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La corretta gestione documentale segue alcune regole fondamentali, essenziali indipendentemente che si tratti di gestione documentale cartacea, o tramite applicazioni software. Una regola molto utile è avere una struttura ad indice. Creare una struttura ad indici sembra sia una cosa che fa impiegare molto tempo, ma in realtà avere una struttura ad indici permette di recuperare e riposizionare rapidamente gli archivi trovando velocemente la loro ubicazione e quindi avere sempre un ordine logico e mentale nel materiale archiviato. || Continua a leggere

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Uno degli obiettivi di chi gestisce la logistica aziendale è quello di minimizzare il tempo di sosta all’interno del flusso fisico dei materiali in quanto la sosta non genera valore. Il punto di sosta per eccellenza è il magazzino nel quale la merce viene stoccata in attesa di essere immessa nel processo di generazione del valore (che può essere una trasformazione della merce ma anche un semplice frazionamento e re imballaggio). Nel caso di una supply chain abbiamo più punti di sosta all’interno della rete logistica (ad esempio i magazzini dei subfornitori, i magazzini periferici, i magazzini dei punti vendita), pertanto è necessario monitorare il tempo di sosta o la rotazione sia globale che dei singoli magazzini. || Continua a leggere

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Un indicatore importante per la valutazione di un sistema di stoccaggio è l’indice di selettività che esprime il rapporto tra il numero dei movimenti utili ed il numero dei movimenti necessari per prelevare un codice, calcolare questo indice e di grande importanza per valutare i costi di movimentazione del magazzino in quanto essi sono funzione dell’indice di selettività poiché più alto è l’indice di selettività minori saranno i costi per prelevare la merce. Consideriamo una scaffalatura a singola profondità in questo caso l’indice di selettività è pari ad uno in quanto per prelevare il pallet dobbiamo fare un solo movimento che è quello utile a prelevare il pallet. Nel caso di una scaffalatura a doppia profondità il pallet posto davanti avrà una selettività pari ad uno mentre il pallet posto dietro ha un indice di selettività pari a 0,5 in quanto per prelevare il pallet posto dietro è necessario prelevare il pallet davanti e poi quello dietro per un totale di due movimenti di cui uno solo utile. Nel caso di una catasta di pallet disposta su tre livelli, il pallet posto in prima file ad al piano terra avrà un indice selettività pari ad 1/3 in quanto sarà necessario prelevare prima i due pallet sovrapposti e poi il pallet interessato. Per calcolare l’indice di selettività globale del magazzino possiamo rapportare il numero di codici che è possibile movimentare liberamente ed il numero di voci totale. Consideriamo un magazzino porta pallet a doppia profondità in cui ogni cella può contenere quattro pallet due davanti e due dietro se consideriamo che ogni scaffalatura è composta da 8 corsie e 6 ripiani e che sono presenti 10 scaffalature avremo un totale di 8 x 6 x 10 x 4 = 1920 posti pallet, nel caso di totale occupazione del magazzino avremo un indice di selettività pari a 960/1920 ovvero 0,5 nel caso il magazzino fosse occupato al 90% avremo un indice di selettività pari a 960/1728 ovvero 0,55 in questo caso l’indice selettività aumenta con la diminuzione del tasso di occupazione quindi diminuiscono i costi di movimentazione ma aumentano i costi di stoccaggio in quanto aumenta la spazio non occupato è quindi possibile calcolare il tasso di occupazione ottimale del magazzino.

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Misurare le caratteristiche del flusso di materiali in uscita contribuisce ad avere un maggiore controllo del proprio sistema logistico individuando i punti su cui migliorare. È possibile misurare la movimentazione in uscita attraverso alcuni parametri calcolabili con frequenza giornaliera e riferendoli ai diversi magazzini. In questo post vedremo come misurare i seguenti parametri:

  • Numero righe per ordine al giorno = numero righe totali / numero ordini per giorno
  • Quantità merce in uscita per ordine (volume) = volume totale movimentato al giorno / numero ordini al giorno
  • Colli in uscita per ordine al giorno = numero colli movimentati al giorno / numero ordini

Per calcolare tali indici partiamo dalle informazioni contenute nella tabella dove sono registrati i DDT in uscita e prendiamo i seguenti dati:
DATA, DDT, ORDINE,CODICE, VOLUME SPEDIZIONE, COLLI, MAGAZZINO, CAUSALE (vendita, conto lavoro, altro)
Per calcolare il primo indicatore procediamo attraverso tre query

SELECT DDT.[DATA DDT], DDT.ORDINE, DDT.MAGAZZINO, DDT.CAUSALE, COUNT(DDT.CODICE) AS RIGHE
FROM DDT
GROUP BY DDT.[DATA DDT], DDT.ORDINE, DDT.MAGAZZINO, DDT.CAUSALE;
SELECT [Righe ordine].[DATA DDT], [Righe ordine].MAGAZZINO, [Righe ordine].CAUSALE, COUNT([Righe ordine].ORDINE) AS NORDINI, SUM([Righe ordine].RIGHE) AS [RIGHE TOTALI]
FROM [Righe ordine]
GROUP BY [Righe ordine].[DATA DDT], [Righe ordine].MAGAZZINO, [Righe ordine].CAUSALE;
SELECT [Righe giorno].[DATA DDT], [Righe giorno].MAGAZZINO, [Righe giorno].CAUSALE, [Righe Totali]/[NORDINI] AS [Righe per ordine]
FROM [Righe giorno];

Per il secondo indice ed il terzo indice procediamo in modo analogo sostituendo nel primo casa la somma delle righe con la somma dei volumi e nel secondo caso con la somma dei colli. A questo punto possiamo realizzare una tabella di sintesi composta dalle seguenti informazioni
DATA, MAGAZZINO, CAUSALE, RIGHE ORDINE, VOLUMI, COLLI
A partire da questa tabella è possibile ricavare informazioni sul trend dei tre indicatori nel tempo e disaggregando l’informazione per area logistica (magazzino/causale)

Giacenza Media

lug
2009
11

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La giacenza media è la qt di una referenza che mediamente è riposta in magazzino. Dietro questa semplice definizione in realtà si nascondo alcune insidie per quello che all’apparenza può sembrare un semplice calcolo. Analizziamo quindi le diverse modalità di calcolo della giacenza partendo dalla più semplice per arrivare a quella più complessa. || Continua a leggere

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