Archivio per la Categoria ‘Teoria’ Category

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La formazione rimane elemento essenziale per un organizzazione che punta a superare questa crisi che sta cambiando il paradigma economico e sociale. Oggi più che mai, in considerazione della velocità con cui le cose cambiano, dei continui mutamenti dei contesti sociali, delle modalità relazionali, è chiesto di essere pronti per dare risposte adeguate e al passo con i tempi. || Continua a leggere

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In “La società a costo marginale zero”, Jeremy Rifkin sostiene che si sta affermando sulla scena mondiale un nuovo sistema economico. L’emergere dell’Internet delle cose sta dando vita al “Commons collaborativo”, il primo nuovo paradigma economico a prendere piede dall’avvento del capitalismo e del socialismo nel XIX secolo. Il Commons collaborativo sta trasformando il nostro modo di organizzare la vita economica, schiudendo la possibilità a una drastica riduzione delle disparità di reddito, democratizzando l’economia globale e dando vita a una società ecologicamente più sostenibile. Motore di questa rivoluzione del nostro modo di produrre e consumare è l'”Internet delle cose”, un’infrastruttura intelligente formata dal virtuoso intreccio di Internet delle comunicazioni, Internet dell’energia e Internet della logistica, che avrà l’effetto di spingere la produttività fino al punto in cui il costo marginale di numerosi beni e servizi sarà quasi azzerato, rendendo gli uni e gli altri praticamente gratuiti, abbondanti e non più soggetti alle forze del mercato. Il diffondersi del costo marginale zero sta generando un’economia ibrida, in parte orientata al mercato capitalistico e in parte al Commons collaborativo, con ricadute sociali notevolissime. Rifkin racconta come i prosumers, consumatori diventati produttori in proprio, generano e condividono su scala laterale e paritaria informazioni, intrattenimento, energia verde e prodotti realizzati con la stampa 3D a costi marginali…

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Era il settembre del 2008, e nell’elaborare i report mensili per l’azienda per cui lavoravo all’epoca vidi tutti gli indicatori colare a picco. Era l’inizio della crisi che tuttora stiamo vivendo, di li a poco ci sarebbe stato il fallimento della Lehman Brothers evento da cui si fa iniziare tutto un po’ come il crollo dell’impero romano o la scoperta dell’America.

Una crisi che però è molto profonda e strutturale, un vecchio paradigma sta collassando ed uno nuovo sta emergendo, ma il passaggio ovviamente non è facile. C’è la necessità di una nuova visione delle cose. Quale è il nuovo paradigma? Lo chiamano con molti nomi, economia della condivisione, economia circolare, economia della felicità, quarta rivoluzione industriale, ma di fatto ci si riferisce ad una visione che ha al centro l’uomo, la comunità e l’ambiente. || Continua a leggere

Pensiero visuale

dic
2016
22

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Il pensiero visuale è un metodo di insegnamento facilitato dalle immagini e documentato in modo da avere un effetto positivo a cascata su entrambi i docenti e gli studenti. È forse il modo più semplice in cui gli insegnanti e le scuole possono fornire agli studenti comportamenti chiave richiesti dalla norme fondamentali comuni: capacità di pensiero che diventano abituali e trasferire da lezione per lezione. || Continua a leggere

La stella danzante

dic
2016
17

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Affrontare il contesto attuale fatto di volatilità, incertezza, complessità ed ambiguità non è certo facile. Sicuramente comprendere ad accettarne le sue coordinate è già un primo passo, bisogna poi attrezzarsi per affrontarlo, sia come singoli che come organizzazioni.

Le organizzazioni hanno creato nel tempo metodi e strumenti per contrastare queste criticità: flessibilità per imbrigliare la volatilità, data analitycs per contrastare l’incertezza, approccio sistemico per governare la complessità. Ma l’ambiguità si ostina a non essere controllabile, riducibile. Anzi crea disagio e ricompare dove meno la si aspetta. Ma è un dato di sistema e, se ben intesa, è fonte di ricchezza informativa. Ma gestire, anzi alimentarsi, di ambiguità non è più un tema di strumenti e metodi: è un tema di mentalità e attitudine. || Continua a leggere

Città dei capi

dic
2016
08

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Al  capo  non  viene  più  solo  richiesto  di  comandare  e  controllare,  ma  di  mettere  in  discussione  la  propria idea verticale di potere a favore di una tipologia di Leadership più orizzontale, adottando una visione che contempli il senso di comunità e fraternità . La nuova Leadership si fonda sulla cultura dei  pari. Più ancora, il suo elemento costitutivo è il codice dei fratelli: il supporto reciproco, la creatività, la  sfida, ma anche l’invidia, il conflitto e la competizione.
In  questo  volume  si  approfondisce  il  passaggio  dal  capitale  umano  al  capitale  sociale,  delineando  modelli  di  Leadership  centrati  sulla  cultura  della  rete,  dell’integrazione  e  dell’accettazione  dell’errore  come  elementi  di  crescita  ed  innovazione.  La  prospettiva  della  rete  troverà  evidenza  attraverso  lo  studio  degli  strumenti  che  consentono  di  mappare  le  relazioni  nelle  aziende  e  mediante  l’analisi  di  come  i  legami  relazionali  costituiscano  la  base  per  la  creazione  del  benessere  organizzativo.  Verrà  esplorato il codice affettivo della fraternità come fondamento di nuove culture  basate sulle relazioni tra  pari,  andando al di là delle ben più note culture verticali in cui i capi sono padri o madri. Tali riflessioni  consentiranno di delineare  il nuovo tipo di  Leadership, le cui caratteristiche saranno illustrate, infine,  in un Open Leadership Manifesto. Perché Il nuovo Leader non é più Primo fra tutti, ma Uno fra tanti, al fianco di tutti quelli che possono  e vogliono primeggiare.

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