Articoli Taggati ‘movimentazione’

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La logistica delle imprese che producono vernici si caratterizza per i seguenti elementi:

  1. Poche materie prime e molti prodotti finiti
  2. Frammentazione dei lotti
  3. Gestione della sicurezza per lo stoccaggio dei materiali e prodotti finiti || Continua a leggere

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Premesso che l’obiettivo di una logistica efficiente è quello di ridurre le scorte, è comunque necessario stoccare e gestire quelle poche scorte necessarie nella maniera più efficiente ed efficace possibile.  Il termine magazzino deriva dall’arabo ed indica un luogo dove riporre e custodire il tesoro. Certamente il nostro magazzino non è l’antro della caverna di Alì Babà ma la merce in esso custodito rappresenta pur sempre il “tesoro” dell’azienda in quanto verrà immesso in processo capace di generare valore. Scopo del magazzino è quindi quello di ricevere, stoccare e consentire il prelievo della merce per poter essere utilizzata. Il magazzino è un punto di sosta all’interno del flusso fisico della merce pertanto se obiettivo globale è quello di ridurre al minimo la durata della sosta, obiettivo specifico per chi deve gestire il magazzino è quello di rendere efficiente la sosta della merce in magazzino. Pertanto se volessimo fissare degli obiettivi per la gestione del magazzino dovremmo scomporli nelle attività principali del magazzino, ovvero ricezione, stoccaggio e prelievo. Proviamo quindi ad individuare quali potrebbero essere degli obiettivi per le tre aree, gli obiettivi che andremo ad individuare non rispettano le caratteristiche dell’acronimo SMART (specifici, misurabili, accessibili, realizzabili, temporizzati) in quanto non si riferiscono ad un caso specifico ma sono generali e vanno adottati alla singola azienda. Ad esempio se consideriamo l’obiettivo ridurre il tempo per lo scaricamento dei vettori per renderlo SMART dovremmo definirlo in questo modo: ridurre il tempo medio di scaricamento dei vettori in ingresso dai fornitori di 10 minuti entro il 31/12/2011, è chiaro che l’accessibilità e realizzabilità dell’obiettivo dipende dalle risorse di cui dispone l’azienda o che potrebbe disporre per la realizzazione dell’obiettivo. Vediamo quindi alcuni esempi di obiettivi per la gestione del magazzino:
Ricevimento: Ridurre i tempi per lo scaricamento dei vettori, ridurre i tempi di sosta della merce in accettazione, ridurre gli errori di identificazione della merce in accettazione, ridurre i tempi di inserimento dei dati nel sistema gestionale, ridurre i tempi per lo smistamento della merce, ridurre i tempi per lo stoccaggio della merce
Stoccaggio: Ottimizzare lo spazio occupato dalla merce, ridurre la merce smarrita, ridurre i tempi d’inventario della merce, ridurre gli errori legati alle ubicazioni.
Prelievo: Ridurre i tempi di prelievo, ridurre gli errori di identificazione della merce prelevata, ridurre i danneggiamenti nella movimentazione della merce, ridurre i tempi per l’inserimento dei dati nel sistema gestionale.

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È possibile che nel processo produttivo aziendale sia necessario utilizzare sostanze pericolose e di conseguenza sia necessario stoccarle e movimentarle. Le merci considerate pericolose devono possedere apposita etichettatura che ne descriva il livello ed il tipo di pericolosità. Per le sostanze non pericolose può bastare una scheda informativa. La scheda di sicurezza deve essere redatta in lingua italiana su carta intestata del fornitore e riportare le informazioni cosi come descritto dal DM 28/02/92 che recepisce la direttiva europea 91/155. È importante sottolineare che anche eventuali contenitori di travaso interni all’azienda devono essere etichettati secondo la classificazione del contenitore originario. L’acquisto di merci pericolose dovrebbe essere svolto mediante opportune procedure, volte ad evitare l’ingresso in azienda di prodotti mancanti delle necessarie informazioni. Qualunque sia il reparto emittente la richiesta è opportuno inserire alcune precise richieste nell’ordine al fornitore. In presenza di una sostanza non conosciuta va prescritto l’obbligo di ottenere dal fornitore, prima dell’arrivo della merce in azienda, la documentazione necessaria. A tale scopo di può inserire sulla richiesta di acquisto la seguente dicitura:

Sostanza di cui non sono note le caratteristiche. Si prega di compilare ed inviare la scheda di sicurezza (DIR CEE 91/155 e 93/112) prima di eseguire la fornitura. In mancanza di tale documento la merce sarà respinta”

A sua folta il reparto acquisti predisporrà una clausola standard, facente riferimento alla normativa vigente, sull’ordine. Tale clausola, qui di seguito riportata, sarà applicabile anche in caso di ordine aperto e riportata sul piano consegne.

Per sostanze e preparati pericolosi da voi forniti, invierete scheda di sicurezza aggiornata in lingua italiana secondo la direttiva comunitaria 91/155 e 93/112, per sostanze e preparati non rientranti nelle categorie di pericolo fornirete vostre schede contenti  informazioni per il corretto impiego.

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All’interno di un sistema per la gestione della qualità è necessario definire delle direttive per la movimentazione delle merci in modo da poter tenere sotto controllo il flusso fisico dei materiali. La prima operazione che occorre fare è classificare i movimenti definendone le seguenti caratteristiche:

  1. Categoria di appartenenza: Ricevimento, posizionamento, prelievo
  2. Causale movimentazione
  3. Causale collegata (ad esempio nel movimento di trasferimento da un magazzino ad un altro avremo una causale di ingresso ed una di uscita)
  4. Magazzini di competenza (Elenco dei magazzini in cui è possibile effettuare il movimento)
  5. Tipo documento: Esterno/Interno
  6. Numeratore documento
  7. Nome documento
  8. Elenco controlli
  9. Elenco operazioni per la movimentazione
  10. Responsabile gestione eccezioni (Nel caso in cui si presentassero problemi non previsti dalla procedura, viene indicata la persona a cui rivolgersi)

Consideriamo ad esempio il movimento di Acquisto materie prime italia

  1. Categoria di appartenenza: Ricevimento
  2. Causale movimentazione: ACIT
  3. Causale collegata: Nessuna
  4. Magazzini di competenza: Magazzino materie prime
  5. Tipo documento: Esterno
  6. Numeratore Documento: DI
  7. Nome Documento: DDT di Acquisto
  8. Elenco controlli: In base all’articolo ed il fornitore
  9. Elenco operazioni per la movimentazione: 1) controllo documentazione 2) Scarico materiale e posizionamento in area accettazione 3) Inserimento dati nel gestionale 4) stampa bolla ingresso materiale 5) Controllo quantità e qualità in base a quanto scritto sulla bolla ingresso materiale 6) etichettatura 7) posizionamento in ubicazione o invio ad altra destinazione sulla base di quanto scritto sulla bolla ingresso materiali.
  10. Responsabile gestione eccezioni: Responsabile area ricevimento

La prima operazione da fare è quella di rappresentare attraverso dei diagrammi i flussi fisici della merce all’interno dell’impresa, successivamente si andrà a definire per ogni movimento le caratteristiche prima evidenziate e successivamente andranno definiti i documenti necessari per la movimentazione. Ai fini contabili e fiscali è necessario prevedere un documento per tutti quei movimenti che modificano la giacenza di un codice all’interno del magazzino, non sono quindi necessari documenti per i movimenti di spostamento delle merci da una ubicazione ad un’altra all’interno dello stesso magazzino.

Le unità di carico

Dic
2009
01

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Le unità di carico hanno lo scopo di omogeneizzare il flusso fisico dei materiali in modo da velocizzare le operazioni e rendere più facilmente trattabili dal punto di vista informativo. I materiali possono avere diversi pesi, forme e dimensioni con l’unità di carico si introduce nel sistema un elemento uniforme che è più facilmente gestibile raggruppando più materiali nella stessa unità di carico. Dal punto di vista fisico ed informativo è possibile avere più livelli di unità di carico, infatti è possibile avere unità di carico per la movimentazione della merce all’interno dello stabilimento e poi raggruppare queste unità di carico per la movimentazione all’esterno dello stabilimento (ad esempio il pallet all’interno ed il container all’esterno). La velocità del flusso all’interno ed all’esterno aumenta in quanto utilizzando diversi vettori non è necessario caricare e scaricare tutti i materiali che possono richiedere operazioni differenti a seconda del materiale mentre con l’uso delle UDC le operazioni sono sempre identiche. Dal punto di vista materiale le UDC possono essere di differenti tipi: Gabbie, cassette, cassoni, pallet, container ecc.

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