Articoli Taggati ‘sistemi di stoccaggio’

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Il punto di partenza per individuare il sistema di stoccaggio più adeguato è aver chiaro quali saranno  le unità di carico che sosteranno nel nostro magazzino, un conto è stoccare pallet, altro scatole o fusti oppure minuteria. Anche uno stesso sistema di stoccaggio come le scaffalature possono avere dimensioni e resistenze differenti adatte quindi a diverse tipologie di unità di carico. || Continua a leggere

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Un magazzino troppo pieno può generare ritardi o errori nei prelievi, viceversa un magazzino vuoto genera dei costi per lo spazio inutilizzato, è quindi importante valutare il livello di saturazione del magazzino per prendere decisioni in merito al sistema di ubicazioni, oppure al sistema di stoccaggio o per pianificare correttamente la sosta in magazzino del materiale modificando le politiche di approvvigionamento (lotto d’acquisto e tempi di copertura). || Continua a leggere

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Esistono diversi sistemi di stoccaggio come abbiamo visto in un post precedente con i loro vantaggi e svantaggi ( in allegato uno schema riepilogativo) pertanto si pone il problema della scelta del sistema. È importante ricordare che il sistema di stoccaggio deve soddisfare i seguenti obiettivi:

  • Utilizzare al meglio gli spazi e i volumi
  • Ridurre i tempi di stoccaggio ricerca e prelievo della merce
  • Ridurre al minimo le probabilità di danneggiamento della merce e di smarrimento

Prima di procedere alla richiesta di offerta ai fornitori è bene procedere seguendo le azioni qui suggerite:

  • Raccolta informazioni sulle specifiche: In questa fase verranno raccolte informazioni circa il numero di articoli che dovranno essere gestiti, il loro peso e dimensioni, il numero di prelievi, il volume e la planimetria del magazzino, i flussi dei materiali e la caratteristiche delle unità di carico. Queste informazioni sono necessarie in quanto ci aiuto a restringere il campo delle possibilità, infatti se effettuiamo molti prelievi di articoli diversi avremo la necessità di un sistema di stoccaggio con elevata selettività. Al termine di questa operazione avremo definito quali sono le nostre esigenze in termini di stoccaggio che potrebbero anche essere contrastanti tra di loro in quanto vengono gestiti diverse tipologia di articoli.
  • Definizione della configurazione del sistema di stoccaggio: non ho indicato questa fase come scelta del sistema di stoccaggio in quanto come evidenziato al punto precedente è possibili che vi siano diverse esigenze di stoccaggio e che pertanto sia necessario individuare più sistemi di stoccaggio più tosto che sceglierne uno solo e adattarlo alle esigenze di tutti gli articoli. Infatti in un magazzino possono coesistere più sistemi di stoccaggio ad esempio un sistema di stoccaggio a catasta in accettazione, un sistema di stoccaggio a scaffalatura per la merce nei pallet ed un magazzino automatico per materiali di piccole dimensioni e per gestire il picking di molti ordini assortiti.
  • Richiesta offerta ai fornitori: A questo punto una volta individuato i sistemi di stoccaggio possiamo richiedere un offerta per ogni sistema di stoccaggio, meglio ancora se riusciamo a trovare fornitori che possono procurare una soluzione integrata senza dover chiedere un offerta per ogni sistema.

 

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SISTEMI DI STOCCAGGIO
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Nel flusso fisico del materiale solitamente sono previsti dei punti in cui il materiale sosta in attesa di essere immesso in un nuovo flusso. Tali punti sono fisicamente costituiti da sistemi di stoccaggio che hanno la funzione di conservare il materiale e di renderlo facilmente reperibile, tali sistemi sono composti da diversi sottosistemi i cui principali sono: il sistema di versamento, il sistema di prelievo ed il sistema di conservazione. Altri sottosistemi sono quelli ausiliari come il sistema di manutenzione e sicurezza, il sistema di refilling o l’interfaccia di comunicazione con il resto del sistema aziendale. Possiamo classificare i sistemi di stoccaggio principalmente in base al grado di automazione ovvero quante operazioni sono svolte dall’uomo e quante dalla macchina, ad esempio avremo un magazzino con scaffalature che sarà scarsamente automatizzato rispetto ad un magazzino verticale con trasloelevatore. Altre caratteristiche dei sistemi di stoccaggio sono il coefficiente di utilizzo superficiale e la potenzialità di movimentazione. Il primo indica la superficie utilizzata per stoccare i materiali in rapporto alla superficie del sistema di stoccaggio. Il secondo indica la QT di UDC che riescono a transitare per il sistema nell’unità di tempo.

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I magazzini automatici appartengono alla categoria dei sistemi di stoccaggio materiali verso operatori, categoria nella quale l’operatore sta fermo ed i materiali vengono portati ad esso tramite un sistema motorizzato. Un magazzino automatico è costituito da tre elementi:

  1. Trasloelevatore
  2. Scaffalature
  3. Baie

Il trasloelevatore è un robot capace di muoversi lungo tre assi ed ha il compito di prelevare le unità di carico (UDC) poste sulle scaffalature. La scaffalatura è composta da più ripiani e colonne dove vengono riposte le unità di carico. Le baie sono le aperture dove il trasloelevatore ripone le unità di carico in modo che l’operatore possa prelevare i materiali richiesti.
Le cartatteristiche di questi tre elementi concorrono a definire il magazzino automatico in termini di prestazioni e capacità di utilizzo. Per quanto riguarda la movimetazione delle UDC possiamo definire il ciclo semplice composto da due fasi:

  1. Ciclo di immissione prevede un ritorno a vuoto del trasloelevatore
  2. Ciclo di prelievo prevede una andata a vuoto del trasloelevatore

La durata del ciclo è data dalla somma dei tempi fissi (indipendenti dalla posizione dell’UDC) e dei tempi variabili, tale durata consente di calcolare la capacità di movimentazione del magazzino data da Tempo di utilizzo del magazzino / Durata del ciclo x Coefficiente di punta ovvero un coefficiente riduttivo della capacità di movimentazione dovuto a fenomeni di punta.

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