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Una delle caratteristiche più comuni dell’ambiente in cui le imprese operano è rappresentata dalla turbolenza ed instabilità (ovviamente ci sono dei mercati che sono stabili e poco mutevoli ma nella stragrande maggioranza dei casi la turbolenza è all’ordine del giorno). Un improvviso calo o aumento di ordini, una nuova richiesta dei clienti in termini di servizio, una variazione di una normativa sono tutti cambiamenti a cui una impresa deve reagire. Questa reazione può essere tempestivo e quindi fare in modo che l’impresa non venga travolta dalle circostanze se l’impresa è dotata di processi flessibili, processi in grado di adattarsi in diverse situazioni.
Progettare processi flessibili significa definire processi che abbiano queste caratteristiche:
- Modularità
- Interfacce definite
- Flussi fluidi
Modularità: Scomporre un processo in moduli autonomi permette di cambiarlo e di configurare nuovi processi molto più velocemente. Ad esempio se suddivido il processo di spedizioni in moduli autonomi quando devo cambiarlo mi basta aggiungere, togliere o spostare un modulo per adattarlo alla nuova situazione.
Interfacce definite: Per interfacce si intendono i punti di comunicazione tra due moduli di un processo, per poter ricombinare insieme diversi moduli è necessario che questi abbiano delle interfacce chiare che possano essere collegate ad altri moduli, ad esempio nel modulo “caricamento automezzo”, può essere rappresentato dal DDT che permette l’avvio del modulo, quindi tutti gli altri moduli che vogliono comunicare con il modulo “caricamento automezzo” lo fanno tramite il DDT.
Flussi fluidi: Quando andiamo a combinare i vari moduli tra di loro dobbiamo fare in modo che non ci siano “intoppi” nel flusso di informazioni e di materiali e bisogna monitorare i tempi di attraversamento delle informazioni per individuare eventuali colli di bottiglia. Se gli ordini clienti sono inseriti nel sistema mediamente dopo quattro giorni che sono arrivati, oppure che il materiale è ubicato dopo tre giorni che è arrivato bisogna verificare in che modo ridurre queste latenze del sistema per evitare di trovare la cura quando il paziente è già in fin di vita.
Immaginate di dover organizzare una trasferta in una località a voi sconosciuta, grazie a google maps riuscite ad individuare il luogo, potete sapere quali alberghi/ ristoranti ci sono in zona, dove si fermano i mezzi pubblici, grazie a tutte queste informazioni riuscite ad organizzare un viaggio senza particolari problemi ed in pochi minuti. Ma se le informazioni su cui basate le vostre decisioni non fossero corrette ? se il ristorante a pochi metri dove avete deciso di pranzare si fosse trasferito ? in questa situazione dovrete essere pronti a cambiare il vostro piano di viaggio perché il territorio è cambiato ma la mappa non è stata aggiornata. || Continua a leggere
All’interno di una supply chain viaggiano materiali ed informazioni, sulla base delle quali i nodi all’interno della rete prendono delle decisioni sul trasferimento e produzione dei materiali. E se queste informazioni non fossero affidabili ? proprio come in una rete di computer le informazioni non affidabili si propagherebbero come un virus provocando danni più o meno ingenti. Ad esempio se dalla rete vendita arriva un segnale di rallentamento del mercato e la supply chain reagisce immediatamente riducendo le scorte può accadere che se l’informazione non è corretta la supply chain vede sfumare diverse vendite. || Continua a leggere
In diversi post abbiamo visto come sia fondamentale per sopravvivere alla turbolenza dei mercati attuali avere una supply chain snella, in questo post vorrei presentarvi una interessante analogia (elaborata dalla società 2think) tra la supply chain snella e d il sistema di controllo del traffico aereo, nella misura in cui cerca di garantire continuamente visibilità e controllo in tempo reale a tutti gli elementi della rete. || Continua a leggere




