infrastrutturale ma difettiamo della capacità di metterla in rete e siamo pieni di smagliature. Con gli strumenti di programmazione stiamo quindi cercando di cucire l’ultimo miglio perché le infrastrutture funzionino a sistema». In platea tanti imprenditori di Confindustria al quale è andato il messaggio conclusivo dell’assessore Minervini: «il mondo delle imprese che in Puglia sta sviluppando servizi sulla logistica è ancora debole, il sistema deve evolvere, occorre fornire servizi a ridosso dei traffici perchè lì ci sono occasioni di sviluppo e di occupazione».

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In autunno il Governo avvia un piano da 100 miliardi di euro per il Sud. Lo rivela il ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto, che contestualmente annuncia una verifica su tutti i progetti non realizzati con le risorse già stanziate.

INFRASTRUTTURE

Priorità alle infrastrutture. Per l’ammodernamento, la messa in rete e la creazione di nuovi canali di collegamento per il trasporto di merci e persone è previsto l’investimento più consistente.

Nel progetto del Governo c’è un riferimento preciso alle connessioni interregionali, un sistema di logistica e trasporti che deve garantire al Mezzogiorno una posizione dominante nell’ambito del Mediterraneo e la funzione di porta d’ingresso verso l’Europa continentale. “Questa volta non possiamo sbagliare – dice Fitto – perché la crisi sta annullando anche le ultime prospettive di sviluppo dell’economia meridionale”.

IMPRESE

Fari puntati sulle imprese, che però stavolta a differenza di quanto accaduto in passato verranno coinvolte direttamente nelle decisioni del Governo. “Abbiamo già intrapreso contatti con Confindustria – rivela il ministro degli affari regionali – per trovare insieme un sistema di incentivazione che possa realmente produrre benefici per le aziende del Sud, è una misura necessaria dopo il fallimento della politica dei sostegni finanziari a pioggia”. L’investimento, che in lire avrebbe la gigantesca dimensione di 220 mila miliardi, sarà accompagnato da una revisione dei procedimenti e una razionalizzazione degli interventi a supporto dell’economia e dell’occupazione.

Un’operazione per certi versi chirurgica. “Il dialogo con le realtà produttive, le parti sociali e le istituzioni locali è il fondamento del nostro piano” sostiene Raffaele Fitto che premia tra l’altro l’opera di Stefano Caldoro, il presidente della Regione Campania. “Sta lavorando – dice – per creare un coordinamento delle Regioni meridionali al fine di agevolare il dialogo, la distribuzione delle risorse e la definizione rapida dei progetti. E’ un atteggiamento collaborativo – aggiunge Fitto – che condivido ed apprezzo molto”.

Elemento fondante del Piano per il Sud sono i 40,5 miliardi di fondi Fas destinati alle realtà del Mezzogiorno.

FONDI FAS

I soldi, oggetto di una polemica feroce nell’ultimo anno, saranno finalmente restituiti al loro utilizzo originario (lo sviluppo delle aree sottoutilizzate, nda).

“Accanto a queste risorse – ricorda il ministro Fitto – ci sono anche 31,5 miliardi di fondi comunitari a valere sul Por ed una massa di vecchi finanziamenti mai utilizzati dagli enti locali o sfruttati solamente in parte”.

E qui torna il discorso del monitoraggio e della collaborazione istituzionale perché negli anni gran parte delle risorse non hanno raggiunto la destinazione finale rimanendo incastrate nei meccanismi arrugginiti della burocrazia o smarrite per ignoranza sulla loro esistenza. “La Corte dei Conti – chiarisce Raffaele Fitto – ha stabilito che soltanto il 7 per cento delle risorse assegnate alle Regioni nell’ambito del Por 2007-2013 sono state impegnate per cui dobbiamo cambiare metodo e farlo in fretta perché non si può continuare su questa strada della dispersione di fondi”. I tempi di realizzazione saranno rapidissimi. “Il presidente Berlusconi ci ha chiesto di fare in fretta perché punta molto sul rilancio economico del Sud” racconta Fitto prima di tornare dietro la scrivania per proseguire il lavoro.

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Viene presentato oggi nel porto toscano al ministro dei trasporti, Altero Matteoli, il simulatore di gru container che coniuga innovazione, sicurezza e competitività.

Dal SIL 2010 di Barcellona al porto di Livorno. Stamani, nell’ambito di un convegno che si tiene a Livorno, il simulatore di gru portainer dell’università di Cagliari (ribattezzato “Chameleon” per la versatilità) viene presentato al ministro dei trasporti, Altero Matteoli. Un altro significativo passo avanti per lo staff di ricerca guidato da Paolo Fadda. “Chameleon”, all’ultima edizione del SIL (Salone internazionale della logistica, appuntamento europeo più qualificato per strutture e strategie connesse alla portualità) tenutosi a Barcellona, ha avuto il plauso degli addetti ai lavori e dei media. Sofisticato strumento di analisi per l’implementazione della sicurezza e della produttività all’interno del terminal container, permette anche la formazione dei gruisti di banchina dei terminal portuali.

Ricerca di base e applicata nella formazione avanzata. “Chameleon” è anche ricerca di base. “Infatti – spiega il professor Fadda – permette lo studio del livello di prestazione dell’uomo nelle diverse modalità operative mediante l’uso di parametri oggettivi di tipo medicale e applicata e quello delle procedure già utilizzate in campo reale per la gestione e l’analisi dei test sull’affaticamento”. Chameleon è basilare anche per la ricerca applicata con la validazione di nuove soluzioni progettuali per i sistemi di controllo e comando delle gru.

Nella Cittadella universitaria di Monserrato il simulatore del futuro. Finanziato dal consorzio CyberSar (università di Cagliari), il simulatore Chameleon è installato nei laboratori della facoltà di Ingegneria della Cittadella universitaria di Monserrato. Nella struttura – oltre 3200 mq, aule, uffici, laboratori per la ricerca e la didattica, camera anecoica e riverberante, auditorium e hall avveniristica – operano oltre 40 ricercatori. La tipologia e le caratteristiche tecniche rendono la “macchina” – dedicata anche al training e alla formazione degli operatori di portainer – unica negli scenari internazionali connessi al transhipment, al commercio  e alla movimentazione delle merci.

Il premio di Assologistica. Oltre ai riconoscimenti ottenuti al SIL di Barcellona, il simulatore è stato premiato “Per l’innovativo approccio tecnologico” con “Il logistico dell’anno 2009”. L’ambito riconoscimento promosso da AssoLogistica è stato conferito al Politecnico di Milano, a Paolo Fadda (ordinario di progettazione sistemi di trasporto, presidente dell’Autorità portuale di Cagliari) e Gianfranco Fancello (CyberSar, ricercatore di Ingegneria).

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«Prendiamo atto di questo intervento governativo a favore dell’autotrasporto. Tuttavia le tariffe minime non ci fanno dimenticare la nostra preferenza per un mercato in cui si compete sull’efficienza e sulla qualità, e nel quale ci sembra prioritario garantire condizioni diffuse di rispetto delle regole. Anche del lavoro. Bisogna puntare subito a politiche per l’innovazione logistica». Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Federtrasporto – raccoglie le associazioni dei gestori di infrastrutture di trasporti, logistica e turismo aderenti a Confindustria – preferisce non soffermarsi sul risultato strappato dalle associazioni di settore che rappresenta.Confindustria indica la reintroduzione delle tariffe minime come “gravemente lesiva della libertà negoziale delle imprese e della concorrenza”. Che ne pensa? Ah sì. Guardi, bisogna andare oltre. I nostri associati hanno fatto queste richieste e sono state concesse. Ora però, ripeto, è interesse di tutti puntare su un quadro di efficienza e di qualità dei servizi. Senza dimenticare che il governo deve agevolare gli investimenti necessari in infrastrutture di trasporto: aumentano strutturalmente l’efficienza logistica e abbattono il differenziale di circa il 5% di costo logistico che penalizza la nostra produzione industriale rispetto all’Europa. Quali investimenti si dovrebbero sbloccare? Per esempio quelli legati alle undici convenzioni autostradali bloccate. Le ricordo che Federtrasporto rappresenta anche Aiscat, l’Associazione delle società concessionarie di autostrade. E gli investimenti in questo tipo di infrastrutture hanno un effetto moltiplicativo sul Pil di 1,9. Cioè ogni euro investito si riflette sul Pil per 1,9 euro.

Quanti sono gli investimenti autostradali previsti per il 2010? Circa 3,1 miliardi, di cui metà del gruppo Atlantia che controlla il 60% della rete italiana. Negli ultimi cinque anni ne sono stati effettuati, mediamente, tre l’anno.

E sulle altre infrastrutture? C’è ben poco: nell’aeroportuale gli investimenti languono e nei porti, non essendoci ritorno, si possono investire soltanto risorse pubbliche.

Torniamo al trasporto merci: nel primo semestre ha dato segnali di ripresa. Sono segnali incoraggianti e che lasciano ben sperare, ma il raffronto, purtroppo, e con la prima parte del 2009. Seconda una teoria economica delle grandi crisi, per uscire dal tunnel sono necessari da 4 a 7 anni. Oggi ne sono trascorsi ancora 3.

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DHL Global Forwarding, Freight, la divisione del Gruppo DHL nei servizi di logistica aerea, marittima e via terra, ha inaugurato oggi i lavori per la costruzione del nuovo centro logistico eco-sostenibile “Go Green” che verrà realizzato su un’area di 80.000 metri quadri del comune di Pozzuolo Martesana. L’investimento complessivo di 40 milioni di euro e’ finalizzato a concentrare 500 addetti delle due divisioni del gruppo in un unico hub. “Con questo investimento confermiamo il nostro interesse per un’area logistica di assoluto valore e in grandissima crescita – dichiara Alessandro Trapolino, CEO Southern Europe DHL Global Forwarding. Vogliamo contribuire, insieme alla Regione Lombardia, alla Provincia di Milano, alle istituzioni a livello locale e alle società impegnate nella costruzione delle nuove arterie stradali, a svilupparla ulteriormente”. DHL Global Forwarding, Freight, si appresta con la realizzazione del nuovo impianto di Pozzuolo Martesana, a produrre 2.000 spedizioni cargo al giorno, 450.000 spedizioni cargo all’anno, 100.000 metri cubi movimentati dal gateway LCL, 52.000 tonnellate movimentate dal gateway Airfreight, 66.000 tonnellate movimentate dal gateway Road L’impianto consentirà di ridurre del 85% le emissioni di CO2 grazie ad un attento lavoro sui sistemi di illuminazione ed energia elettrica, riscaldamento, utilizzo delle acque calde e fredde. “Il nostro obiettivo in questo senso – commenta Antonio Lodi, Vice President Real Estate DHL Global Services – e’ di arrivare al 100% attraverso la realizzazione di un impianto fotovoltaico, ora in fase di studio, che renderebbe il building completamente eco-stenibile a beneficio dell’intera comunità”

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Prima di tutto, pensare alle regole. È la richiesta di Piero Lazzeri, presidente di Fedespedi, in riferimento alla Consulta nazionale dell’Autotrasporto, recentemente incaricata dal governo di stendere un nuovo progetto di riforma del sistema logistico. «Il Piano generale della logistica – ha detto Lazzeri rivolto al sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino – non deve essere confuso con un piano generale dell’autotrasporto. Mentre per quanto riguarda le infrastrutture è affermata la consapevolezza collettiva della loro necessità, ben diverso è il caso dei servizi e delle regole – ha spiegato il numero uno degli spedizionieri italiani -. Qui si è ancora lontani da una seria presa di coscienza di quanto questi fattori siano determinanti».

Lazzeri chiede che la sua categoria venga ascoltata, «perché è la sola ad avere una visione insieme calata nella realtà operativa, ma anche aperta alle dinamiche del mercato».

Ennesima condanna poi al sistema ferroviario nazionale, «e alla liberalizzazione di fatto frenata da Trenitalia». Ben vengano, conclude Lazzeri, le iniziative private regionali, in attesa di strutture logistiche adeguate, oggi in Italia inesistenti

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