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L’immagazzinamento della merce può rappresentare una fonte di pericolo in relazione alle norme ambientali, all’organizzazione ed alle norme comportamentali.
Norme ambientali: Riguardano l’idoneità della pavimentazione, l’utilizzo di spazi sufficienti per lo stoccaggio della merce (se lo spazio non è sufficiente a volte si tende ad accatastare materiale che non è idoneo), inoltre tali spazi devono essere sufficiente segnalati agli operatori.
Organizzazione: Riguarda il rispetto delle portate massime e delle altezze massime, l’ancoraggio degli scaffali al muro e al pavimento, la verifica della stabilità delle pareti.
Norme comportamentali: Si riferiscono alle modalità con cui operano all’interno del magazzino e rivestono grande importanza in quanto possiamo aver predisposto il magazzino più sicuro ma un magazziniere poco addestrato può essere una notevole fonte di infortuni, pertanto è bene prevedere un minimo di formazione per i neoassunti illustrando quali sono le norme comportamentali per lavorare sicuramente come ad esempio il divieto di arrampicarsi sugli scaffali, il divieto di depositare materiali fuori dalle zone delimitate o il divieto di sovrapporre eccessivi strati di materiale. A volte tali norme possono sembrare banali ma facendo un giro per il magazzino si possono scoprire situazione davvero inquietanti.
Di grande importanza risulta il corretto stoccaggio del materiale in relazione alla sua natura, nel caso siano utilizzati dei pallet questi devono essere in ottimo stato, i carichi devono essere sicuri e ben fermi sui bancali, deve essere previsto un limite massimo di carico per ogni pallet. In caso di materiale di forma lineare questo deve essere sistemato in senso verticale e devono essere disposti sistemi per la stabilizzazione. In caso si materiale di forma cilindrica vanno stoccati in modo da evitare il rotolamento, le lamiere ed i pannelli vanno sistemati in verticale su rastrelliere.
All’interno di una concessionaria possiamo individuare sostanzialmente tre aree strategiche d’affari che possono presentare differenti esigenze dal punto di vista logistica: Vendita nuovo, Vendita usato ed officina meccanica. Per quanto riguarda la gestione del magazzino, il magazzino principale è dedicato alla gestione dei materiale di ricambio per la gestione delle attività dell’officina, invece per quanto riguarda la vendita del nuovo e dell’usato non c’è da gestire un magazzino ma lo spazio per “stoccare” le auto in esposizione per le macchine nuove e per la gestione delle auto usate.
La concessionaria di auto rappresenta l’ultimo anello di una catena logistica molto articolata il cui processo ha inizio con l’uscita dei veicoli dalla linea produttiva presso lo stabilimento di assemblaggio. Dai confini dello stabilimento, le vetture vengono spostate dal personale incaricato del produttore di autoveicoli presso l’area di spedizione. la seconda fase riguarda il carico degli autoveicoli sui mezzi di trasporto che si occuperanno del trasporto primario, ovvero fino ai compound o fino ai porti di esportazione. In alcuni casi, è possibile che il carico dei veicoli marcianti all’esterno delle fabbriche sia destinato ai concessionari, attraverso consegne dirette. Tale soluzione viene necessariamente effettuata su gomma attraverso automezzi, si tratta di veicoli industriali speciali dotati di un apposito pianale a due livelli con corsie e alloggiamenti per accogliere i veicoli, che vengono caricati “guidando” il veicolo nel pianale. I due livelli sono separati da montanti idraulici o pneumatici, che consentono l’abbassamento del livello superiore per il carico e poi la successiva estensione per caricare il livello inferiore. I pianali di carico sono dotati di fermi per le ruote e di cinghie per la messa in sicurezza di ciascun autoveicolo caricato.
Di fondamentale importanza risulta la gestione del magazzino ricambi per l’officina per il quale viene richiesto l’utilizzo di modello matematico di gestione delle scorte per via dei numerosi codici gestiti, dei diversi fornitori da cui provengono i componenti e per via della variabilità della domanda, inoltre lo stoccaggio e la movimentazione possono trarre utile beneficio dall’utilizzo di un magazzino automatico. L’utilizzo della radiofrequenza può essere facilmente utilizzato grazie alla codifica dei prodotti.
Come visto in un precedente post è possibile elaborare degli indicatori che ci permettano di valutare il funzionamento del magazzino, analogamente è possibile individuare degli indicatori per valutare il sistema di trasporti dell’impresa nell’ipotesi in cui essa non faccia esclusivamente utilizzo del servizio di terzi ma possegga dei propri automezzi. Per ogni mezzo dell’azienda è possibile calcolare i seguenti indicatori:
- Costo per KM
- KM per consegne
- Numero di consegne al giorno
- Peso per consegna
- Volume per consegna
Per poter rilevare i dati necessari ad ottenere gli indicatori è utile avvalersi di una scheda di viaggio da consegnare all’autista per poter segnalare i km percorsi, le consegne effettuate, i costi relativi al carburante ed ai pedaggi, o meglio ancora possiamo dotare il nostro mezzo di un palmare con navigatore satellitare che si interfacci con il nostro sistema in modo da avere comodamente i dati sul nostro PC, soluzione che possiamo ottenere con costi inferiori ai trecento euro per automezzo se non abbiamo particolari esigenze di tracciabilità minuto per minuto. Una volta ottenuti i dati possiamo calcolare gli indicatori. Per il costo bisogna considerare il costo sostenuto in un determinato periodo per i km percorsi (è necessario rilevare i costi generali per ogni veicolo quali acquisto, manutenzione ecc). I km per consegna è il numero medio di km necessario per effettuare una consegna, mentre le consegne al giorno sono le consegne effettuate in un giorno, analogamente è possibile definire per il peso ed il volume. Gli indicatori calcolati per ogni automezzo permettono di valutare il servizio offerto dalla proprio flotta e confrontarlo con quello offerto dagli altri corrieri, il confronto è utile farlo a livello di servizio non tanto di costo in quanto per alcune tratte è possibile che il costo chilometrico sostenuto dalla flotta aziendale sia superiore a quello del corriere, ma il livello di servizio può essere più elevato in termini di numero di consegne, volumi e tempi pertanto è utile mantenere la flotta aziendale.
In diversi post precedenti abbiamo visto che esistono diverse classi di problemi di natura logistica che possono essere risolti tramite la programmazione lineare ed abbiamo visto come il metodo del simplesso sia il principale metodo risolutivo di questi problemi. Nella pratica però non possiamo utilizzare il risolutore di Excel per impostare e risolvere i nostri problemi in quanto mediamente un problema di programmazione lineare può presentare centinaia di vincoli funzionali. La formulazione di modelli così straordinariamente grandi può essere un compito scoraggiante in quanto per arrivare alla formulazione algebrica è necessario milioni di parametri, pertanto è necessario fare ricorso ad un linguaggio di modellazione. Un linguaggio di modellazione matematico è un software progettato per la formulazione di modelli matematici di grandi dimensioni. Sebbene possano esserci migliaia di vincoli funzionali, questi possono essere suddivisi in poche tipologie ed i vincoli dello stesso tipo si presentano nella stessa forma. Analogamente le variabili decisionali possono essere suddivise in un piccolo numero di categorie. In questo post vedremo tre software di modellazione di problemi di programmazione lineare, di cui uno open source.
MPL (commerciale): è un pacchetto software che permette di implementare problemi di programmazione lineare (PL) e programmazione lineare intera (PLI) in modo chiaro, efficiente e conciso. E` un linguaggio ad alto livello che permette di descrivere sistemi anche molto complessi. E` possibile introdurre commenti e “definizioni linguistiche” che facilitano la comprensione anche ai non programmatori.
I programmi vengono scritti con un semplice editor di testo e sono indipendenti dalla piattaforma sulla quale sono eseguiti (Windows, Unix, Macintosh). Nell’output sono indicate, in modo comprensibile, tutte le operazioni svolte dal risolutore. Si può interfacciare con strumenti di grafica.
Xpress (commerciale): L’ambiente di sviluppo Xpress – IVE consente di sviluppare modelli di programmazione lineare e di programmazione matematica usando un linguaggio di modellazione molto sintetico e potente. La documentazione, ricca e dettagliata, consente un approccio graduale alle diverse funzioni del sistema di modellazione, inoltre sono disponibili numerosi esempi che sono si ulteriore aiuto.
Sia per Xpress che per MPL esistono delle versioni per studenti che presentano delle limitazioni ma che comunque consentono di risolvere una buona serie di problemi per le piccole e media imprese. Completamente gratuito è invece LPSolve.
LPSolve: è un software con licenza LGPL (GNU Lesser General Licence) per la risoluzione di problemi di programmazione lineare continua ed intera basato sul metodo del Simplesso Revisionato per le variabili continue e sull’algoritmo Branch-and-bound per quelle intere.
Il programma non pone nessun limite nella dimensione del modello, supporta le variabili Intere, continue e Special Order Sets ha la possibilità di leggere file MPS, LP e altri. Consente di effettuare analisi di sensitività ed è utilizzabile con altri linguaggi di programmazione inoltre consente di impostare diverse opzioni per la risoluzione del modello.
Tutti e tre i programmi consento l’accesso alle loro librerie di funzioni per poterli utilizzare all’interno di diversi linguaggi di programmazione.

