Archivio per la Categoria ‘Gestione scorte’ Category

DFMA

feb
2012
09

scritto da | on , , | Nessun commento

Il DFMA (Design for Manufacturing and Assembly ) è un insieme  di tecniche che, attraverso l’analisi della morfologia e della funzionalità dei singoli componenti e di sottoassiemi di un prodotto, mirano a risolvere difficoltà in produzione e assemblaggio. || Continua a leggere

Sistemi APS

dic
2011
06

scritto da | on , | Nessun commento

Il sistema APS (advanced planning schedule) si riferisce ad un processo di gestione della produzione attraverso il quale le materie prime e la capacità produttiva sono assegnate in modo ottimale per soddisfare la domanda. L’APS è particolarmente adatto ad ambienti in cui i metodi di pianificazione più semplici non riescono ad affrontare adeguatamente complessi trade off tra priorità concorrenti. || Continua a leggere

scritto da | on , | Nessun commento

scorte

E=mc^2 una formuletta semplice, ma che dietro nasconde un intero universo, è l’equazione fondamentale per chi si occupa di fisica. Esiste una altra formula semplice ma forse un po’ bistrattata che è l’equazione fondamentale per chi si occupa d’impresa P=R-C ovvero Profitto=Ricavi-Costi, elementare nella sua formulazione ma di grande importanza quando bisogna gestire un’impresa, eppure molte volte non viene considerata quando si parla di gestione d’impresa. || Continua a leggere

scritto da | on , | Nessun commento

Il piano aggregato di produzione è lo strumento che ci consente di verificare se il livello di produzione desiderato è fattibile oppure no. Il piano aggregato è una simulazione della realtà che ci consente di prendere delle decisioni valutando diverse strategie produttive e differenti politiche di gestione delle scorte.  Partendo dai dati di input come la domanda e la capacità produttiva è possibile determinare per macrofamiglie di prodotti le quantità da produrre valutandone l’impatto sui costi per la manodopera, per l’utilizzo dei macchinari, il livello di saturazione della capacità produttiva ed il livello del magazzino. Nei casi più semplici come quello delle piccole imprese è possibile elaborare il tutto tramite un foglio di calcolo e sperimentando sulla “carta” diverse strategie attraverso la creazione di scenari che poi è possibile comparare per decidere quale strategie perseguire. Di particolare importanza risulta essere il dato di input della domanda che possiamo suddividere in livelli crescenti di certezza come ad esempio gli ordini confermati dai clienti, gli ordini aperti per i quali avremo differenti gradi di variabilità a seconda della periodo temporale (ad esempio ordini fino a 3 settimane nessuna variazione, ordini tra le 3 e 5 settimane variazioni del 15%, ordini tra le 5 e le 7 settimane variazioni del 25% ecc), le previsioni derivanti da budget forniti dai clienti (a differenza degli ordini clienti aperti per questi non rappresentano obblighi contrattuali ad acquistare ma delle indicazioni di possibili acquisti) ed infine le previsioni derivanti dall’analisi dello storico della domanda. Ovviamente gli ordini confermati hanno il grado di certezza maggiore (il cliente deve “solo” ritirare la merce) rispetto alle previsioni.

Pagina 1 di 3123

News