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IMDS

set
2011
23

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In seguito all’entrata in vigore della Direttiva 2000/53/CE – ELV (End of Life Vehicle) tutti i più grandi produttori di autoveicoli hanno realizzato un progetto congiunto implementando, con l’apporto della Software-house americana EDS, il sistema denominato IMDS (International Material Data System).

IMDS è un sistema informatico via Internet, per mezzo del quale tutti i fornitori diretti e indiretti, a cascata, possono inserire le informazioni di base relative alla composizione di massima dei propri prodotti in un foglio elettronico MDS (Material Data Sheet) ed inviarle al proprio cliente, lungo tutta la catena di fornitura fino ad arrivare alla casa automobilistica. La lista di riferimento è denominata GADSL (Global Automotive Declarable Substance List), contiene un elenco di circa 90 sostanze suddivise in “proibite” e “da dichiarare” che ci si aspetta possano essere contenute nella componentistica dell’auto. || Continua a leggere

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Quando le materie prime o i prodotti finiti non sono più utilizzabili all’interno del processo di creazione del valore dell’impresa è necessario eliminarli attraverso una operazione chiamata rottamazione. Tale attività è soggetta a norme tributarie delle quali bisogna tener conto nel disegnare la procedura per tale operazione.
Le formalità da seguire per procedere alle distruzioni di beni, analoghe sia per le rimanenze di magazzino che per i beni strumentali, sono attualmente previste dal D.P.R. 10 novembre 1997, n. 441. L’articolo 2 del sopra citato D.P.R., così come modificato dall’articolo 16 del D.P.R. n. 435/2001, prevede che le cessioni previste dall’articolo 10, n. 12), del decreto del Presidente della Repubblica 26-10-1972, n. 633, siano provate con le seguenti modalità:

  1. comunicazione scritta da parte del cedente agli uffici dell’amministrazione finanziaria e ai comandi della Guardia di Finanza di competenza, con l’indicazione di data, ora e luogo di inizio del trasporto, della destinazione finale dei beni, nonché dell’ammontare complessivo, sulla base del prezzo di acquisto, dei beni gratuitamente ceduti. La comunicazione deve pervenire ai suddetti uffici almeno cinque giorni prima della consegna e può non essere inviata qualora l’ammontare del costo dei beni stessi non sia superiore ad euro 5.164,57;
  2. emissione del documento previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 14-8-1996, n. 472, progressivamente numerato;
  3. dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi della legge 4-1-1968, n. 15, con la quale l’ente ricevente attesti natura, qualità e quantità dei beni ricevuti corrispondenti ai dati contenuti nel documento di cui alla lettera b).

L’articolo 16 del D.P.R. n. 435/2001, che ha modificato l’articolo 2, comma 3, del D.P.R. n. 441/1997, semplifica gli adempimenti posti a carico del contribuente per superare la presunzione di cessione nel caso di perdita di beni dovuta ad eventi indipendenti dalla sua volontà, quali calamità e furti. La perdita di tali beni è ora provata da idonea documentazione fornita da un organo della pubblica amministrazione; in mancanza di tale documentazione, la perdita è provata con dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.
Anche il contenuto della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà è oggetto di semplificazione, atteso che, rispetto alla precedente formulazione del comma 3 dell’articolo 2 del citato D.P.R. n. 441/1997, la stessa deve contenere solo l’indicazione del valore complessivo dei beni perduti. Tuttavia, per le imprescindibili esigenze di controllo, a richiesta degli organi dell’amministrazione finanziaria, il contribuente ha l’obbligo di fornire i criteri e gli elementi in base ai quali ha determinato tale valore (Circolare Agenzia delle Entrate n. 6/E del 25-1-2002).
La norma dispone che l’autocertificazione sia resa entro 30 giorni dal momento in cui si è verificato l’evento, ovvero da quello in cui il contribuente ne ha avuto conoscenza. Ciò non significa che entro tale termine la dichiarazione in questione debba essere prodotta all’Ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate, essendo a tal fine sufficiente che la stessa sia resa, ossia sottoscritta, entro il termine prescritto e, se richiesta, esibita agli organi di controllo dell’Amministrazione Finanziaria.

Dal punto di vista informativo è necessario creare un magazzino su cui far confluire i beni da rottamare ed individuare una causale di uscita ed una di entrata per la merce in questo magazzino. La merce può entrare ed uscire dal magazzino solo con le causali individuate e non con altre. Il magazzino non verrà valorizzato ai fini fiscali.

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