Articoli Taggati ‘domanda’

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E=mc^2 una formuletta semplice, ma che dietro nasconde un intero universo, è l’equazione fondamentale per chi si occupa di fisica. Esiste una altra formula semplice ma forse un po’ bistrattata che è l’equazione fondamentale per chi si occupa d’impresa P=R-C ovvero Profitto=Ricavi-Costi, elementare nella sua formulazione ma di grande importanza quando bisogna gestire un’impresa, eppure molte volte non viene considerata quando si parla di gestione d’impresa. || Continua a leggere

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Il piano aggregato di produzione è lo strumento che ci consente di verificare se il livello di produzione desiderato è fattibile oppure no. Il piano aggregato è una simulazione della realtà che ci consente di prendere delle decisioni valutando diverse strategie produttive e differenti politiche di gestione delle scorte.  Partendo dai dati di input come la domanda e la capacità produttiva è possibile determinare per macrofamiglie di prodotti le quantità da produrre valutandone l’impatto sui costi per la manodopera, per l’utilizzo dei macchinari, il livello di saturazione della capacità produttiva ed il livello del magazzino. Nei casi più semplici come quello delle piccole imprese è possibile elaborare il tutto tramite un foglio di calcolo e sperimentando sulla “carta” diverse strategie attraverso la creazione di scenari che poi è possibile comparare per decidere quale strategie perseguire. Di particolare importanza risulta essere il dato di input della domanda che possiamo suddividere in livelli crescenti di certezza come ad esempio gli ordini confermati dai clienti, gli ordini aperti per i quali avremo differenti gradi di variabilità a seconda della periodo temporale (ad esempio ordini fino a 3 settimane nessuna variazione, ordini tra le 3 e 5 settimane variazioni del 15%, ordini tra le 5 e le 7 settimane variazioni del 25% ecc), le previsioni derivanti da budget forniti dai clienti (a differenza degli ordini clienti aperti per questi non rappresentano obblighi contrattuali ad acquistare ma delle indicazioni di possibili acquisti) ed infine le previsioni derivanti dall’analisi dello storico della domanda. Ovviamente gli ordini confermati hanno il grado di certezza maggiore (il cliente deve “solo” ritirare la merce) rispetto alle previsioni.

Yield management

Mag
2011
19

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Yield management significa letteralmente “gestione del rendimento”. Gestione che ovviamente deve essere orientata alla massimizzazione del profitto dell’azienda. Il termine nasce negli Stati Uniti nel 1978, a seguito della deregolamentazione del trasporto aereo e alla nascita di nuove compagnie indipendenti. Al giorno d’oggi queste tecniche vengono usate non solamente dai vettori aerei, ma da tutte quelle imprese che offrono un prodotto non immagazzinabile e soggetto a una domanda fluttuante. Anche se il risultato economico di un’azienda è dato dalla differenza tra ricavi e costi, molto spesso ci si è concentrati più sul secondo elemento, tralasciando l’argomento “ricavi”. Diversi sono inoltre i benefici dell’applicazione di questa tecnica, come la razionalizzazione delle risorse, un maggiore orientamento al cliente e di conseguenza una sua più alta fidelizzazione e un incremento delle informazioni a disposizione dell’azienda. Questa tecnica può portare vantaggi evidenti in tutti i settori che hanno a che fare con servizi non immagazzinabili. I successi registrati dalle grandi aziende possono essere realizzati anche dalle PMI. In Italia, in settori come quelli della ristorazione, alberghiero, turistico ma anche in quello manifatturiero e dei servizi i potenziali da cogliere tramite lo yield management sono enormi. Lo yield managment non è solo appannaggio dei servizi ed in modo particolare delle imprese turistiche ma può trovare largo impiego in settori produttivi che realizzano beni facilmente deperibili come ad esempio i beni alimentari.

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In realtà prima di rispondere a questa domanda ci sono altre due domande a cui rispondere ovvero quale è la capacità della supply chain e come misurala? Per capacità si intende l’output che un processo o una serie di processi possono generare in una determinata unità di tempo. Consideriamo una azienda che realizza infissi la sua capacità potrà essere definita come il numero di porte e finestre realizzabili in un anno, attenzione parlo di realizzabili e non realizzati in quanto la capacità si riferisce al potenziale che il processo può generare. La pianificazione della capacità comporta la fissazione di un livello di capacità di base su cui poi pianificare delle fluttuazioni. Il livello a cui fissare la capacità di base dipende da tre fattori principali, ovvero il livello di servizio che si vuole garantire al cliente, la deperibilità degli output realizzati e dalla variabilità della domanda. Quando questi tre elementi sono elevati è necessario fissare un capacità di base elevata. Una volta fissata la capacità possiamo avere diverse modalità per adeguare l’output produttivo alla richiesta della domanda:
Livellare la capacità in modo da assorbire le fluttuazione: In questo modo vengono create delle scorte per poter gestire i picchi di domanda, tale soluzione presenta lo svantaggio di generare costi di magazzinaggio e non è applicabile per prodotti deperibili, per i servizi e le lavorazioni su commessa.
Inseguire la domanda: Fissata la capacità base essa viene modificata per seguire le fluttuazioni della domanda attraverso straordinari, orario flessibile, modifiche di organico, utilizzo di personale part-time, utilizzo di personale polivalente, outsourcing o attraverso l’incremento dei ritmi di produzione.
Gestire la domanda: Si tenta di modificare la domanda per ridurre le fluttuazioni, attraverso azioni di marketing si cerca di convogliare la domanda in periodi in cui sarebbe bassa diminuendone i picchi, è difficilmente applicabile in casi di prodotti fortemente stagionali (esempio panettoni e colombe), altra possibilità e quella di vendere in mercati geografici che presentano una domanda speculare come ad esempio per la vendita di prodotti da mare si potrebbe livellare la capacità produttiva e vendere una stagione nell’emisfero nord ed una stagione nell’emisfero sud.

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La conoscenza della funzione della domanda è alla base delle varie tecniche di gestione delle scorte ed influenza i flussi logistici dell’intera supply chain. Esistono diverse tecniche previsionali che possono essere raggruppate in due gruppi: metodi quantitativi e metodi qualitativi. All’interno dei metodi quantitativi è possibile distinguere in metodi basati sulle serie storiche, metodi di analisi causale e metodi di simulazione. || Continua a leggere

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