Articoli Taggati ‘esportazione’

Inventario rapido

mag
2015
30

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L’applicazione è intuitiva, ideata per un accesso semplice e veloce ai dati, offre funzione di import/export dati (Google Drive, CSV, XML) e supporta scanner per codici a barre Bluetooth. È possibile estendere in qualsiasi momento il limite del numero di articoli.

Inventario Rapido semplifica le attività di valutazione e gestione delle scorte. Creare, gestire o controllare in un batter d’occhio le vostre liste di magazzino, scorrere liste di articoli, liste parziali, numeri seriali, beni fisici o fissi, collezioni di CD e DVD, ed altro ancora. Inventario Rapido è stato ottimizzato per un funzionamento rapido su smartphone e tablet; particolare attenzione è stata posta sul funzionamento semplice e intuitivo.

Il lettore di codici a barre integrato e il supporto per gli scanner bluetooth industriali permette la lettura degli articoli il più veloce possibile.

La funzione di scambio di dati consente di importare elenchi già esistenti o di utilizzare i dati raccolti per ulteriori elaborazioni. È possibile effettuare l’importazione ed esportazione dei dati usando files CSV, XML o attraverso Google Drive (foglio di calcolo in linea di Google).

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Il centro studi Confindustria classifica  come BBF (bello e ben fatto) i prodotti che hanno un valore medio all’esportazione che supera del 20% la media dei concorrenti europei. Si tratta di prodotti di alta qualità (escludendo la fascia del lusso e superlusso), acquistabili dai “nuovi ricchi” (ovvero con reddito maggiore di 30 mila dollari). Secondo i dati della ricerca del Centro Studi di Confindutria tali nuovi ricchi tra cinque anni, nel 2017, saranno circa 192 milioni e la metà sarà in Cina, India e Brasile, anche se anche per gli Stati Uniti si prevede una crescita piuttosto indicativa target che appare molto interessante per il made in Italy alimentare. I mercati emergenti sono più rischiosi perché spesso penalizzati dalle barriere commerciali, tariffarie e non tariffarie, che per l’alimentare sono più alte e con la crisi tendono a crescere. || Continua a leggere

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L’esportazione introduce delle discontinuità nel processo logistico costituite dalle dogane e per i paesi più distanti geograficamente anche l’utilizzo di più vettori, generando maggiore complessità nella gestione del processo logistico. Molte imprese italiane rispondono a questa complessità con la vendita franco fabbrica ovvero l’intero processo logistico è a carico del cliente. Se questa è sicuramente una soluzione che presenta pochi costi e rischi a lungo andare può penalizzare la strategia di internazionalizzazione dell’impresa. L’impresa non presidiando l’intero processo logistico di esportazione lascia questa incombenza all’impresa cliente che non è detto sia esperta del prodotto che sta acquistando pertanto potrebbe scegliere i vettori non adeguati rischiando quindi che il prodotto arrivi danneggiato o in ritardo o non conoscendo le specificità del prodotto, questo potrebbe essere bloccato in dogana in quanto non accompagnato da documentazione adeguata. || Continua a leggere

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La Gran Bretagna può rappresentare un buon ponte verso i mercati del nord Europa e dei mercati americani (anche se negli ultimi anni questa affermazione è sempre meno vera). Vediamo quindi dal punto di vista logistico quali sono le implicazioni di una esportazione nel Regno Unito. || Continua a leggere

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Il mercato interno non cresce, anzi per alcuni settori si comprime allora come fare non perdere fatturato ? Una soluzione sembra essere quella dell’esportazione, infatti le statistiche ci dicono le imprese che vendono all’estero se la passano meglio di quelle che vendono solo in Italia. L’esportazione rappresenta una strategia realizzabile anche da piccole realtà aziendali in quanto rappresenta una modalità di ingresso in un paese estero che richiede minori investimenti e presenta un maggiore grado di reversibilità e quindi di rischio (se sto vendendo in un paese e le cose stanno andando male posso tranquillamente smettere di vendere, viceversa se ho una struttura stabile ho più difficoltà a cambiare strategia perché ho fatto degli investimenti che richiedono qualche anno per essere ammortizzati). Esistono fondamentalmente due tipologie di esportazione: diretta e indiretta. || Continua a leggere

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Ogni anno la banca d’Italia conduce un’indagine campionaria sui trasporti internazionali dell’Italia con lo scopo di compilare la relativa voce della bilancia dei pagamenti rilevando quindi i costi unitario di trasporto per l’importazione e l’esportazione delle merci. L’ultimo rapporto evidenzia come il trasporto incida per il 3,5% sul valore della merce importata ed esportata. Al di la del valore sintetico questa indagine può essere molto utile per avere un termine di paragone in relazione ai costi sostenuti dalla propria azienda, infatti il rapporto riporta per le diverse tipologie di trasporto il nolo medio ed il costo kilometrico medio per l’importazione ed esportazione verso diverse destinazioni raggruppate per area geografica. || Continua a leggere

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