Articoli Taggati ‘Incoterms’

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L’opera, strutturata in unità didattiche, indica le caratteristiche operative della logistica nei diversi settori gestionali, dei trasporti, tecnici e amministrativi, con informazioni per l’applicazione dei principi logistici utili per le future professioni degli studenti, con particolare attenzione all’ambito della Nautica. Sono presentati i differenti aspetti della logistica, illustrando per ciascuno di essi le problematiche pratiche che gli operatori di settore devono affrontare. Partendo dalle definizioni di base, si passa dall’analisi della progettazione del magazzino per proseguire con i suggerimenti per la scelta delle strutture di posizionamento e dei mezzi di movimentazione. Grande attenzione è rivolta ai problemi della sicurezza, con l’indicazione delle norme da osservare per la prevenzione degli infortuni. Sono esposte poi le funzioni principali di porti e interporti, con una sezione riservata agli “Incoterms”, indispensabili per la definizione dei contratti di trasporto. La parte generale termina con gli aspetti logistici particolari relativi a terziarizzazione, aspetti legali sui trasporti e il rapporto logistica-problemi assicurativi. Le unità successive sono riservate alla specializzazione Nautica, approfondendo le tematiche relative alla gestione e al controllo degli aspetti organizzativi del trasporto nautico. || Continua a leggere

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In un precedente post abbiamo visto cosa sono gli incoterms e quali sono le loro implicazioni sul flusso logistico dell’impresa, in questo post cercheremo di dare alcuni suggerimenti pratici per il loro utilizzo.

Un primo suggerimento è quello di indicare sempre precisamente la denominazione dell’Incoterms seguita dalla dicitura CCI 2000 (per esempio ex works CCI 2000). Un’indicazione generica del tipo “franco fabbrica” potrebbe non essere presa in considerazione dall’autorità giudicante che si limiterà ad applicare la normativa interna (in tale senso la giurisprudenza della Cassazione, secondo cui un’indicazione di tal genere ha unicamente la funzione di ripartire l’assunzione delle spese e dei costi di trasporto, non anche i numerosi e importantissimi altri elementi tipici della clausola incoterms).

Una volta stabilito il termine di resa che s’intende adottare, le parti non devono in alcun modo contraddirsi nella corrispondenza, nelle fatture o in qualsivoglia atto, andando a svuotare di significato l’accordo originario. In definitiva, una semplice sigla ben formulata e non contraddetta, può evitare l’insorgere di conflitti con i partner stranieri che possono portarci a imboccare una strada tutta in salita. Il mancato richiamo agli Incoterms della CCI può implicitamente suggerire una generica volontà di ripartire i costi e le spese tra venditore e compratore, senza prendere posizione sul luogo della consegna e sul passaggio dei rischi.

La situazione risulta ancora più ingarbugliata quando le parti, oltre a pattuire un termine di resa incerto, si scambiano una serie di missive che vanno a contraddire le condizioni di consegna originariamente pattuite, con conseguenze che spesso le parti stesse non sono in grado di preventivare.

Particolare importanza assume il ruolo del trasporto internazionale soprattutto nel caso di pagamento con lettera di credito per l’ottenimento della prova dell’avvenuta esportazione. Consideriamo il caso più diffuso della clausola EXW, apparentemente la più semplice per il venditore ma che può nascondere al suo interno delle insidie. Innanzitutto l’esportatore si trova nell’impossibilità di controllare l’operato e la professionalità del trasportatore, c’è il rischio che la merce non venga ritirata, nel luogo indicato dal venditore, in quanto il

compratore non istruisce in tal senso il suo mandatario. Altro rischio è che il vettore, nel caso in cui la merce venga danneggiata durante il trasporto, cerchi di addossare la colpa del danneggiamento al venditore, magari con la collaborazione del compratore, addebitandogli imperizia nell’imballo piuttosto che nel caricamento a cui, impropriamente, il venditore si è prestato utilizzando propri mezzi atti allo scopo, infine c’è la maggiore difficoltà di ottenere la prova dell’avvenuta esportazione, non avendo un rapporto diretto e di conoscenza con il trasportatore e quindi non sapendo, di fatto, in quale Dogana e se avverrà l’uscita dal territorio comunitario.

Gli incoterms

apr
2010
01

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Le imprese che intendono effettuare una transazione internazionale dovrebbero essere a conoscenza di cosa siano gli incoterms, eppure in molte piccole imprese italiane tali termini sembrano essere sconosciuti nonostante abbiano una grande importanza nel trasferimento dei beni da e per l’estero in quanto definiscono in maniera univoca i diritti ed i doveri delle controparti coinvolte in merito ai costi ed alle responsabilità giuridiche. L’utilizzo degli incoterms nelle transazioni internazionali presenta differenti vantaggi che posso essere sintetizzati in:
Uniformità
Precisione
Sintesi
Flessibilità
Per godere di questi vantaggi è necessario conoscerli in maniera approfondita per poter scegliere la condizione di resa della merce, impostando una precisa strategia di utilizzo differenziata in base al mercato, ed alle scelte logistiche effettuate dall’impresa. L’analisi per la scelta degli incoterms da utilizzare va fatta sia per le operazioni di vendita che di acquisto tenendo presente le informazioni relative a:
Mezzo di trasporto
Distanza geografica
Procedure di sdoganamento
Gestione del rischio
Frequenza transazione
Tipologia materiale trasferito.
Sulla base delle informazioni reperite e consultando i testi aggiornati degli incoterms è possibile effettuare una simulazione delle transazioni per valutarne i costi e l’impatto economico finanziario, di grande aiuto in questa operazione possono essere le camere di commercio o le associazioni di categoria che hanno uno sportello dedicato alla internazionalizzazione delle imprese.

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