Articoli Taggati ‘Contabilità’

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Gestione-produzione

La contabilità di magazzino è solitamente tenuta in partita semplice, ovvero ogni movimento contabile di carico o scarico opera su un solo conto, o meglio su un solo magazzino. Ci sono dei casi in cui la contabilità di magazzino è opportuno che sia in partita doppia per tenere traccia di tutti gli spostamenti del materiale. || Continua a leggere

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In molte piccole e micro imprese la contabilità di magazzino non viene tenuta, anche perché non è obbligatoria fin quando il magazzino non supera 1.032.913,80 di valore. Quali vantaggi e quali costi invece deve sostenere una piccola impresa che volesse impiantare una contabilità di magazzino? || Continua a leggere

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La distinta base può essere utilizzata per tenere la contabilità di magazzino se tenuta informaticamente infatti molti programmi consentono di caricare il prodotto finito e di scaricare in automatico i materiale presenti nella distinta base, questa operazione è chiaramente utile quando sono presenti molti materiali nella distinta e durante la lavorazione non avvengono molte variazioni rispetto alla distinta. || Continua a leggere

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Il legislatore per le imprese che effettuano conto lavoro richiede la rilevazione specifica della materie prime tipicamente consumate nella fase produttiva dei servizi nonché delle materie prime e degli altri beni incorporati durante la lavorazione dei beni del committente. In tale tipo di attività possono essere lavorate soltanto le materie prime fornite dal committente alle quali non si aggregano altre materie prime acquistate dall’azienda, oppure essere impiegate materie prime acquistate dall’azienda di servizi che insieme ai beni ricevuti dal committente vanno ad incorporarsi nel prodotto finito, realizzato per consto dello stesso.

Per le merci in lavorazione non va tenuta la contabilità di magazzino; trattasi di beni di proprietà di terzi che non assumono rilievo ai fini del bilancio dell’impresa di servizi e quindi non necessitano della rilevazione specifica ai fini delle imposte sui redditi. Occorrono, invece, le scritture previste dall’articolo 53 del DPR 633 in materia d’IVA per vincere le presunzioni di cessione o di acquisto senza fattura. La rilevazione connessa al rapporto di trasferimento di merci, materie prime e prodotti finiti tra soggetti imprenditori dovuta a cause non traslative della proprietà quali la lavorazione ed il deposito può essere anche tenuta come una normale contabilità di magazzino, con rilevazioni di carico e scarico, ma nel caso specifico l’oggetto della rilevazione è rappresentato dai beni e dal soggetto proprietario dei beni. Per gestire questa attività il gestionale dovrà prevedere un modulo per la gestione del conto lavoro che ne permetta la gestione e del flusso documentale per la lavorazione del prodotto senza trasformazione, cioè un prodotto che è inviato grezzo al terzista e ritorna lavorato ma con lo stesso codice. L’intera gestione si articola nella definizione dei cicli e delle fasi di lavorazione esterne, con eventuali listini lavorazione/terzista, articolo/lavorazione/ terzista, generazione delle proposte di lavorazione tramite MRP, emissione del DDT di conto lavoro, registrazione del DDT di rientro conto lavoro, con valorizzazione automatica della fase e versamento a magazzino del prodotto lavorato.

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Secondo l’articolo 14 del DPR 600/1973 dalle scritture di magazzino possono essere esclusi tutti i movimenti relativi a singoli beni o a categorie inventariali il cui costo complessivo nel periodo d’imposta precedente non eccede il venti per cento di quello sostenuto nello stesso periodo per tutti i beni sopraindicati. Per poter realizzare quanto affermato dal legislatore è necessario fare ricorso al metodo ABC per individuare quali articoli possono essere esclusi dalle rilevazioni contabili. || Continua a leggere

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Le scritture ausiliarie di magazzino devono essere tenute in forma sistematica e secondo le norme di un’ordinata contabilità e devono permettere di seguire le variazioni intervenute tra le consistenze negli inventari annuali. Le rilevazioni possono essere effettuate giornalmente o in forma riepilogativa con periodicità non superiore al mese. La norma fa riferimento alle rilevazioni e non alle registrazioni per le quali è stabilito un termine di 60 giorni dalla data finale del periodo di rilevazione.
Per chi non tiene o non conserva secondo le prescrizioni contabili i documenti previsti in materia di imposte dirette e di iva o imposta da altre disposizioni della legge tributaria è punito con la sanzione amministrativa da euro 1.032,00 a euro 7.746,00 e, a seconda dei casi, può essere dimezzata o raddoppiata. Esistono poi sanzioni in esito da accertamento e a carico degli organi di controllo. Inoltre l’omessa tenuta delle scritture ausiliarie di magazzino legittima l’Ufficio a procedere alla formulazione dell’accertamento induttivo.
Per dimostrare la perdita involontaria dei beni, in linea generale, è necessario essere in possesso di documentazione di un organo della pubblica amministrazione o, in mancanza, di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, resa e firmata, entro 30 giorni dall’evento o dalla data in cui se ne ha conoscenza, da cui risulti il valore complessivo dei beni perduti. In caso di richiesta dell’amministrazione finanziaria, l’imprenditore è obbligato a fornire i criteri e gli elementi in base ai quali è stato determinato il valore complessivo dei beni perduti. La documentazione e la comunicazione di cui sopra non sono richieste nel caso di:

  • distruzioni non volontarie connesse a situazioni ricorrenti (es. cali e sfridi);
  • trasformazione delle merci in beni residuali rientranti nell’attività propria dell’impresa;
  • consegna a terzi autorizzati allo smaltimento dei rifiuti;
  • cessione ad altri imprenditori.

Nel caso di distruzione volontaria dei beni al fine di eliminarli dal processo produttivo o di trasformarli in beni di più modesto valore economico, occorre seguire un particolare iter amministrativo atto a fornire la certezza e la precisione invocate dalla norma generale per considerare effettivamente usciti dal patrimonio dell’impresa i beni distrutti:

  • inviare 5 giorni prima della distruzione comunicazione all’Ufficio delle Entrate;
  • specificare dove e come si procederà alla distruzione, la quantità e l’ammontare complessivo dei beni;
  • essere in possesso di un verbale redatto da pubblici funzionari (se il valore dei beni è inferiore a euro 5.164,57 è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto notorio);
  • emettere documento di trasporto.

 

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