Articoli Taggati ‘sistemi movimentazione’

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Nelle imprese di produzione che lavorano su commessa capita spesso che il prodotto finale debba essere spostato tra vari reparti di produzione per essere completato (ad esempio taglio, montaggio, bilanciamento, verniciatura, collaudo e così via) e spesso tra una fase e l’altra sono previsti dei controlli intermedi soprattutto per particolari critici. Inoltre nel caso di articoli ingombranti la movimentazione di questi pezzi può richiedere diverse risorse, è pertanto necessario organizzare in maniera efficiente la movimentazione interna. || Continua a leggere

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Una volta definiti i sistemi di stoccaggio ed il loro layout, scelti i mezzi di movimentazione è necessario definire quanti mezzi di movimentazione utilizzare nel processo logistico. Tale dimensionamento può essere definito semplicemente come la divisione tra il carico di lavoro e la potenzialità del mezzo di movimentazione. Andiamo però ad indagare cosa si nasconde dietro questa semplice frazione, per prima cosa entrambi i termini devono essere espressi nella stessa unità di misura ovvero UDC/ore, scendendo più nel dettaglio possiamo calcolare il carico di lavoro come somma tra UDC in ingesso e UDC in uscita. Possiamo reperire questo dato dai DDT di entrata ed uscita della merce, questo però è un dato storico, per la nostra analisi è necessario effettuare una previsione in quanto dobbiamo decidere quanti mezzi utilizzare non sulla base di quello che avvenuto in passato ma sulla base di quello che si presuma avvenga in futuro. Per risolvere questo problema abbiamo due possibilità:

  • Previsione sulla base della serie storica di UDC movimentate
  • Individuazione di una variabile collegata con le UDC movimentate

Nel primo caso possiamo utilizzare la varie tecniche di previsione quali media mobile, smorzamento esponenziale ecc. Nel secondo caso dobbiamo effettuare una analisi di correlazione tra le UDC movimentate ed una serie di variabili che potrebbero essere Numero di DDT, Numero di Ordini, Articoli per ordine, Articoli per DDT ecc. Una variabile che sicuramente è strettamente collegata con le UDC movimentate è il volume dell’articolo (dato che però non sempre è disponibile a sistema), in questo caso basta dividere il volume dell’UDC per il volume dell’articolo per sapere quanti articoli approssimativamente ci sono su una UDC e moltiplicare questo valore per la QT ordinata dell’articolo ai fornitori e dai clienti per conoscere la movimentazione di UDC in ingresso ed uscita.
Analizziamo adesso il secondo elemento della nostra divisione, la potenzialità del mezzo di movimentazione viene definita come la quantità trasporta nel ciclo di lavoro del mezzo data dalla somma delle seguenti operazioni: carico, trasferimento, scarico, attesa (eventuali interferenze, code). Per calcolare il tempo di tali operazioni è necessario consultare la scheda tecnica del sistema di movimentazione, per il carico e lo scarico basta prendere il valore della velocità di sollevamento e discesa, mentre per il trasferimento bisogna moltiplicare la velocità di marcia per il percorso medio, infine per l’attesa utilizzeremo una variabile casuale normale. Più complicato rimane da calcolare il percorso medio, una soluzione potrebbe essere quella di dividere i metri percorsi per il numero di prelievi in una arco temporale.

Carrelli elevatori

feb
2010
11

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I carrelli elevatori (chiamati in maniera ruspante muletti) fanno parte dei sistemi di movimentazione guidata da operatore. I carrelli elevatori rappresentano dei beni di investimento pertanto la loro immissione nel ciclo produttivo dell’azienda deve essere pianificato pertanto bisogna valutare diversi aspetti che intervengono nel l’acquisto del bene. Un primo elemento è costituito dalla tipologia ovvero dalle funzionalità del carrello che devono armonizzarsi con le attrezzature già esistenti. Altri elementi sono rappresentati dai pallet movimentabili, il consumo di energia, la facilità di utilizzo, e la manutenzione. Quindi per valutare l’acquisto di un carrello elevatore utilizzeremo come driver il costo per singolo pallet movimentato, la somma dei costi sarà data dalla spesa di acquisto, le spese di interventi di modifica al magazzino, spese di addestramento (costi fissi) e le spese per il consumo di energia, le spese di manutenzione (costi variabili). L’acquisto di un carrello elevatore rappresenta una modalità per aumentare nel breve periodo la potenzialità di movimentazione di un magazzino, ma non è possibile aggiungere carrelli elevatori all’infinito per aumentare la potenzialità, nel lungo periodo sono necessarie altre azioni che riguardano l’intera struttura di immagazzinamento della merce. Il carrello elevatore da solo non risolve i problemi relativi alla potenzialità di movimentazione, ma un fattore importante è rappresentato dalla ubicazione delle merci e dalla ottimizzazione delle liste di prelievo o carico, infatti possiamo avere anche molti carrelli e molto veloci ma se questi fanno dei giri inutili non aumentano la nostra velocità di movimentazione, quindi la prima cosa da fare prima di aggiungere un nuovo carrello elevatore è valutare se è possibile ottimizzare la disposizione delle merci in magazzino e le modalità di prelievo.

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I sistemi di movimentazione si occupano di gestire il flusso fisico del materiale all’interno dell’azienda. I sistemi di movimentazione possono essere classificati in base al vincolo di mobilità ed in base alla relazione tra le fasi operative (continue, le fasi avvengono simultaneamente o discontinue, le fasi avvengono in serie).
Un indicatore dei sistemi di movimentazione è dato dalla potenzialità di trasporto ovvero la qt trasportata nel ciclo dato dalla somma delle seguenti operazioni:
carico
trasferimento
scarico
ritorno a vuoto (eventuale)
attesa (eventuali interferenze, code)
Le leve a disposizione per aumentare la velocità di movimentazione sono rappresentate nella riduzione dei tempi dalle varie fasi, nell’aumento delle unità di movimentazione. La riduzione delle operazione di carico e scarico dipende dalla tecnologia del sistema di movimentazione, mentre il trasferimento e l’attesa possono essere ridotti tramite l’ottimizzazione del percorso.

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