Archivio per la Categoria ‘Distribuzione e trasporti’ Category

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Il contratto di spedizione è, un mandato senza rappresentanza che ha per oggetto il compimento, da parte dello spedizioniere, di un’attività giuridica e, cioè, la conclusione di un contratto di trasporto. Il contratto è revocabile sino al momento in cui il contratto di trasporto viene concluso; in tal caso spetta allo spedizioniere un equo compenso. La differenza essenziale tra il contratto di spedizione ed il contratto di trasporto consiste nel contenuto dell’incarico in quanto, mentre il vettore ha l’obbligo di consegnare la merce a destinazione e risponde dei deterioramenti e dell’avaria della merce stessa, lo spedizioniere adempie la sua prestazione attraverso la stipulazione del contratto di trasporto, non assumendo i rischi relativi all’esecuzione del trasporto. Può peraltro convenzionalmente allo star del credere garantendo l’integrità della merce.
Il committente ,se il contratto è scritto, deve:

  • ottenere dal vettore un certificato dal quale risulti l’iscrizione all’Albo (anche dell’eventuale sub-vettore) e l’elenco dei veicoli utilizzati con relativa fotocopia carta di circolazione
  • inviare con congruo anticipo una comunicazione al vettore con dati relativi a tipo, quantità, luoghi di carico e scarico della merce, chiedendo allo stesso riscontro in ordine alla correttezza delle modalità di esecuzione, mediante utilizzo di un veicolo compatibile con il carico
  • fornire istruzioni scritte al conducente, affinché le modalità di esecuzione del trasporto siano compatibili con le norme sulla sicurezza della circolazione ex art. 7, comma 6, d.lgs. 286/05 far acquisire data certa al contratto.

Ne caso di contratto in forma non scritta è opportuno chiedere al legale rappresentante dell’impresa vettrice di rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui lo stesso dichiari che l’impresa è regolarmente iscritta all’Albo nazionale degli autotrasportatori e che al riguardo non sussistono limitazioni che impediscano alla medesima di esercitare legittimamente il servizio in relazione al quale la merce le viene affidata e gli eventuali servizi accessori, con impegno a far pervenire quanto prima il certificato.

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La normativa principale relativa alla catena del freddo è contenuta nei seguenti decreti: DECRETO 25 settembre 1995, n. 493. Regolamento di attuazione delle direttive 92/1/CEE, relativa al controllo delle temperature degli alimenti surgelati, e 92/2/CEE, relativa alle modalità di campionamento e al metodo di analisi per il controllo delle temperature. I mezzi di trasporto di alimenti surgelati e refrigerati devono essere dotati di un termometro. installato esternamente alla cella di carico, che dovrà segnalare in continuo la temperatura rilevata all’interno del vano. Dovrà inoltre essere presente un termoregistratore che registri la temperatura dell’aria interna alla cella con cadenze inferiori a 20 minuti. I dati registrati dovranno essere conservati presso la sede della ditta destinataria della merce per almeno 1 anno. Il sistema di termoregistrazione, introdotto dal D.Lgs. 110/92 e dal D.M. 493/95, deve essere installato, per i mezzi già in servizio alla data di entrata in vigore dei decreti, entro il 13/02/99.Va infine specificato che i mezzi di trasporto di alimenti a temperatura controllata devono rispondere alle disposizioni ATP al fine di essere autorizzati al trasporto in ambito nazionale ed all’interno degli stati internazionali che hanno sottoscritto l’accordo.
Secondo tale norma i mezzi di trasporto possono essere classificati isotermici, refrigerati, frigoriferi, caloriferi a seconda delle caratteristiche costruttive di isolamento termico ed in funzione delle possibili temperature alle quale possono mantenere il vano di carico.La norma prevede inoltre una specifica segnaletica identificativa da applicare ai mezzi di trasporto ATP che è in funzione della classificazione del veicolo. Se durante un’ispezione del mezzo di trasporto degli alimenti l’organo di vigilanza rileva che le sostanze alimentari non rispondono ai requisiti di legge o il vano di carico presenti evidenti tracce di insudiciamento e contaminazione da agenti esterni ne può disporre il sequestro avviando le procedure di campionamento ed analisi delle sostanze.

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Secondo quanto disposto dall’articolo 1698 del codice civile, il ricevimento della merce senza riserve estingue le azioni derivanti dal contratto tranne il caso di dolo o colpa grave del vettore che logicamente devono essere dimostrate dal committente. Solo per le avarie non riconoscibili al momento della riconsegna è possibile apporre/comunicare le riserve entro 8 giorni dal ricevimento delle merci.

È importante segnalare che se le riserve non sono motivate da una cattivo stato degli imballaggi è quasi impossibile dimostrare la responsabilità del vettore poiché quest’ultimo comunicherà che l’imballaggio era inidoneo o insufficiente. Il danno da trasporto è il termine utilizzato per indicare il danneggiamento o la rottura dei prodotti contenuti nella spedizione che vi è stata consegnata; questo accade perché la perfezione a questo mondo non esiste, ed un inconveniente è pur sempre possibile
Il danno da trasporto è suddivisibile in due casi:
Danni visibili dall’esterno e/o quantità mancanti: in questo caso apponete immediatamente l’annotazione del danno scrivendolo a penna sulla lettera di vettura che il trasportatore vi chiede di firmare a ricevuta della consegna se non lo fate perdete i diritti al risarcimento o alla sostituzione, oppure rifiutate l’accettazione ed il ritiro della merce danneggiata scrivendone a penna il motivo sulla lettera di vettura che il trasportatore vi chiede di firmare a ricevuta della consegna, se non lo fate perdete i diritti al risarcimento o alla sostituzione
Danni nascosti, non visibili dall’esterno: Ricordate di apporre comunque l’accettazione della spedizione con riserva di verifica.
Ogni consegna deve essere tempestivamente esaminata per verificare se ci sono danneggiamenti o ammanchi. Se vengono notate irregolarità una breve nota delle conclusioni deve essere apposta sulla bolla di consegna (accompagnamento) “Accettata con riserva” senza ulteriori dettagli (motivazione della riserva), è insufficiente. Ad esempio: se un collo arriva con l’imballo scondizionato, è necessario precisare nella bolla “merce ritirata/accettata con riserva, imballo scondizionato, ecc……” Quantità ed aspetto degli imballaggi devono essere controllati immediatamente alla ricezione, alla presenza del camionista che effettua la consegna. In caso di irregolarità annotate le specifiche riserve sui documenti di trasporto (D.D.T. o C.M.R.) e insistete per una controfirma del camionista.

Danni avvenuti alla luce dopo il disimballo devono essere notificati entro 8 giorni (D.D.T.), 7 giorni domenica e festivi esclusi (C.M.R.), dalla consegna, con lettera raccomandata al vettore ritenendolo responsabile per tutte le possibili conseguenze.

Bottone

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In un post precedente abbiamo visto come l’attività di logistica possa essere terziarizzata ovvero affidata ad imprese che possono occuparsi di diversi aspetti, una dei principali è sicuramente quello trasporto ma negli ultimi anni si sono sviluppati veri e propri servizi di logistica integrata. È necessario pertanto definire dei modelli contrattuali per gestire queste relazioni di fornitura (il codice civile prevede come fattispecie contrattuali il trasporto ed il deposito ma non il servizio di logistica integrata).

Nell’affrontare la redazione di un modello di contratto di logistica è quindi necessario procedere alla definizione dei termini adottati nel suo ambito per evitare dubbi interpretativi, per raggiungere una concreta ed effettiva unità d’intenti, per individuare il significato proprio dei termini utilizzati del contratto. In sostanza è necessario introdurre nel contratto una serie di definizioni idonee a spiegare il significato dei termini in esso utilizzati, partendo addirittura dal concetto stesso di logistica integrata, cui non corrisponde un significato in equivoco, adottando a tal dine una tecnica che dal sistema giuridico anglosassone si è largamente diffusa anche nell’ambito europeo ed è stato ora adottata anche dal legislatore italiano, evitando le confusioni inevitabilmente determinate dall’uso di neologismi, non ancora accreditati di uno specifico significato. Occorre poi specificare analiticamente le varie attività che costituiscono oggetto del contratto. La stesura dei contratti “fai da te” è da sempre un’attività pericolosa e poco professionale: la speranza di risparmiare denaro in questo modo porta quasi sempre a controversie che, al contrario, fanno perdere tempo e soldi. Per redigere un contratto esiste una precisa metodologia ed una relativa tempistica: è caldamente consigliabile rivolgersi ad un legale esperto della materia, o ad un referente delle associazioni di categoria.  Per farsi un’idea di un contratto di fornitura logistica è possibile visitare il sito di Assologistica dove è possibile reperire alcuni modelli http://www.assologistica.it/documenti/contratto%20tipo.

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In un precedente post abbiamo visto in cosa consiste il problema del commesso viaggiatore definito come segue: siano assegnate n città A, B, C,…, e le distanze dij fra esse esistenti , il problema consiste nella determinazione di una sequenza di città da visitare in modo che ogni città venga visitata una sola volta, minimizzando il percorso seguito e ritornando alla città di partenza. In questo post vedremo come risolvere questo problema attraverso l’utilizzo del software MapPoint prima direttamente con il programma e poi attraverso il codice. Consideriamo che con il nostro automezzo dobbiamo effettuare dieci consegne in una giornata presso nostri clienti con partenza e ritorno presso la nostra azienda. Utilizzando il programma MapPoint, importiamo i dati sulla posizione dei clienti inseriti in un file Excel attraverso il menù Dati, aggiunta guidata dati alla carta, selezioniamo l’opzione simboli, premiamo su avanti, poi selezioniamo importa dati da aggiungere alla carta, proseguiamo e selezioniamo il file da cui importare i dati ed importiamo i dati sulla carta, a questo punto selezioniamo l’area della carta su cui sono stati aggiunti i simboli, clicchiamo con il pulsante destro sull’area e selezioniamo l’opzione aggiungi simboli come soste, a questo punto clicchiamo sul deposito di partenza con il pulsante destro e selezioniamo l’opzione itinerario aggiungi come inizio e poi aggiungi come fine. Clicchiamo quindi su ogni punto della carta che rappresenta un nostro cliente e andiamo sull’opzione itinerario pianifica sosta ed indichiamo la durata della sosta. A questo punto andiamo nel menù itinerario e clicchiamo sul tasto ottimizza soste, in questo modo MapPoint risolve il problema del commesso viaggiatore, infine clicchiamo su pianifica itinerario per avere la durata del viaggio e le indicazioni stradali. Se vogliamo risolvere il problema tramite codice partiamo da una tabella in Access con i seguenti campi: CLIENTE, LONGITUDINE, LATITUDINE, DURATA SOSTA. Successivamente utilizziamo la seguente funzione per ottenere un vettore che ci restituisce l’elenco delle soste.

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Public Function TPS(TabellaDati, CampoCliente, CampoLAT, CampoLON, CampoSosta)
Dim objApp As New MapPoint.Application
Dim objMap As MapPoint.Map
Dim objRoute As MapPoint.Route
Dim db As DAO.Database
Dim tabella As DAO.Recordset
Set db = CurrentDb
Set tabella = db.OpenRecordset(TabellaDati, dbOpenDynaset)
tabella.MoveLast
NumeroRighe = tabella.RecordCount
tabella.MoveFirst
Set objMap = objApp.ActiveMap
Set objRoute = objMap.ActiveRoute
objApp.Visible = False
objApp.UserControl = False
ReDim Point(NumeroRighe) As MapPoint.Location
Do Until tabella.EOF
    c = c + 1
    CLIENTE = tabella.Fields(CampoCliente)
    LAT = tabella.Fields(CampoLAT)
    LON = tabella.Fields(CampoLON)
    SOSTA = tabella.Fields(CampoSosta)
    Set Point(c) = objMap.GetLocation(LAT, LON)
    objRoute.Waypoints.Add Point(c), CLIENTE
    objRoute.Waypoints.Item(c).StopTime = SOSTA * geoOneMinute
    tabella.MoveNext
Loop
tabella.Close
db.Close
objRoute.Waypoints.Optimize
objRoute.Calculate
NSOSTE = objRoute.Waypoints.Count
ReDim SOSTE(NSOSTE)
For x = 1 To NSOSTE
    SOSTE(x) = objRoute.Waypoints.Item(x).Name
Next x
TPS = SOSTE
objMap.Saved = True
objApp.Quit
End Function

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Un servizio molto utile da fornire al cliente è quello della tracciabilità dell’ordine, ovvero la possibilità da parte del cliente una volta effettuato l’ordine di spere in qualsiasi momento quale è lo stato di avanzamento del suo ordine. Molti siti che aziende che si occupano di e-commerce danno la possibilità di verificare a che punto si trova l’ordine del cliente attraverso il proprio sito internet, se questa servizio è di grande interesse per il consumatore finale lo è a maggior ragione nel caso del business to business, in questo modo si riescono a gestire scorte più snelle riducendo l’incertezza nei tempi di consegna. Inoltre esso rappresenta un modo per risparmiare le telefonate da parte dei clienti che chiedono quando arriverà quanto da loro ordinato, infatti autonomamente i clienti possono verificare la data di consegna e cosa verrà consegnato loro. La realizzazione di un sistema di tracciabilità dell’ordine parte dal sistema gestionale in utilizzo dall’aziende e di quanto l’azienda decide di far vedere al cliente, infatti si può passare dalla semplice informazione di ordine inserito/preparato/spedito, ad informazioni più dettagliate come quali righe dell’ordine sono già disponibili, quali righe dell’ordine saranno consegnate effettivamente. Possiamo individuare alcune fasi importanti nel processo di realizzazione di un sistema di tracciabilità:

  1. Verifica di quali informazioni sono presenti nel sistema informativo
  2. Scelta delle informazioni da condividere con il cliente
  3. Scelta del sistema informativo web da utilizzare per condividere le informazioni
  4. Interfacciamento del sistema gestionale con il sito web

Verifica di quali informazioni sono presenti nel sistema informativo: In questa fase verifichiamo quali informazioni vengono gestite con il sistema informativo, ad esempio se il nostro sistema informativo lo utilizziamo per emettere e registrare DDT e fatture non sarà possibile realizzare un sistema per la tracciabilità degli ordini quindi dovremo verificare come modificare il sistema informativo od eventualmente cambiarlo.
Scelta delle informazioni da condividere con il cliente: In questa fase vengono individuate quali sono i dati del sistema informativo che ha senso condividere con il cliente in quanto sono utili per il cliente, in questo caso dipende dal rapporto con il cliente dalla filiera in cui la nostra azienda è inserita.
Scelta del sistema informativo web da utilizzare per condividere le informazioni: Per realizzare l’interfaccia web con cui condividere le informazioni con i clienti esistano diverse tecnologie a disposizione pertanto è necessario valutare i vantaggi e gli svantaggi e sceglie quella che meglio si adatta alle proprie esigenza, oltre le mode del momento.
Interfacciamento del sistema gestionale con il sito web: Dopo aver realizzato l’interfaccia web è necessario individuare le modalità per consentire all’interfaccia di comunicare con il gestionale individuando la frequenza di comunicazione e le modalità.
Infine diversi corrieri espressi mettono a disposizione degli strumenti per integrare il loro sistema di tracciabilità con il proprio sito web, in questo modo quando la merce esce dal nostro sistema fisico – informativo e passa in quello del corriere il cliente può continuare ad avere traccia del suo ordine. Inoltre è importante sottolineare come la realizzazione di un sistema di tracciabilità dell’ordine non sia solo una prerogativa delle grandi imprese ma che esso è alla portate anche delle piccole e medie imprese.

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