Articoli Taggati ‘obsolescenza’

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Se l’utilità originaria si riduce, il valore delle rimanenze di magazzino ha un valore attuale di mercato inferiore al costo storico. Ad esempio in casi di obsolescenza. In questi casi, visto che si è verificata una perdita di valore, per prudenza, occorre effettuare un’operazione di svalutazione. || Continua a leggere

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I codici slowmoving vengono calcolati allo stesso modo dei codici obsoleti ma vengono considerati con una data inferiore (dipende dal settore in cui opera l’azienda), ad esempio se abbiamo considerato obsoleti i codici che hanno ultimo movimento 3 anni fa, possiamo considerare slowmoving i codici che hanno avuto l’ultimo movimento 1 anno fa. Consideriamo invece codici in overstock quei codici che hanno una giacenza superiore all’impegno di tre mesi, da questa categoria vanno esclusi quei codici già rientrano nelle categoria obsoleti. I codici che non rientrano in nessuna delle categorie precedenti rientrano nella categoria dei codici con movimentazione normale, a questo punto possiamo passare ad una analisi più approfondita. Predisponiamo una tabella con le seguenti informazioni:
CODICE
CATEGORIA: Obsoleti, slowmoving, overstock, movimentazione normale
TIPOLOGIA: Finiti, semilavorati, materie prime
CLASSE MERCEOLOGICA
UNITA DI MISURA
MAGAZZINO
GIACENZA
COSTO
VALORE
FORNITORE: per le materie prime il fornitore preferenziale, per i semilavorati il terzista preferenziale
CLIENTE: per i prodotti finiti, il cliente principale, lo stesso nel caso ci siano materie prime o semilavorati che vengono venduti.
A questo punto è possibile fare una analisi multidimensionale dei dati cercando di individuare le relazioni intercorrenti tra le varie categorie di articoli.

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Questa analisi serve ad individuare i codici obsoleti ovvero quei codici che non partecipano più al processo di creazione del valore aziendale. Definiamo obsoleti quei codici che non sono movimentati da n periodi, con giacenza diversa da zero ed impegno nullo. Il periodo dopo il quale un codice diventa obsoleto dipende molto dal settore in cui opera l’azienda, per il nostro esempio consideriamo 3 anni ovvero articoli non movimentati dal 31/12/2006. Per prima cosa determiniamo la data dell’ultimo movimento (non consideriamo per questa analisi le rettifiche inventariali perchè non generano valore) :

SELECT MOVIMENTI.CODICE, MAX(MOVIMENTI.DATA) AS UM
FROM MOVIMENTI
WHERE (((MOVIMENTI.CAUSALE)<>"R+" AND (MOVIMENTI.CAUSALE)<>"R-"))
GROUP BY MOVIMENTI.CODICE;

A questo punto filtriamo i codici obsoleti

SELECT [Ultimo movimento].CODICE, [Ultimo movimento].UM, Giacenze.GIACENZA, Giacenze.IMPEGNO
FROM [Ultimo movimento] INNER JOIN Giacenze ON [Ultimo movimento].CODICE = Giacenze.CODICE
WHERE ((([Ultimo movimento].UM)<=#12/31/2006#) AND ((Giacenze.GIACENZA)>"0") AND ((Giacenze.IMPEGNO)=0));

Partendo dalla data dell’ultimo movimento per ogni articolo è possibile effettuare una analisi della stratificazione del magazzino valorizzando le giacenze e raggruppandole per anno di ultimo movimento ottenendo un grafico simile.analisi obsoleti

La fase successiva consiste nell’individuare perché si sono formati questi obsoleti, facendo ricorso alla analisi dello schema di flusso possiamo individuare a quale processo aziendale appartengono i codici, successivamente si individueranno le possibile azioni per ridurre la qt ( svendite, rivendita ai fornitori, modifiche ecc)

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I prodotti seguendo un loro ciclo di vita possono entrare in quello che viene chiamato phase out ovvero una loro fuoriuscita dal ciclo produttivo. Tale fuoriuscita deve essere gestita non solo dal punto di vista tecnico e commerciale ma anche dal punto di vista logistico evitando che alcuni materiali divengano obsoleti. || Continua a leggere

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