Archivio per la Categoria ‘Pratica’ Category

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Nel caso dei prelievi per la produzione il materiale generalmente non lascia l’azienda e viene immesso nel processo produttivo. I prelievi per la produzione si distinguono per la loro maggiore frequenza visto il costo nullo di trasporto, questo non significa che questo tipo di prelievo non possa essere ottimizzato. Possiamo avere diverse modalità di prelievo:

  1. Prelievo per ordine di produzione
  2. Prelievo per centro di lavoro
  3. Prelievo di materiale a dotazione

Prelievo per ordine di produzione: In questo caso viene prelevato tutto il materiale necessario per realizzare l’ordine di produzione. È utile nel caso si lavori per commessa e vi siano molti materiali diversi per ogni ordine di produzione, in questo modo si mantiene un maggiore controllo sul singolo ordine verificando i particolari mancanti.
Prelievo per centro di lavoro: In questo caso viene prelevato il materiale necessario alle lavorazioni del centro per un determinato periodo di tempo, di solito una settimana. Operativamente è necessario raggruppare gli ordini di produzione delle stesso centro di produzione, sommare le quantità degli articoli comuni e suddividere i prelievi per ubicazioni. In questo caso sono necessarie due liste: Una di prelievo ed una di smistamento, necessaria al personale in reparto per suddividere il materiale necessario alle diverse lavorazioni.
Prelievo di materiale a dotazione: In questo caso periodicamente, attraverso una gestione a punto di riordino o a kanban vengono prelevati i materiali per i centri di lavorazione che sono comuni a più lavorazioni.
L’organizzazione dei prelievi per la produzione dipende molto dalla tipologia di processo produttivo realizzato, dal layout dei reparti di produzione e dalla presenza o meno di magazzini di reparto da gestire. È importante che i prelievi avvengano in modo che la produzione non venga bloccata perché il materiale è presente ma è ancora in magazzino, dall’altra parte bisogna bilanciare le eventuali scorte detenute dai vari centri di lavorazione soprattutto nel caso di materie prime comuni alle diverse linee di produzione.

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In un post precedente abbiamo visto in cosa consiste il metodo montecarlo ed i vantaggi della sua applicazione, in questo post vedremo come realizzarlo in pratica. Possiamo individuare tre passaggi fondamentali per la realizzazione del metodo montecarlo:

  1. Costruzione del modello
  2. Individuazione delle variabili di input e output
  3. Esecuzione della simulazione

Costruzione del modello: In questa fase impostiamo il modello costruito da varie equazione tra loro collegate, ad esempio un modello molto semplice è dato dall’equazione Prezzo X Quantità = Costo unitario X Quantità + Costi fissi. Si può partire da un modello molto semplice e poi approfondirlo piano piano aggiungendo altre variabili ed equazioni. In pratica nel foglio di calcolo andiamo ad inserire i dati e le varie formule, il modello può essere abbastanza semplice e rientrare in unico foglio oppure abbastanza complesso e quindi diviso in più fogli di lavoro per facilitarne la lettura e la manutenzione. È importante sottolineare che il modello è un qualcosa di vivo che cresce lentamente e che si arricchisce di particolari anche dopo che sono state realizzate le fasi successive.
Individuazione delle variabili di input e output: In questa fase si vanno ad individuare le variabili che devono essere stimate in quante non sono certe e non dipendono da decisioni da parte dell’azienda. Ad esempio se consideriamo il modello visto in precedenza possiamo considerare come variabile la quantità, in quanto non sappiamo quanto riusciamo a vendere in maniera esatta ma possiamo stimarlo, mentre potremmo considerare il prezzo come una variabile decisa dall’impresa. Una volta individuate le variabili è necessario associare ad ognuna una variabile casuale che meglio si adatta al fenomeno analizzata. Diversi plug in per Excel consentono di individuare la variabile casuale e stimarne i parametri a partire da alcuni dati campionari. Ad esempio possiamo considerare le quantità mensili vendute nei mesi precedenti e stimare la variabile casuale. Oltre alle variabili di input va individuata la variabile che si vuole monitore e sulla quale si prederanno le decisione, come ad esempio il profitto.
Esecuzione della simulazione: In questa fase avviamo la simulazione e come risultato otteniamo la variabile casuale della variabile di output individuata nel punto precedente e sulla quale prendere le nostre decisioni. Ad esempio la simulazione potrebbe indicarci che c’è una probabilità uguale al 5% che il nostro profitto sia di 10.000 euro, oppure c’è una probabilità del 60% che il profitto sia compreso tra 15.000 e 45.000 euro. È possibile poi variare alcuni parametri del modello e eseguire nuovamente la simulazione per costruire differenti scenari od opzioni differenti. Ad esempio potremmo valutare tre soluzioni differenti di magazzini automatici valutandone il tasso di occupazione o la velocità del prelievo, in questo caso il modello potrebbe essere sempre lo stesso ma per ogni soluzioni andranno variati alcuni parametri, oppure potrebbe essere necessario effettuare qualche piccola variazione al modello. Altra analisi importante e quella della sensitività ovvero andare ad individuare quali sono quelle variabile che impattano maggiormente sulla variabile di output.

Codice EORI

mar
2011
09

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Per le operazioni d’importazione effettuate da soggetti stabiliti in altri stati membri, è ora possibile identificare nella casella 44-Documenti del DAU (dichiarazione doganale) il numero di P:IVA attribuita all’importatore a norma dell’art. 35 ter del D.P.R. 26 ottobre 1972, n.633 (identificazione diretta), e successive modificazioni, o il numero di P.IVA del rappresentante fiscale.
In particolare i codici da utilizzare nel campo 44 sono:

  • Y040 seguito dal numero di partita Iva assegnato in Italia al soggetto comunitario mediantel’istituto dell’identificazione diretta.
  • Y042 seguito da numero di partita Iva del rappresentante fiscale del soggetto comunitario.
  • Y041 seguito da numero di partita Iva dell’operatore comunitario destinatario delle merci nel caso di immissione in libera pratica con successiva spedizione in altro Stato Membro per l’immissione in consumo.

L’utilizzo di detti certificati sostituisce l’indicazione del codice IVA preceduto da «ID=» come precedentemente indicato.
Si ricorda inoltre che qualora si posseggano in ambito comunitario ulteriori codici IVA (oltre a quello italiano che è già incluso nel database EORI) che vengano usati ai fini doganali gli stessi devono essere comunicati recandosi in uno qualsiasi degli uffici delle Dogane, utilizzando il modulo presente nella nota indicata a margine e reperibile sul sito web dell’Agenzia delle Dogane:
http://www.agenziadogane.it/wps/wcm/connect/ed/Servizi/ecustoms_it/Eori/
alla voce: Richiesta di attribuzione del codice EORI – pdf
In questo caso le modalità di compilazione prevedono l’indicazione dei codici IVA nel campo:

  1. Codici IVA comunitari attribuiti e la presentazione di un documento attestante l’effettiva
  2. appartenenza di detti codici IVA al richiedente.

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Esistono diverse metodologie e tecniche per la previsione della domanda, ma quello di cui ha realmente bisogno l’impresa è di un solido sistema di previsioni che preveda i seguenti punti:

  1. Definizione del problema
  2. Raccolta dati
  3. Analisi preliminare della domanda
  4. Valutazione e scelta dei metodi di previsione
  5. Implementazione utilizzo e monitoraggio

Definizione del problema: Vengono definiti gli obiettivi che si vogliono raggiungere attraverso il sistema di previsione, quali esigenze dovrà soddisfare il sistema, quali sono i vincoli a cui deve sottostare e come si inserirà all’interno dell’organizzazione aziendale. Ad esempio, sinteticamente potremmo dire che l’obiettivo è quello di implementare il sistema di previsione entro la fine dell’anno per i principali dieci clienti, o alcune categorie di prodotto, altresì le esigenze che il sistema dovrebbe soddisfare potrebbero essere una riduzione delle scorte di magazzino, od un miglioramento della puntualità di consegna, mentre i vincoli potrebbero essere costituiti dal fatto che il sistema debba interfacciarsi con il gestionale e che non debba superare da un certo limite di spesa, infine potrebbe essere la direzione vendite a gestire il sistema previsionale oppure la logistica o entrambe.
Raccolta dati: In questa fase viene reperito tutto il materiale presente in azienda relativo al mercato, alle dinamiche produttive, alle tecniche di previsione. È utile in questa fase catalogare i dati raccolti in modo da avere una base di conoscenze comune per l’azienda, per questo scopo si rivelano di grande utilità strumenti collaborativi di tipo wiki in quanto i dati non si presentano sempre nello stesso formato ed in molti casi sono destrutturati.
Analisi preliminare della domanda: In questa fase viene esplorata la domanda per capirne la struttura, le dinamiche e le sue caratteristiche, in questo caso sono di grande aiuto strumenti di data mining e le capacità di analisi del personale che dovrà occuparsi della gestione del sistema di previsioni.
Valutazione e scelta dei metodi di previsione: A questo punto avendo maggiormente chiare le caratteristiche della domanda si possono valutare gli strumenti e le tecniche di previsione da utilizzare e di conseguenza gli strumenti software da utilizzare e le competenze necessarie. A questo punto si possono definire i costi legati alle varie metodologie in termini di risorse umane, formazione, licenze software, consulenze ed eventuali investimenti in infrastrutture.
Implementazione utilizzo e monitoraggio: In questa fase viene definita la procedura da utilizzare per effettuare le previsioni, le persone coinvolte ed il flusso informativo da seguire. È importante individuare dei parametri ambientali da monitorare in modo tale da intervenire nel caso ci siano dei mutamenti significativi, infatti alcune metodologie di previsione si basano su certe condizioni che se cambiano possono inficiare sensibilmente il risultato.
Chiaramente a seconda della complessità aziendale e del mercato in cui l’azienda opera varierà la complessità del sistema di previsione e potrebbe essere necessario ricorrere a competenze esterne per dotarsi di un sistema di previsioni efficiente ed efficace, nei casi di piccole imprese o medie imprese poco complesse se ci sono delle buone conoscenze da parte del personale potrebbe bastare un corso di formazione per riuscire a realizzare il sistema di previsioni diversamente è opportuno fare ricorso a consulenti esterni. Gli elementi critici di cui bisogna tener conto nella costruzione del processo di previsione sono i costi, la consistenza dei dati (omonimia, sinonimia, disallineamenti),l’orizzonte temporale di riferimento, il livello di dettaglio, il sistema di monitoraggio, il grado di accuratezza e le informazioni qualitative.

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